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Primo censimento dei beni culturali siciliani

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Il Centro regionale di restauro ha stilato delle schede di vulnerabilità per 2500 fra siti, monumenti e opere d’arte contenute nei musei delle nove province siciliane. Le aree più a rischio sono risultate Palermo, Catania e Messina; a basso rischio Caltanissetta e Enna. Di oltre 2500 beni è stata anche stilata una vera e propria cartella clinica che fotografa lo stato attuale del monumento o del sito, in rapporto con l’ambiente circostante, lo stato di conservazione, l’impatto col pubblico, gli accessi, la proprietà e i vincoli. Si tratta di informazioni utili sia in caso di emergenze o calamità naturali, ma anche per valutare eventuali interventi di restauro e prevenzione. “L’eccezionale patrimonio culturale della Sicilia rappresenta una straordinaria ricchezza della quale bisogna essere consapevoli, così da poterla tutelare e tramandare il più possibile intatta”, spiega l’assessore regionale ai Beni culturali Nicola Leanza. “E’ chiaro che un manufatto in cattive condizioni posto in un ambiente sfavorevole, rischia di più – interviene il direttore del Centro regionale di Restauro, Guido Meli -. Sembra un’affermazione facile e ovvia, ma per arrivare ad una mappatura del rischio, occorre da una parte analizzare il territorio, e dall’altra conoscere lo stato di salute dei beni”.

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