Lodz: una città in restauro | Architetto.info

Lodz: una città in restauro

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Dagli anni Novanta i regimi di riqualificazione urbana e gli investimenti esteri hanno portato a una rinascita della cittadina di Lodz – e diversi nuovi progetti architettonici sono ora in crescente sviluppo e trasformeranno radicalmente il centro della città. Il fiore all’occhiello sarà completato se Lodz si aggiudicherà il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2016, riconoscimento che con la sua celebre scuola di cinema (quella che ha sfornato Wajda, Kieslowski e Polanski), i numerosi spazi culturali e le gallerie d’arte, si sarà ampiamente meritato.

L’idea iniziale è quella di riqualificare l’intero distretto; vi è un progetto in atto che va sotto il nome di “Creative City Ksiezy Mlyn 2016” ideato da Monika Dziegielewska, che si propone di creare una “Eco-città nella città” basata sui principi dell’emergente economia di restauro (restoration economy). Questo riconoscimento di economia creativa e dell’economia di restauro sarebbero, tra le altre cose, i driver essenziali per anticipare gli altri candidati nell’ottenimento del titolo di Capitale europea. All’interno dello stesso complesso dovrebbe sorgere un “Campus europeo dedicato alla conservazione, restauro, uso e valorizzazione del patrimonio artistico-culturale”.

Nel XIX secolo Łódź, da piccolo e sconosciuto paesino si trasformò in una delle città più grandi d’Europa grazie all’intellettuale polacco Stanislaw Staszic, che ai primi dell’Ottocento asserì che la composizione chimica delle sorgenti d’acqua della zona di Łódź era particolarmente adatta all’industria tessile. Iniziò dunque la costruzione di imponenti edifici in mattone simili a castelli medievali, spesso con annesse le case degli operai nonché le residenze dei proprietari. Il complesso “Manufaktura”, costruito nel complesso industriale tessile allora realizzato da Izrael Kalmanowicz Poznański, è uno splendido esempio di come la mano dell’uomo ha saputo ridare vita e corpo a dei vecchi edifici recuperando tutte le superfici murarie. Oggi il complesso si articola in varie aree dove sono presenti negozi, fabbriche, musei, ristoranti, cinema, bowling, hotel e tantissime attrattive per il tempo libero. I palazzi dell’industriale Poznañski sono oggi sede del Museo della Storia della Città di Łódź e del Museo d’Arte e la Fabbrica Bianca (Biala Fabryka) è stata convertita in museo all’interno del quale c’è una ricca collezione di tessuti artistici contemporanei. È in corso un altro importante progetto per la rivitalizzazione dell’eccezionale struttura industriale-residenziale “Ksiezy Mlyn” (Mulino del Prete), oggi Museo degli Interni dei Palazzi degli Industriali di Łódź.

Vi è un ampio protocollo stabilito per la realizzazione del progetto, che si basa sull’integrazione e sviluppo dell’esistente nel rispetto dei valori e delle tendenze del XXI secolo: il rispetto per il patrimonio, per le persone e per l’ambiente naturale, con particolare attenzione ad attrarre nuovi e giovani talenti e lo sviluppo di industrie creative e dei servizi a sostegno dell’economia di restauro. Innovazioni eco-compatibili, come i tetti verdi, le pareti verdi, ricreazione di laghi artificiali, sistemi di raccolta e gestione delle acque piovane e delle acque reflue, e ancora accordi fra le università e le istituzioni. Un completo campo di prova per architetti, urbanisti, paesaggisti, designer industriali e artisti. Qui c’è ancora spazio per tutti, almeno fino al 2016.

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