L'Ex Ansaldo diventa 'fabbrica culturale': il progetto di recupero | Architetto.info

L’Ex Ansaldo diventa ‘fabbrica culturale’: il progetto di recupero

Sviluppato da Onsitestudio, il progetto di recupero dell'Ex Stecca delle Acciaierie Ansaldo a Milano dara' vita a un hub culturale aperto e in dialogo con l'identita' industriale del luogo

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Per l’Ex Stecca delle Acciaierie Ansaldo a Milano parte un ambizioso progetto di recupero e ristrutturazione che la trasformerà in un hub culturale a carattere partecipativo

Il progetto – presentato all’interno di una conferenza stampa negli stessi spazi tra via Bergognone e via Tortona – nasce dalla convergenza tra il Comune ed alcune realtà culturali operative da tempo in ambito di innovazione sociale a Milano (Arci Milano, Avanzi, esterni, h+, Make a Cube3), che a luglio 2014 si erano aggiudicate il bando pubblico per la gestione degli spazi per 12 anni. Si tratta di un modello per il recupero di spazi inutilizzati, basato sulla collaborazione tra amministrazione pubblica e realtà attive sul territorio, che il Comune di Milano sperimenta già da tempo e di cui questo progetto si appresta a diventare un caso esemplare, vista anche l’importanza storico-industriale del luogo. L’Ex Stecca rappresenta infatti il corpo centrale dello storico stabilimento Ansaldo, datato 1904 e solo negli anni 90 rilevato dal Comune con lo scopo di promuovere e diffondere iniziative culturali.

Com’è oggi l’esterno della Stecca delle ex Acciaierie Ansaldo

Una volta terminati i lavori – che partiranno a maggio 2015 – i circa 6mila mq di superficie distribuita su due livelli ospiteranno svariate tipologie di attività a carattere culturale: spazi per il co-working e per incubatori di impresa, ma anche aree di fruzione artistico-culturale (palchi, sale prova, un teatro, un cinema), e poi un ristorante, una libreria, una sala giochi e un’arena.

Gli interni della ex Stecca oggi

Come diventeranno gli interni a progetto concluso (il bar)


Al di là delle singole funzioni attribuite agli spazi, quel che emerge è un approccio distintivo al recupero della location, caratterizzato dall’apertura e dall’inclusività – resa dal collegamento visibile tra le varie funzioni:una moderna ‘fabbrica di produzione culturale’ che si pone in dialogo proficuo con la suggestiva architettura industriale dell’Ex Stecca.

Il progetto

Il recupero del sito è stato progettato da Onsitestudio, studio che si definisce ‘laboratorio di progettazione’, fondato nel 2006 e diretto da Angelo Lunati e Giancarlo Floridi. Giovane ma già apprezzato in ambito internazionale, Onsitestudio ha sviluppato – tra le altre cose – le Architetture di servizio di Expo 2015, il nuovo hotel in Piazza Duca d’Aosta in corso di completamento, il nuovo polo scolastico del Comune di Milano a Cascina Merlata, la facoltà di Chimica dell’Università dell’Insubria a Como, la sede di Friem a Segrate, la cantina vinicola Taverna a Matera.

La situazione attuale di alcuni degli spazi dell’Ex Stecca

“Il progetto dell’ex Ansaldo propone una riflessione contemporanea sul significato e la forma delle istituzioni culturali: è il progetto di un edificio “aperto”, che non è bloccato in un’unica forma ma che, al contrario, deve essere al servizio della flessibilità dei programmi e delle possibili variazioni delle sue attività”, spiega lo studio. “Il tema generale è quello di creare un palinsesto sul quale si muovono le attività, le persone e i loro processi. Il ruolo del progetto è di rendere possibile all’edificio di diventare radicalmente pubblico e di rendere evidenti gli aspetti di questo suo potenziale”.

Come detto, la location influenza in modo determinante l’intervento: lo studio ha pensato a soluzioni che facciano risaltare le qualità spaziali già esistenti, l’atmosfera ed il tono creati dai materiali, dalle proporzioni, dalle luci, dal carattere industriale.

Nel dettaglio il progetto si focalizza sulla relazione tra le grandi aule ex-industriali (vuote e come in attesa) e una serie di piccoli e grandi volumi che contengono i servizi, che sono accuratamente disposti nello spazio a creare una sorta di città, di micro-urbanistica, di spazi urbani fatti di slarghi, grandi e piccole piazze, strade, in linea con lo spirito dell’iniziativa.

Come sarà l’ostello

Come sarà lo spazio per il Co-Working

I nuovi volumi sono realizzati in legno e in metallo guardando ai grandi oggetti industriali che venivano prodotti all’Ansaldo oppure ai grandi imballaggi delle opere d’arte. I volumi prendono la forma di piccoli edifici, con le loro facciate e coperture a caratterizzare le diverse funzioni. 

Il ristorante 


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