Nuovi restauri per la Villa Romana di Minori | Architetto.info

Nuovi restauri per la Villa Romana di Minori

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La Soprintendenza ai beni culturali e Archeologici con il Comune di Minori ha presentato un progetto per una serie di interventi volti a restaurare e rendere fruibile il bene archeologico più importante di tutta la Costa d’Amalfi.  La Villa Romana a Minori, scoperta nel 1932 e realizzata quasi sulla spiaggia dell’antico litorale, alla foce di un piccolo fiume, rappresenta una delle più notevoli fabbriche di età imperiale presenti in Campania e una delle più rilevanti testimonianze di Villa Marittima. Il progetto di restauro presentato al Parco Progetti della Regione Campania lo scorso  17 gennaio 009 è firmato dall’architetto Matteo Sessa, corresponsabile l’architetto Antonio Carpentieri che segue il procedimento con tutto lo staff dell’ufficio tecnico di Minori.

La villa romana di Minori sorgeva in un tratto della costa amalfitana, luogo, in età imperiale, tra i preferiti dall’aristocrazia romana che qui fece costruire le proprie residenze, come attestano i ritrovamenti di Vietri, Amalfi, Positano e Li Galli.
{GALLERY}Costruita al livello del mare, nel suo piano inferiore la villa racchiude tra le ali del portico un viridarium, al cui centro è una vasca, in asse con la grande, monumentale, apertura verso mare e con l’ambiente più importante del piano.  Del piano superiore si sono conservati soltanto scarsissimi elementi, nessuno dei quali in elevato: le suspensurae di un ambiente riscaldato e frammenti di mosaici pavimentali fanno comunque identificare ambienti anche al piano superiore, totalmente distrutti però dai rifacimenti posteriori, come provato dall’esplorazione archeologica preliminare della seconda sala dell’Antiquarium durante la quale non si è rinvenuto nessun elemento risalente all’età della villa. Edificata nei primi anni del 1 secolo dopo Cristo, come testimoniato dalle decorazioni in 111 stile degli ambienti, la villa, durante la sua vita ebbe diversi restauri e rimaneggiamenti. Nel III secolo vi fu il rifacimento del triclinio con l’aggiunta dei banconi in muratura e del mosaico ed il rinnovo parziale della decorazione pittorica.

Le prime notizie su un edificio di età romana a Minori si hanno nei “Documenti ed Atti della Commissione Archeologica della Provincia di Principato Citeriore” (1873-74), dove L. Stabiano scrive del ritrovamento in città di “terme romane”. La scoperta di un vano nel sottosuolo, appartenente alla Villa Romana, risale tuttavia solo al 1932, in occasione di un crollo avvenuto durante i lavori di ristrutturazione di una casa privata. Alcuni ambienti vennero alla luce solo negli anni ’50, in particolare dopo il 1954, quando un’alluvione sconvolse tutta la costiera amalfitana, e ancora, nel 1956, durante i lavori per la costruzione dell’Hotel S. Lucia, con nuovi locali, attualmente non visibili, le cui pitture sono conservate nell’Antiquarium annesso alla villa.

A metà degli anni ’90 si pose mano al restauro dei mosaici che ornano l’ambiente più interessante del complesso, il triclinio-ninfeo, mentre dal 2003 è in via di attuazione un progetto di recupero e valorizzazione del sito archeologico.

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