Odile Decq rifà una ‘Bubble House’ di Antti Lovag: il restauro è esplosivo | Architetto.info

Odile Decq rifà una ‘Bubble House’ di Antti Lovag: il restauro è esplosivo

Maison Bernard, una delle emblematiche “Bubble House” realizzate dall’architetto ungherese Antti Lovag, è stata restaurata da Odile Decq con colori audaci ed esplosivi

©Yves Gellie for the The Maison Bernard Endowment Fund
©Yves Gellie for the The Maison Bernard Endowment Fund
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Organica, eccentrica e radicale è l’abitazione progettata nel 1970 dall’architetto ungherese Antti Lovag per la famiglia dell’industriale Pierre Bernard. Situata nel paesaggio marittimo della Costa Azzurra, a Théoule-sur-Mer nei dintorni di Cannes, Maison Bernard rappresenta una delle emblematiche ‘Bubble House’ realizzate da Lovag come manifesto compositivo della propria architettura, estremamente organica e sinuosa. A distanza di 40 anni questa casa, un aggregato di volumi tondeggianti seduti sulla roccia, sembra più attuale di un tempo ed è stata riaperta al pubblico dopo un’importante restauro durato ben cinque anni, curato dall’architetta francese Odile Decq.

Prima di soffermarci sull’uso audace del colore da parte della Decq, facciamo un salto nel passato per capire il processo di costruzione seguito da Lovag negli anni ’70. Partiamo dal presupposto che l’architetto ungherese, arrivato in Francia alla fine del 1940, sviluppò una visione non convenzionale dello spazio residenziale: la casa privata è per lui un luogo di libertà in cui le forme sferiche o curve soppiantano l’uniformità degli angoli retti per soddisfare le esigenze della natura e dell’uomo.

Dopo aver studiato le caratteristiche del terreno per il miglior posizionamento dell’edificio, Antti Lovag, insieme ad artigiani qualificati, cominciò a modellare la struttura di Maison Bernard in loco, appoggiando sulle rocce un telaio metallico freestanding senza fondazioni, caratterizzato da una rete intrecciata di profili metallici curvi. In questo modo egli ha potuto visualizzare gli spazi interni prima delle pareti esterne e definire il sistema di aperture circolari: alcune finestre guardano il mare, altre il cielo e altre ancora incorniciano dei dettagli del paesaggio. Infine un getto di calcestruzzo sullo scheletro metallico ha permesso di plasmare le forme a bolla come appaiano ancora oggi; uno strato di poliuretano crea isolamento mentre due strati di poliestere rinforzato con fibre di vetro hanno reso l’involucro impermeabile.

Questa silhouette anticonformista si riflette soprattutto negli ambienti interni, ove le stanze si fondono l’una nell’altra con un senso di continuità e libertà spaziale. I volumi ovoidali ricordano le grotte naturali impreziosite da arredi eccentrici, pensati come parte integrante del progetto organico.

© Yves Gellie

©Yves Gellie for the The Maison Bernard Endowment Fund

È in questo contesto che Odile Decq è stata incaricata per il restauro dell’abitazione, promosso dalla fondazione Maison Bernard, nata per conservare quella che è considerata una delle architetture più complete di Antti Lovag. Dopo un lungo periodo di studio per entrare in confidenza con gli spazi, Odile Decq è riuscita a preservare la stessa identità scultorea dell’edificio, giocando esclusivamente con il colore. Un’esplosione di colori si è impossessata degli ambienti interni: diverse tonalità, tutte molto accese, rafforzano l’atmosfera fiabesca della dimora e riflettono i colori contemporanei della Costa Azzurra.

“Il concetto di troppo non è mai abbastanza”, afferma Odile Decq, “è diventato il filo conduttore del colore”. Stanze sferiche, oblò circolari proiettati verso la natura, porte curvilinee, arredi che seguono l’andamento delle pareti, cunicoli con sedute integrate e scale ripide sono in linea con la filosofia del suo fondatore. “Ho cercato di fare qualcosa di giocoso, completamente in tema con gli anni settanta” dice nuovamente la Decq.

© Yves Gellie

©Yves Gellie for the The Maison Bernard Endowment Fund

Aperta al pubblico, Maison Bernard è visitabile su appuntamento; ogni anno inoltre rappresenta la sede di un laboratorio creativo per un artista, il quale potrà alloggiare per un periodo di sei mesi in uno studio adiacente all’abitazione, costruito da Lovag per poter seguire in prima persona i lavori di costruzione.

 

 

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