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Progetti di Joao Nunes: il Castello di Silves

Intervento sottile e raffinato, PROAP offre una riqualificazione minima fatta di elementi sottili che si fondono con il paesaggio in una condizione di continuità e dipendenza

© PROAP
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Il Castello di Silves, Portogallo, è ciò che resta del sistema difensivo che circondava la città durante il Califfato Almóada legato alla dominazione musulmana (XII-XIII secolo), a cui si sommano diversi interventi conservativi voluti dai primi re portoghesi successivi alla “reconquista” cristiana del 1242. La struttura si componeva di diverse aree funzionali: l’Alcáçova, le mura di Almedina, la Couraça, le mura di Arrabalde, oltre ad alcuni fossati e barbacani integrati nel tessuto urbano dal fluire ininterrotto del tempo. L’apparato murario della rocca venne realizzato grazie all’impiego di materiali da costruzione quali argilla, pietrisco, sabbia, calce e arenaria rossa locale (noto come “grès di Silves”), quest’ultima in grado di attribuire una tonalità rossastra alle pareti.

L’intervento su tale maniero si occupa della definizione degli accessi posti lungo il pendio e del disegno di un’area di accesso nei pressi di una dépendance. Lo snodo, che mette in relazione queste superfici dalla funzionalità distinta, è il cosiddetto “Largo delle due Palme”, luogo in cui si situa il fabbricato, ubicato ad una quota intermedia. Due sono i percorsi che ne permettono la fruizione: uno pedonale/misto e uno pedonale/a transito veicolare condizionato; quest’ultimo suggerisce scorci visivi in grado di assicurare la percezione di determinati panorami della città dagli spalti murari del Castello.

Tale sistema è caratterizzato da una precisa gerarchia funzionale dei percorsi, composto da elementi principali e da un insieme di connessioni secondarie, in grado di limitare l’accesso dei visitatori a zone del pendio suscettibili di degrado, data la delicata vocazione archeologica dell’area in questione. Partendo dai dislivelli dei terrazzamenti esistenti, sono stati predisposti dei percorsi in legno o ghiaia, i quali consentono un avvicinamento graduale alla zona d’accesso al Castello, offrendo, al contempo, opportunità di beneficiare di viste privilegiate sulla città e sulla campagna limitrofa.

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La strategia adottata si basa sulla realizzazione di un nucleo costruito (Quinta do Camacho e Edificio del Centro tecnologico de Citricultura), il quale elegge la piazza quale elemento unificatore, al fine di mantenere il carattere ricreativo del luogo, rendendola uno spazio di approdo privilegiato dotato di zone di sosta e di belvedere. I materiali adottati per le pavimentazioni, in cubetti di piccole e grandi dimensioni di pietra locale, contribuiscono a creare un carattere fortemente urbano. La struttura di servizio dei giardini sita alla base delle vestigia del castello, la quale assolve la funzione di reception e di luogo di sosta al contempo, si colloca a livello della quota della piattaforma su cui si trova la serra.

La seconda zona è caratterizzata da un percorso di connessione tra l’edificio-reception e la Porta da Traição, pensato come una sequenza di aree verdi, piantumate da erbacee ideali per le zone ad intenso calpestio, separate da gabbionate costituite da elementi litici rustici e a secco. Le specie arboree individuate per la piantumazione, sono in grado di assicurare il ripristino del manto erboso originale, caratteristico della regione di Silves. Tali terrapieni sono congiunti tra loro mediante passerelle lignee di risalita, sopraelevate grazie al supporto di una palificata, debolmente inclinati al fine di consentirne la fruibilità a persone con capacità motoria ridotta. Come esposto, le aree di sosta pavimentate in terra battuta assolvono anche ad accogliere funzioni espositive (quali mostre temporanee) o museologiche, in aggiunta ad un sistema informativo fisso che narra le vicende storiche occorse al Castello.

La presente soluzione offre il considerevole vantaggio legato alla riduzione drastica dei movimenti di terra. Infatti, il battuto di fondazione delle passerelle viene realizzato ricorrendo a semplici scavi, al fine di ottenere la concordanza altimetrica tra la rampa d’accesso al recinto chiuso e tra l’accesso alla parte ipogea dell’edificio di servizio. Essi consentono, quindi, di ottenere fossati utili ad alloggiare le reti idrica, irrigua, fognaria, il drenaggio delle acque meteoriche e l’illuminazione pubblica. Questo modus operandi ha permesso un contenimento ottimale dei costi legati alla realizzazione delle opere.

Il progetto di riqualificazione e consolidamento del muro perimetrale contro-terra della Encosta do Castelo, nel fronte Nord, mostra 3 livelli d’intervento, calibrati a seconda dello stato di degrado rilevato. La lavorazione condotta è di tipo artigianale, atta al ripristino delle peculiarità originali grazie all’impiego di blocchi litici e malta, ovviamente dopo aver condotto i necessari rinforzi strutturali volti ad bloccare nuovi fenomeni di cedimento locali del versante.

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Crediti di progetto
Inizio lavori: 2003
Fine lavori: 2008
Superficie: 4.400 m2
Committente: Silves Polis, S.A.
Città: Silves, Portogallo
Progettisti: João Nunes, Iñaki Zoilo, Carlos Ribas
Collaboratori: Joana Barreto, Mafalda Silva Meirinho, Marta Jorge, Helena Palma, António de Magalhães Carvalho
Progetto Architettonico: Luíz Moreira

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