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Restaurata la Cattedrale di Andria

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Riaperta al culto lo scorso 25 marzo la Cattedrale di Andria a conclusione dei grandi interventi di restauro e di consolidamento strutturale con il miglioramento sismico dell’intero edificio, la ricostruzione del presbiterio con i nuovi luoghi liturgici, la riapertura delle cappelle laterali, il ritrovamento e la riapertura dell’ingresso e del porticato laterale.
La meravigliosa Cattedrale di Andria, dedicata a Santa Maria Assunta, risale all’epoca normanna (intorno al sec. XII) ma ha subito svariate modifiche lungo il corso dei secoli. La cattedrale è custode delle tombe delle due mogli di Federico II. La sua facciata mostra un elegante rosone ed è dotata di un atrio a portico. Nel 1350 fu distrutta durante l’attacco alla città da parte di un esercito mercenario, ma fu ricostruita dai Del Balzo il secolo successivo. L’edificio fu ulteriormente rimaneggiato nel XVII e XVIII secolo e a metà del secolo scorso. Il meraviglioso campanile decorato da bifore e da una serie di archetti pensili e mensolette è coperto da una cuspide ottagonale piramidale. Lo stile originario della cattedrale è normanno. I restauri e i rimaneggiamenti, tra i quali l’ultimo del 1965, hanno dato un’impronta tardo-gotica alla costruzione.
{GALLERY}Negli interventi di restauro appena finiti, è stata particolarmente fatta notare in occasione dell’inaugurazione, coma la riapertura delle cappelle laterali consenta la fruizione di spazi ridonati alla volumetria globale dell’edificio, che così risulta restituito all’antica, originale e splendida complessità spaziale. Particolarmente curati sono stati i lavori di restauro delle Cappelle di San Riccardo e della Sacra Spina ad opera della Sovrintendenza per i beni artistici, storici ed etnoantropologici della Puglia.
Nel controsoffitto del presbiterio, che si presentava lesionato in più punti e in una condizione statica pericolosissima, sono state sostituite le capriate metalliche con capriate lignee, di disegno simile alle originali, e lasciate in vista come quelle della navata centrale.
Nell’effettuare i saggi e dopo la rimozione di tutti gli intonaci nell’ultimo vano di destra, adiacente all’attuale porta laterale, sono state scoperte strutture architettoniche particolarmente interessanti. E’, infatti, emersa, sulla parete della navata laterale, la presenza di una grande porta esterna con massicce incardinature in pietra, di una finestra e di un occhio, mentre sulla parete esterna della chiesa è apparso un grande arco ogivale tamponato probabilmente nel XVIII secolo.
Con adeguato intervento si è ripristinato e consolidato l’originale ingresso laterale del porticato, mediante sottofondazioni a micropali e a posa in opera di tiranti a tensione regolabile. Tale soluzione ha consentito l’adeguamento dell’accesso della cattedrale alla normativa sui diversamente abili.
Dopo scavo archeologico per recupero e restauro della scalinata originale del presbiterio, in breccia rossa di Castel del Monte, è stato sostituito l’intero pavimento.
La ricostruzione della pavimentazione delle cappelle laterali è stata basata sulla scoperta di porzioni della pavimentazione quattrocentesca in cotto avvenuta durante i saggi effettuati nel corso dei lavori. Detta pavimentazione era costituita da elementi di cotto quadrati, posti a “tappeto” e contornati da una sorta di cornice di campigiane. La nuova pavimentazione ripete integralmente lo schema e i materiali dell’antica pavimentazione.
Infine sono state eseguite notevoli opere di consolidamento e restauro delle superfici decorate: le capriate, il controsoffitto ligneo del transetto, dipinto del XVII secolo, con la grande cornice dorata e le tele rappresentanti S. Michele e S. Nicola”.

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