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L’architettura di RCR Arquitectes: il recupero di una vecchia casa in pietra

La preesistenza storica diventa per RCR Arquitectes, premio Pritzker 2017, contenitore di un nuovo spazio abitativo aperto ed essenziale, in cui la componente materica è sempre protagonista. Ecco il progetto di recupero di una vecchia abitazione in pietra ad Olot, in Spagna

Il fronte verso il cortile privato, completamente vetrato, svela l’interno della casa nella sua concatenazione di spazi e percorsi liberi © Hisao Suzuki - courtesy of the Pritzker Architecture Prize
Il fronte verso il cortile privato, completamente vetrato, svela l’interno della casa nella sua concatenazione di spazi e percorsi liberi © Hisao Suzuki - courtesy of the Pritzker Architecture Prize
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Dal riuso di una vecchia abitazione in pietra, lo studio catalano RCR Arquitectes, vincitore del Pritzker Architecture Prize 2017, ha dato vita ad un progetto residenziale di grande impatto visivo e funzionale. Ripensando lo spazio abitativo in maniera radicale senza nessuna tipologia predefinita e riducendo ogni gesto, ogni componente e ogni materiale all’essenziale, gli architetti di RCR (Rafael Aranda, Carme Pigem e Ramon Vilalta) hanno scelto di utilizzare la preesistenza storica come contenitore di una nuova casa fatta di spazi aperti concatenati, spingendo il tema del recupero verso una direzione sempre più innovativa e contemporanea.

Situata ad Olot (Catalogna, Spagna), città natale dei progettisti, l’abitazione (completata nel 2012) occupa un lotto gotico stretto e lungo con doppio affaccio; il fronte principale d’ingresso, vincolato per scopi storici, è inserito in una cortina edilizia di fabbricati mentre il fronte posteriore si apre su un cortile privato. Della struttura originale rimangono solamente il tetto e le pareti perimetrali in pietra (ad eccezione di quella rivolta verso il giardino), poiché l’interno è stato completamente svuotato per lasciare spazio ad un’abitazione tipo loft contemporaneo, concepita come un unico ambiente su più livelli. I solai, sotto forma di soppalchi flottanti a diverse quote, lasciano infatti ampio respiro alla casa e offrono mutevoli relazioni visive a seconda dei punti di osservazione (anche se lo spazio può sembrare molto aperto e libero, è stato in realtà studiato per mantenere la privacy necessaria).

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L’ambiente interno è un unico open space intervallato da soppalchi su più livelli che si relazionano tra di loro senza rinunciare alla privacy © Hisao Suzuki – courtesy of the Pritzker Architecture Prize

Questo enorme open space è messo in comunicazione da un sistema di rampe e scale dislocato ai lati lungo tutta la profondità dell’edificio, caratterizzato da una fitta sequenza casuale di lame in acciaio a tutta altezza, irrigidite da piatti orizzontali di controventamento. La sensazione è quella di una quinta da palcoscenico, nonostante il materiale e la realizzazione siano molto elementari; gli architetti spagnoli non hanno infatti rinunciato alla componente autentica dell’architettura, lasciando a vista le strutture grezze esistenti dei muri e del tetto e accostando ad esse materiali come il metallo e il cemento armato.
Completamente vetrata è invece la nuova parete rivolta verso il giardino, pensata come una grande finestra trasparente che mette in relazione interni ed esterni e dona molta luce all’abitazione. Interrotto unicamente dal taglio orizzontale di una loggia, il prospetto vetrato svela l’interno della casa nella sua concatenazione di spazi, fino ad instaurare un rapporto diretto con il fronte opposto su cui si attesta il vestibolo d’ingresso. L’infisso superiore, un alzante scorrevole a cinque ante, raggiunge i 5 metri di altezza con profili in acciaio dallo spessore molto ridotto e separa il soggiorno dalla loggia esterna con un filtro quasi invisibile. L’infisso inferiore, più basso, si affaccia invece su una piccola vasca d’acqua che regala alla camera da letto una sensazione di pace e tranquillità. Una seconda camera da letto più intima con bagno privato è dislocata nel soppalco superiore e gode anch’essa di un affaccio verde.

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La componente autentica dell’architettura di RCR si evince soprattutto nell’utilizzo dei materiali: una sequenza casuale di lame in acciaio a tutta altezza dona grande espressività al progetto e crea un forte legame con la muratura esistente in pietra © Hisao Suzuki – courtesy of the Pritzker Architecture Prize

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