Recupero del Faro di Spignon: il progetto di studio LAD nella laguna di Venezia | Architetto.info

Recupero del Faro di Spignon: il progetto di studio LAD nella laguna di Venezia

All'interno del programma Valore Paese Fari promosso dall'Agenzia del Demanio, la proposta di studio LAD per il recupero e la rifunzionalizzazione a scopo espositivo, residenziale o ricettivo, del Faro veneziano di Spignon

© LAD
© LAD
image_pdf

Fari e strutture costiere di proprietà dello Stato sono pronti a rinascere secondo il modello della “lighthouse accomodation”. L’iniziativa appartiene al programma Valore Paese Fari, promossa dall’Agenzia del Demanio insieme alla società Difesa Servizi con l’intento di cedere in concessione ad imprenditori privati, per un periodo di cinquant’anni, fari e beni di pregio distribuiti lungo le coste italiane affinché possano essere sviluppati progetti di tutela, valorizzazione e rifunzionalizzazione a destinazione turistica, ambientale e ricettiva. Tra questi anche il Faro di Spignon, edificio ottocentesco da tempo inattivo situato sulla piccolissima isola omonima della laguna di Venezia, ormai abbandonata e in stato di rovina, usata dai pescatori come ricovero delle reti e delle attrezzature. La proposta vincente, dal punto di vista tecnico e qualitativo (ma non da quello economico, e per questo qualificata complessivamente solo al secondo posto) per il recupero di questo antico gioiello della laguna veneziana, appartiene allo studio LAD – Laboratorio di Architettura e Design, incaricato di curare il progetto per conto della società italiana Simerg.

Il progetto prevede il restauro del faro esistente e la realizzazione di una nuova struttura in vetro e acciaio corten dal layout interno flessibile e adattabile a diversi usi © LAD

Il progetto prevede il restauro del faro esistente e la realizzazione di una nuova struttura in vetro e acciaio corten dal layout interno flessibile e adattabile a diversi usi © LAD

L’intervento che gli architetti propongono combina i principi del restauro conservativo con il concept di un’architettura rappresentativa del luogo in cui sorge, flessibile e adattabile a diversi usi. In primo luogo, il progetto prevede il restauro del faro esistente, della porzione di muratura originale (in parte ricostruita) e della banchina esterna, e la demolizione di tutte le superfetazioni (compresa l’attuale soletta abusiva in calcestruzzo armato) al fine di realizzare un nuovo livellamento del piano di posa, opportunamente impermeabilizzato, su cui erigere un nuovo edificio in vetro e acciaio corten dal design iconografico. Come se fosse sempre appartenuta a questo luogo, la nuova struttura vuole infatti essere un richiamo alle tipiche facciate dei palazzi veneziani e contemporaneamente alle grandi imbarcazioni mercantili. “Guardando frontalmente l’edificio” afferma lo stesso Francesco Napolitano, principal partners di studio Lad, “si potranno notare le stesse alternanze di pieni e vuoti della Ca’ d’Oro o del Palazzo Ducale, mentre osservando l’edificio di tre quarti, si percepirà l’immagine di uno scafo”. Dal punto di vista costruttivo l’edificio, in parte vetrato e in parte tamponato, è avvolto da una struttura portante in acciaio corten contraddistinta da una successione di lamelle piatte rastremate.

Vista dalla terrazza sul tetto dell’edificio © LAD

Vista dalla terrazza sul tetto dell’edificio © LAD

L’edificio si caratterizza inoltre per un layout interno flessibile e trasformabile, organizzato su una superficie di circa 130 mq. Ad eccezione della fascia da destinare a servizi e vani tecnici, collocata in prossimità della muratura esistente, lo spazio potrà essere utilizzato sia a scopo espositivo che a scopo residenziale o ricettivo, grazie ad un sistema di pareti mobili interne che separano gli ambienti solo all’occorrenza. I pannelli mobili sono infatti liberi di scorrere all’interno dei vani tecnici quando si richiede uno spazio unitario per mostre o eventi. È prevista infine la ricostruzione degli approdi con un rivestimento in deck; il tetto dell’edificio diventa invece uno spazio fruibile come terrazza.

A seguire il video di presentazione del progetto.

Anche se il progetto si è qualificato complessivamente secondo, lasciando alla società tedesca Floatel GMbH il primo posto nella competizione, non è ancora detta l’ultima parola. Essendo la proposta della società italiana Simerg riconosciuta dalla commissione come quella migliore per quanto concerne gli aspetti tecnici e qualitativi, la committenza ha infatti deciso di fare ricorso al Tar per valutare l’ammissibilità del progetto vincitore e la congruità dell’offerta economica.

Tra gli altri progetti di studio LAD, leggi anche: Container architecture: due ville unifamiliari in Umbria

Credits
Architettura e interior: LAD – Fancesco Napolitano, Simone Lanaro
Consulenza per il restauro: arch. Alfonso Tizzano
Collaboratori: Lorenzo Pericoli, Chiara Intreccialagli, Serena Bruno Gallo, Alessandro Barile, Laura Fernandez Moreno.
Tipologia: lighthouse accomodation
Ubicazione: laguna di Venezia, in prossimità della Bocca di Porto che separa l’isola del Lido dall’Isola di Pellestrina.
Dimensioni: 130 mq
Progetto: 2016
Concorso: secondo classificato (primo classificato per l’offerta tecnica, secondo classificato per l’offerta economica)
Cliente: Simerg s.r.l.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Recupero del Faro di Spignon: il progetto di studio LAD nella laguna di Venezia Architetto.info