Lavori gratis per i restauri all'Arena in cambio di pubblicità | Architetto.info

Lavori gratis per i restauri all’Arena in cambio di pubblicità

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L’immagine del monumento veronese più conosciuto, l’icona della città veneta assieme alle figure di Romeo e Giulietta, viene messa in vendita per finanziarne, con il ricavato, il restauro.  In cambio della possibilità di utilizzare le immagini fotografiche del proprio cantiere pilota in Arena e promuovere così a livello internazionale la propria attività aziendale, la ditta prescelta per l’incarico offrirà gratis al Comune lavoro e materiali per il restauro. E’ questo il cuore dell’accordo siglato nel protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale di Verona e la società Tassullo di Trento, specializzata nella produzione di materiali speciali per il restauro di edifici. In particolare, la ditta summenzionata eseguirà la sigillatura dei gradoni dell’Arena allo scopo di proteggere l’anfiteatro dalle infiltrazioni d’acqua piovana. In cambio, avrà la possibilità di promuovere l’attività con le immagini del cantiere.  Per quest’ operazione, che dovrà essere eseguita dal Comune in accordo con il Ministero e la Soprintendenza, il Comune ha stanziato una cifra di due milioni e 150mila euro.

I lavori inizieranno a breve, al termine della rassegna internazionale dei presepi in svolgimento negli arcovoli, che sarà trasferita altrove.  A seguito delle infiltrazioni rintracciate nel monumento, l’intervento è stato giudicato assolutamente necessario dall’assessorato. Quest’ultimo conta di passare, dopo la firma del protocollo, a un accordo più dettagliato che consenta di destinare ad altre opere i soldi già stanziati in bilancio per il restauro.

{GALLERY}L’Arena di Verona, situato nel centro storico della città, è il terzo anfiteatro romano per dimensioni in Italia, dopo quello di Roma – il Colosseo – e l’anfiteatro capuano.  Anche se la mancanza di fonti scritte rende molto difficile stabilire una cronologia sicura, si ritiene che l’anfiteatro non possa essere stato costruito dopo il I secolo d.C. e la data più probabile è stata individuata nella prima metà di questo, a cavallo tra l’impero di Augusto e quello di Claudio.  L’elemento base della pianta dell’anfiteatro – un tempo fuori della cerchia delle mura – è costituita dall’ellisse dell’arena che fu quasi sicuramente tracciato sul terreno all’inizio dei lavori: il perimetro esterno dell’anfiteatro si ottenne poi tracciando una linea concentrica a quella dell’arena.  L’arena misura 75,68 m x 44,43 m, ovvero 250 x 150 piedi romani, dunque una cifra tonda, a conferma della semplicità del modulo base utilizzato, con un rapporto tra asse maggiore e asse minore di 5 a 3. La cavea è invece larga 39,40 m, ovvero 125 piedi, mentre il diametro totale è di 152,43 m x 123,23 m, ovvero 520 x 420 piedi romani.
L’aspetto del monumento è oggi piuttosto diverso rispetto a quello originale, specie per via della mancanza dell’anello esterno. I materiali utilizzati per la costruzione del monumento sono omogenei in tutta la struttura, segno che ha subito solo ristrutturazioni limitate, grazie alla solidità della stessa. Le gradinate sembrano essere state invece restaurate più volte, per via dell’usura continua cui sono sottoposte.

Prima di procedere all’opera di sigillatura, l’azienda trentina che produce gli speciali materiali, eseguirà a proprie spese le indagini diagnostiche per il restauro dell’Arena. Inoltre, assicurerà il proprio lavoro di consulenza e analisi di laboratorio.

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