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Microrigenerazione ambientale: il lungomare di Balestrate di AM3 e Studio Cangemi

In mostra nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, l'intervento sul lungomare di Balestrate dimostra come un intervento ordinario di manutenzione straordinaria possa diventare un efficace mezzo di 'microrigenerazione ambientale'

© Mauro Filippi
© Mauro Filippi
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Intervento leggero e puntuale realizzato in prossimità di un tratto di spiaggia pubblica fortemente degradata, il restyling del lungomare “Felice D’Anna” di Balestrate, piccolo centro in provincia di Palermo, è un progetto di AM3 Architetti Associati e Studio F.lli Cangemi. Insieme agli altri 19 progetti messi in mostra nel Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia di TAMassociati, dimostra come a volte (più spesso di quanto ci si immagini) il cambiamento e la trasformazione del territorio utile alla costruzione del bene comune possano arrivare dal poco o dal nulla, con un impiego minimo di risorse (pubbliche) ma alta resa.

Il progetto di riqualificazione prende le mosse dalla volontà da parte di una committenza pubblica, l’amministrazione comunale di Balestrate, di rivedere 1 km del malconcio lungomare che dal centro urbano corre in direzione ovest, verso Alcamo Marina e Castellammare del Golfo, compreso tra il mare, la ferrovia che collega Palermo e Trapani e, al di là di questa, un’area a bosco.

Guarda la gallery dell’intervento.

Il principale accesso, nonché unico, era, ed è tutt’ora, un sottopasso stradale al di sotto della ferrovia. La spiaggia, separata dalla strada da un piccolo ma costante dislivello, è un luogo molto frequentato durante i mesi estivi ma pressoché abbandonato durate il resto dell’anno. Ampia area di potenziale pregio, era difficilmente accessibile a causa della scarsa manutenzione degli accessi pedonali, compresa tra i circa 70 m di altezza della costa verso il centro abitato a est e un’area di dune sabbiose a ovest e caratterizzata dal passaggio della foce del torrente Calatubo.

Allo scopo, nel 2011 viene bandita una gara vinta dall’rtp tutta palermitana costituita da AM3 Architetti Associati, giovane studio costituito da Marco Alesi, Cristina Calì e Alberto Cusumano, e dallo studio Cangemi che, partendo dalla richiesta di sistemazione di un’area “di passaggio” attraverso opere di consolidamento e la realizzazione di un impianto di illuminazione pubblica (rientranti in comuni opere di manutenzione straordinaria), propongono un allargamento del campo d’azione del progetto e intervengono sul lungomare ma anche sulla spiaggia sottostante, che d’estate ospita stabilimenti balneari stagionali, suggerendo per l’area rinnovate possibilità di uso pubblico.

Il progetto realizzato, completato nel 2014 e principale artefice della menzione d’onore al “Giovane Talento dell’architettura italiana 2015” da parte del Cnappc per studio AM3, è stato eseguito mirando a preservare e riproporre i caratteri naturali del paesaggio e cercando al tempo stesso di mitigare il più possibile l’impatto ambientale della strada per tutto il chilometro di lunghezza del lungomare “Felice D’Anna”. Interviene suddividendolo in tre lotti sui quali realizza un restyling complessivo punteggiato da micro inserimenti sobri e minimali ma dall’alta valenza ambientale, ricorrendo a materiali di ispirazione locale ed elementi realizzati su disegno, senza aggiungere nuovi volumi e mantenendo l’impostazione planimetrica esistente, che vede la successione di piazzole rettangolari prive di funzione e utilizzo definiti.

Partendo dalla necessità di destagionalizzare l’asse, rinnovarlo e ricostruire il legame con la spiaggia, il progetto ha previsto la realizzazione di scale e rampe in legno che rinnovano gli accessi presenti, sorretti da strutture portanti in legno lamellare e protetti da balaustre realizzate con cime.

Il lungomare viene completamente rivisto anche nelle pavimentazioni, realizzate per lo più in calcestruzzo con inserti di pietra locale in corrispondenza degli accessi e delle nuove aree di sosta, e negli arredi e dotato di un nuovo impianto di illuminazione. I vecchi muretti, quando presenti, si trasformano in nuovi elementi di delimitazione intonacati e bianchi. Le aree di sosta, appositamente progettate e realizzate nei nuovi arredi costituiti da panche in legno, trasformano un luogo di passaggio in un’area di prevalente transito lento, pedonale, in dialogo con la spiaggia sottostante, delimitata da un dislivello sottolineato anche da una massicciata di pietra bianca adagiata sulla spiaggia.

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