Le Galeries Lafayette ripensate da Bjarke Ingels e Amanda Levete | Architetto.info

Le Galeries Lafayette ripensate da Bjarke Ingels e Amanda Levete

Parte della strategia di rinnovo dell’immagine dello storico gruppo francese, Amanda Levete e Bjarke Ingels interverranno sulle sedi di Boulevard Haussmann e sugli Champs-Elysées

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AL_A, studio basato a Londra fondato nel 2009 da Amanda Levete, è stato incaricato dalle Galeries Lafayette di impostare la modernizzazione del più importante centro commerciale del gruppo francese specializzato nella grande distribuzione, che da oltre un secolo è ospitato negli attuali 40.000 mq dell’edificio liberty che svetta in Boulevard Haussmann.

La notizia segue di poco l’annuncio, dato a metà febbraio, dell’affidamento a un altro architetto di fama mondiale, Bjarke Ingels individuato dopo il lancio di un concorso internazionale lo scorso anno, del rinnovamento delle Galeries al 52 dell’Avenue des Champs-Elysées, altri 9.000 mq ospitati dal 1932 all’interno di un edificio Art Nouveau.

Il complesso di Boulevard Haussmann, oltre al valore intrinseco, ha un valore storico importante per il gruppo. Vede infatti la luce nel 1912 quando la piccola merceria impiantata nel 1893 dai cugini alsaziani Théophile Bader e Alphonse Kahn in prossimità dell’Opéra, dei Grands Boulevards e della stazione Saint-Lazare compie il grande salto, dimensionale e di qualità, ampliandosi e incrementando la quantità e la varietà dell’offerta. Il progetto viene commissionato a Ferdinand Chanut, che imposta un edificio liberty sormontato da una grande cupola di vetro divenutane presto simbolo e da una terrazza panoramica aperta sulla città. Da allora, arriva ai giorni nostri attraverso ingrandimenti successivi, ampliamento e diversificazione merceologica e l’avvio di prestigiose collaborazioni, che portano i grandi magazzini di Boulevard Haussmann a diventare il secondo monumento più visitato dopo la Tour Eiffel.

La decisione di affidare due progetti chiave all’architetto di origini gallesi, che fino al 2006 è stata partner dello scomparso Jan Kaplický nello studio Future System ed è stata anche inserita nella shortlist di ArcVision 2016, e al lanciatissimo collega danese rende manifesta una volontà e una necessità di rinnovamento del brand che rende l’intervento architettonico fulcro di un’ambiziosa strategia di marketing e riposizionamento commerciale. Attraverso l’amministratore delegato Nicolas Houzé, le Galeries Lafayette chiedono infatti alla Levete e a Ingles, selezionati entrambi in primis per la capacità di visione innovativa, di dare il loro contributo alla nascita del “grande magazzino del XXI secolo”.

La stessa strategia ha guidato le recenti mosse dei grandi magazzini più grandi d’Europa, i KaDeWe di Berlino che hanno affidato un’analoga operazione a Rem Koolhaas e OMA, ma è anche ben leggibile nella storia, recente meno recente, delle stesse Galeries.

A fine anni novanta l’architettura è stata infatti parte concreta nei piani di rigenerazione del Mitte di Berlino, dove la nuova e modernissima sede in acciaio e vetro del gruppo francese, collegata sotto il livello stradale agli altri due Friedrichstadt-Passagen, il Quartiere 205 di Oswald Mathias Ungers e il Quartiere 206 di Ieoh Ming Pei, era frutto del progetto elaborato da Jean Nouvel. Nel 2012 dalla Fondation d’Entreprise Galeries Lafayette arriva infine l’incarico, ancora all’Office for Metropolitan Architecture, di rinnovare una sua proprietà storica, un edificio industriale risalente al 1891 collocato nel centrale quartiere del Marais, per renderlo la sua sede e farne luogo per la produzione e l’esposizione dell’arte.

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Mentre per Boulevard Haussmann i lavori sono previsti in partenza a inizio 2017, per l’Avenue des Champs-Elysées dovrebbero completarsi nel 2018.

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