Le Terrazze a Villorba, da capannone in disuso a 'piccola citta'' | Architetto.info

Le Terrazze a Villorba, da capannone in disuso a ‘piccola citta”

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Il tema del recupero e della trasformazione dei capannoni abbandonati si sta trasformando in un’ipotesi di lavoro che, se qualche anno fa sembrava limitata ad attività legate al mondo del loisir sta diventando ora sempre più concreta. Ne è un esempio il progetto di Marco Piva per il recupero di una struttura abbandonata dal 1989.

Realizzata a Villorba (Treviso), con la previsione svanita di insediarvi un centro commerciale, compresa successivamente in un Programma integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale, la struttura è stata rilevata nel 2000 da un committente che ha intrapreso una strada poco comune nel contesto italiano: lanciare un concorso privato ristretto, invitando tre diversi studi ai quali è stato chiesto di suggerire delle ipotesi per il suo recupero.

La soluzione proposta dall’architetto Piva, basata sul concetto di rafforzamento delle relazioni sociali, nel rispetto delle tradizioni abitative e culturali del luogo, è risultata la più convincente. Piva, allo scopo di restituire vitalità a un ambito altrimenti monofunzionale, ha concepito una sorta di “piccola città” dove trovano posto svariate attività – commerciali, ricreative, ricettive e di servizi – oltre che 21 case unifamiliari indipendenti, mantenendo al contempo la struttura esistente: due corpi di fabbrica paralleli alla strada principale, elevata per quattro piani fuori terra, per un totale di 24.000 mq calpestabili.

Il corpo prospiciente la strada esprime la forza strutturale del progetto: un fronte continuo in cui lo scheletro della struttura, senza solai e murature, è stato conservato e trasformato in una sequenza di terrazze verdi gradonate, che accolgono anche i percorsi di distribuzione orizzontale per le funzioni che affacciano sulla strada (attività commerciali e professionali ai livelli inferiori e residence e abitazioni private ai superiori). Il corpo retrostante, di forma più compatta e regolare, ospita invece una struttura alberghiera ed una seconda serie di abitazioni; entrambi i corpi si chiudono con dei giardini privati sulla copertura.

La complessità delle funzioni ha generato una rete di percorsi che sfiorano ma non intrecciano, elementi focali quali la scala elicoidale sul fronte (che porta direttamente al primo piano) e i due volumi cilindrici che segnano, come una porta, l‘accesso alla corte interna del complesso, sulla quale affacciano le pareti vetrate dei due corpi.

Vetro, acciaio, alluminio e teak sono i materiali utilizzato per gli esterni, nella costruzione di un’estetica giocata sui toni dei bianco e del grigio, sottolineati dal legno. Bianco e verde/grigio sono anche i colori delle piastrelle in grès porcellanato (provenienti dalla collezione Architech di Floor Gres e utilizzate in quattro dei sei formati disponibili) scelte da Piva per le pavimentazioni esterne dei percorsi e interne sia degli ambiti commerciali sia di quelli residenziali “per le loro caratteristiche tecniche e prestazionali nonché estetiche che le rendono un candidato ideale in un edificio multifunzionale come Le Terrazze, dove gli spazi richiedono caratteristiche fortemente diverse per molteplici funzioni, oltre che la certezza della durabilità nel tempo, motivo principale della scelta progettuale”.

La trasformazione dell’edificio ha comportato l’adeguamento della struttura alla normativa antisismica e a quella per la riqualificazione energetica. Il primo approccio alla sostenibilità è stato nel decidere di mantenere la struttura e recuperarla, utilizzando così tutta l’energia grigia contenuta nell’edificio.

“Nello specifico caso delle Terrazze, possiamo parlare di un’operazione ecosostenibile in quanto se avessimo abbattuto la struttura precedente (in cemento armato precompresso), avremmo dovuto smaltire tutta quella struttura portandola alla discarica (con centinaia di viaggi di camion avanti e indietro nel territorio, che implica anche un processo particolare di smaltimento), avremmo dovuto quindi affrontare nuovi scavi con i mezzi del caso, il trasporto di nuovi materiali, gettare nuove fondamenta, ricostruire etc etc. Sarebbe stato sicuramente più facile, forse più economico e veloce abbattere e ricostruire invece di mantenere quella struttura. Invece è stata fatta un’operazione diversa, con vincoli notevoli dal punto di vista strutturale, per poter fare tesoro di quello che c’era lì”

Il progetto poi ha previsto una flessibilità compositiva dal punto di vista impiantistico per poter consentire diverse possibilità d’uso a seconda delle funzioni e del fruitore.

Sul tema dell’approccio sostenibile Piva sottolinea come sia “il sistema di gestione che porta al risparmio energetico, un sistema flessibile che permette all’utente di calibrarlo sulla base delle sue reali esigenze. Inoltre, la struttura è stata resa il più possibile passiva (isolamenti a cappotto, protezioni all’acqua e agli agenti atmosferici, realizzazione di paraventi esterni, di finestrature ed altro ancora). In questo abbiamo risposto alle precise della committenza che ha fatto in modo di poter differenziare, dal punto di vista della gestione dei diversi ambienti, gli ambienti, calibrando in modo diverso quelli destinati a funzioni abitative, quelli commerciali e quelli di ufficio, in modo che possano essere governati diversamente dal punto di vista delle modalità di consumo”.

Piano interrato

Primo piano

Planimetria

Prospetto est-ovest

Prospetto sud-nord

Progettisti e imprese

Progetto strutturale e direzione lavori: Tecnobrevetti
Impianti elettrici e meccanici: Studio Vincenzo Conte
Proprietà: Idea Verde srl
Tutta la ferramenta: Officine Meccaniche Cenedese Srl
Impresa edile: Cev S.p.A Impresa di costruzioni edili
Impianti elettrici: Maber Srl
Luci: Flaver Srl
Pavimenti della ditta Floor Gres: Floroinvest Srl
Tamponamenti esterni, cartongessi, tinteggiature: Ediltecno 2000 Srl
Lattoniere: S.I.L.L Srl
Serramenti esterni: Finstral-Officine Cenedese
Sanitari e rubinetterie: Ideal Standard
Porte e portoncini blindati: Zanini
Porte Rei:Ninz

Urbanista: Studio Maio Povellato
Strutture: Tecnobrevetti Srl
Impianti: Studio Conte
Consulente illuminotecnico: Studio Tecnico Alpha Project di Dalla Libera Angelo Mauro,
Garden & Landscape design: Alfrino Pasetto



L’autore


Julian Adda

 Architetto, editore, Julian Adda collabora dal 2003 con il Giornale dell’Architettura e altre testate on-line. Ha svolto attività didattica presso lo Iuav di Venezia.

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