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Nuova accessibilità per Velia, città romana del parmense

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Nota alle fonti antiche fin dai tempi di Plinio “sulle colline di qua da Piacenza vi è la città dei veleiati”, scrive nella sua Naturalis Historia, nei secoli si era persa traccia della città romana di Velia e del luogo dove sorgeva. Solo il caso volle che, nel 1747, si trovassero i frammenti della grande tavola di bronzo iscritta oggi nota come Tabula Alimentaria traianea. L’interesse per l’eccezionale ritrovamento fu tale che, nel 1760, il duca di Parma don Filippo I di Borbone avviò gli scavi ufficiali fondando, pochi mesi dopo, il Ducale Museo di Antichità, oggi Museo Archeologico Nazionale di Parma, per accogliere gli straordinari reperti.

Situata a circa 460 metri di altitudine, Veleia ha il tipico aspetto di centro romano di montagna, con edifici articolati su terrazzamenti in parte naturali e in parte artificiali, e un Foro attorno al quale sono raggruppati gli edifici essenziali alla vita civile e le dimore delle famiglie più potenti. La città che oggi vediamo conserva l’aspetto assunto in età imperiale: tracce delle più antiche fasi di età repubblicana sono venute in luce nei quartieri settentrionali e occidentali, mentre del primitivo impianto urbano rimane testimonianza solo in una serie di edifici, visibili in pianta, in posizione obliqua rispetto all’orientamento del foro.

Il nuovo allestimento consente di apprezzare appieno la perfetta topografia del municipium, descrivendo con precisione strade, terme, botteghe, edifici pubblici e privati. Segnalazioni e cartelli esplicativi, percorso di visita più agevole con descrizioni dettagliate, aree di sosta e comode passerelle per l’area archeologica; spazi per attività didattiche all’aperto, ampliamento e nuovo allestimento delle vetrine, con esposizione di reperti precedentemente esposti a Parma, digitalizzazione di antichi disegni e mappe degli scavi di Veleia, didascalie e schede mobili per l’Antiquarium. Il tutto con una nuova pannellistica bilingue e in Braille, mappe tattili, percorsi per disabili motori e un apparato grafico suggestivo e accattivante.

Il nuovo allestimento, fruibile a tutti dal 27 marzo 2010, è costato circa 200.000 euro ed è stato interamente sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con i fondi del Piano Nazionale per l’Archeologia 2006.

 

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