Parco Centrale di Prato: Obr e Michel Desvigne vincono il concorso | Architetto.info

Parco Centrale di Prato: Obr e Michel Desvigne vincono il concorso

Si è concluso il concorso di progettazione per il ridisegno dell’area dell’ex ospedale Misericordia e Dolce, che nei prossimi anni realizzerà un parco di oltre tre ettari a servizio della città e dei suoi visitatori

© Desvigne + OBR Board
© Desvigne + OBR Board
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Il raggruppamento composto da studio OBR e dal paesaggista francese Michel Desvigne con Intertecno ha vinto il concorso per il nuovo Parco Centrale di Prato, imponendosi su un agguerrito gruppo di 10 finalisti ufficializzato a inizio maggio. Piazza d’onore per il gruppo guidato da Ferdinand Ludwig (Baubotanik), mentre il terzo posto è infine andato a pari merito alle proposte del gruppo guidato da Benedetta Tagliabue e di quello che fa capo a Emanuele Barili con Elemental.

L’imponente progetto di rigenerazione urbana che nei prossimi anni realizzerà un parco di oltre tre ettari all’interno delle mura medievali, in pieno centro storico, fa parte di un’ampia strategia di rilancio e trasformazione di una città che, tra l’altro, ha appena inaugurato anche il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci firmato dall’olandese Maurice Nio e sta portando avanti il Piano di Innovazione Urbana che sta intervenendo sul delicato Macrolotto Zero impostato dal piano regolatore di Bernardo Secchi del 1993.

L’area oggetto del concorso è quella ancora oggi occupata dal complesso del vecchio ospedale Misericordia e Dolce che, realizzato nel secondo dopoguerra e dismesso nel 2013 in seguito al trasferimento nella nuova struttura eretta in frazione Galciana, è previsto in demolizione. Il progetto di trasformazione prende concretamente avvio a inizio 2016, dopo la stipula dell’accordo che ha portato il complesso dell’ex ospedale dalle mani della Regione Toscana a quelle del Comune di Prato e l’approvazione della variante urbanistica necessaria per rendere possibile il cambio di destinazione d’uso dell’area.

La municipalità, caso purtroppo sempre raro in Italia, bandisce a gennaio una competizione internazionale a procedura ristretta per la progettazione di un grande parco urbano pubblico da realizzarsi in due distinti lotti funzionali: il punto di partenza è la realizzazione delle aree verdi e di un primo volume di servizio, oggetto del bando e per cui sono a disposizione 5,5 milioni di euro, che sarà seguita da una seconda fase che prevede l’erezione di altri edifici. Gli obiettivi strategici che si vogliono raggiungere sono mirati a veicolare una rinnovata immagine di Prato come città interculturale, delle arti contemporanee e della moda e a rafforzare il suo potenziale turistico attraverso una trasformazione completamente accessibile, a energia zero e attenta alle istanze della sostenibilità che, nuova porta di accesso alla città, accoglierà abitanti e visitatori.

I progetto vincitore configura un parco che s’inserisce nella città storica riprendendone l’ortogonalità della maglia urbana nello svilupparsi e avvicendarsi delle sue aree funzionali. Queste prevedono l’alternanza di superfici minerali e verdi costituite da rampicanti, siepi e alberi (tra cui i preesistenti pini e cedri che vengono preservati) delimitate dalle mura e da una vasca metallica che corre lungo il loro perimetro. L’interno è funzionalmente animato da aree dedicate allo svago, alle attività culturali e alla didattica, tra cui orti urbani.

L’unico elemento “costruito” si colloca al limite nord dell’area di intervento e prende le forme di un padiglione trasparente destinato a diventare un nuovo centro cittadino dedicato alle arti. Orientato parallelamente al tracciato delle mura, l’Art Centre verrà realizzato in due lotti: il primo prevede 630 mq con info point, caffetteria, un ampio e flessibile spazio espositivo e aree di servizio; il secondo, di 2.370 mq, lo completerà con un ristorante, l’ArtLab e uno spazio polivalente di 1.300 mq. Sulla copertura sarà realizzata una terrazza panoramica aperta sul parco e sulla città.

Le parole del giurato Sébastien Marot descrivono nel modo più efficace le motivazioni che hanno portato una giuria presieduta dall’architetto svizzero Bernard Tschumi a indirizzare all’unanimità la scelta finale verso una proposta che “guarda al sito in profondità anziché in ampiezza” e “sviluppa una strategia di stratificazione che si oppone all’aggiunta di elementi sul piano orizzontale”, promuovendo così “la presenza di elementi sorprendenti già presenti nell’area, come le mura medievali, gli alberi, la griglia”.

Primo classificato
Paolo Brescia (OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi), Michel Desvigne (Michel Desvigne Paysagiste), Alberto Romeo (Intertecno) con Tommaso Principi (OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi), Elisa Siffredi (OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi), Enrico Ferraris (Michel Desvigne Paysagiste), Massimiliano Marzo (Intertecno)

Secondo classificato
Ferdinand Ludwig (Baubotanik), con Daniel Schönle, Markus Allman (Allmann Sattler Wappner), Carlo Scoccianti con Lukasz Lendzinski (Umschichten), Peter Weigand, Sergio Sanna e Bernhard Scharf (green4cities)

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© Ferdinand Ludwig (Baubotanik)

Terzo classificato a pari merito
Benedetta Tagliabue (EMBT | Enric Miralles – Benedetta Tagliabue) con Matteo Francesco Ruta e Gabriele Masera (Politecnico di Milano, Dipartimento ABC)

Parco Centrale di Prato_3 - Benedetta Tagliabue_03

© EMBT

 

Terzo classificato a pari merito
Emanuele Barili con Elemental (Alejandro Aravena e Gonzalo Arteaga Rozas), Cosimo Balestri, Teresa Moller (Teresa Moller Landscape Studio) con Olivia Gori, Mattia Di Carlo, Knut Stockhusen

Parco Centrale di Prato_3 - ELEMENTAL_02

© Barili + Elemental

Per maggiori informazioni, visita il sito del Concorso.

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