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Le nuove OGR di Torino vicine all’apertura

Il conto alla rovescia per l'hub per cultura, arte, intrattenimento e imprese innovative voluto da Fondazione CRT termina il 30 settembre. Il complesso, progettato da Boffa Petrone Partners, rifunzionalizza 35.000 mq di aree ex industriali lungo l’asse della Spina Centrale

© Max Zarri
© Max Zarri
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La cornice della 57° Biennale d’Arte di Venezia l’11 maggio ha ospitato la presentazione del programma 2017-18 delle nuove OGR di Torino, che, volute da Fondazione CRT, saranno ufficialmente aperte il 30 settembre con due settimane di mostre, concerti e laboratori in cui le rinnovate ex Officine Grandi Riparazioni saranno a ingresso libero e gratuito.

Il capoluogo sabaudo aspetta da molto tempo la rinascita di uno dei complessi industriali dismessi più importanti presenti in città. Le ex Ogr sono infatti un insieme significativo per la loro storia (nascono tra 1885 e 1895 per la costruzione e la manutenzione di locomotive e vagoni e sono state abbandonate del tutto a inizio anni novanta), ma anche per le imponenti dimensioni e una posizione strategica all’interno dell’assetto che il Piano Regolatore impostato da Vittorio Gregotti ha dato alla città a partire dal 1995.

Il progetto di riqualificazione interessa l’edificio H, composto da una coppia di padiglioni gemelli paralleli lunghi quasi 200 m collegati trasversalmente da una costruzione più bassa. L’interno, i cui oltre 20.000 mq sono racchiusi da imponenti murature in mattoni su cui ritmicamente si aprono file di finestre e, in altro, finestre a nastro, è scandito dalla una successione di pilastri in ghisa che sorreggono, a 16 m di altezza, carpiate metalliche e tetti a due falde. È collocato sulla Spina centrale, nel tratto di Spina 2, il lungo asse urbano definito dalle linee ferroviarie urbane e dalla successione di aree dismesse lungo il loro tracciato. È posizionato tra il raddoppio del Politecnico e il polo terziario e di servizi che si è sviluppato attorno alla nuova stazione di Porta Susa, comprendente il nuovo centro direzionale della banca Intesa-San Paolo, nel grattacielo firmato da Renzo Piano, la sede della Città metropolitana e il nuovo tribunale.

La definizione di una vocazione definitiva per il complesso è stato un processo che nel tempo è passato attraverso alcune tappe importanti, coincidenti con selezionati eventi. Nel 2011 gli spazi delle ex Ogr hanno infatti fatto da sfondo alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, di cui Torino è stata capofila con Esperienza Italia, e ospitato la mostra “Fare gli italiani, Stazione futuro. Qui si rifà l’Italia e il Futuro nelle mani. Artieri domani” che ne ha definito una prima rifunzionalizzate impostata da un progetto di 5+1AA. Mentre nel 2012 sono state la scenografia del programma “Quello che (non) ho”, con Fabio Fazio e Roberto Saviano, nel 2013 hanno accolto una bella edizione del festival “Architettura in Città” promosso dalla Fondazione per l’Architettura (che nel 2015 ha poi riaperto l’ex Borsa Valori di Gabetti&Isola e Giorgio e Giuseppe Raineri).

In attesa dell’apertura definitiva, il progetto delle nuove OGR è stato presentato il 6 marzo in un’altra location prestigiosa, il Teatro Carignano di Torino, alla presenza dei vertici di Fondazione CRT che, dopo l’acquisto del complesso da RFI Sistemi Urbani nel 2013, ha finanziando un’operazione di restauro e rifunzionalizzazione da 90 milioni di euro diventando promotore di uno dei più grandi progetti di venture philanthropy in Europa.

La città avrà quindi molto presto un nuovo polo per la cultura, l’intrattenimento ma anche per le start up (è confinante anche con l’I3P, l’incubatore per imprese innovative del Politecnico) che occuperà i 260.000 mc totali seguendo il progetto dello studio torinese Boffa Petrone & Partners, completato dopo un cantiere lungo tre anni. Le nuove OGR, che daranno anche una sede al programma bilaterale Italia-Stati Uniti Best – Business exchange and student training rivolto a laureati e dottori di ricerca under 35, ospiteranno un Centro per le arti visive e performative di musica e teatro e arte contemporanea, che si divideranno i 9.000 mq della manica nord, un polo per la ricerca scientifica, tecnologica e industriale, che occuperà tutta la manica sud, e uno spazio dedicato al gusto e all’arte culinaria nel corpo di collegamento tra i due padiglioni.

 

In tutto sono previsti 2.700 mq di aree per le mostre, una sala conferenze da 99 posti e 3.000 mq di aree per gli spettacoli per 2750 persone complessive (che già a novembre ospiteranno per Club to Club i tedeschi Kraftwerk, a Torino per 5 giorni). Anche l’ampia area esterna, 15.000 mq, sarà parte attiva dell’offerta con la realizzazione di un’opera di arte contemporanea che diventerà parte della collezione di Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

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