Restaurato Palazzo Buonaccorsi a Macerata | Architetto.info

Restaurato Palazzo Buonaccorsi a Macerata

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Si concludono i lavori di restauro per il Palazzo Buonaccorsi, che, in attesa di ultimare l’allestimento museale, potrà tornare ad essere meta dei visitatori dal 9 dicembre 2009, alla vigilia della celebrazione, proprio a Macerata, della Giornata delle Marche. Nel quadro di una riorganizzazione complessiva dei musei maceratesi, l’edificio entrerà a far parte del progetto ‘Museo diffuso’, varato dal Comune nel 2001 e che prevede un itinerario da piazza Strambi a piazza della Libertà e a piazza San Giovanni. Palazzo Buonaccorsi (Pinacoteca, Museo civico e Museo della Carrozza) sarà il fulcro di un percorso urbano che integra in un unico itinerario di visita edifici monumentali e sedi museali creando nel centro storico il suddetto  museo diffuso.

L’edificio  sorge su un’area che, nell’alto medioevo maceratese, costituiva il limite esterno del cosiddetto “Podium Sancti Juliani” il quale, nel 1138 si unì al Castrum che dominava dall’alto del colle dando vita al Libero Comune di Macerata. Nel 1200 la stessa area, come tutta la zona circostante, entrò a far parte delle proprietà della famiglia feudale dei Compagnoni, e nel 1300 fu inclusa nella cerchia fortificata cittadina. Nel 1701, il Palazzo passò dall’ultimo discendente del ramo maceratese dei Centini a Simone e Raimondo Buonaccorsi, discendenti da un’antica famiglia della città nota fin dal XII secolo, e che lo sottoposero ad importanti lavori di ampliamento e restauro, svolti in fasi diverse, la più importante delle quali è dovuta al progetto del palazzo commissionato da Simone all’architetto romano Gian Battista Contini, allievo del Bernini, il quale s’ispirò ad una residenza dei patrizi romani.

Per l’allestimento del palazzo, che con la relativa collezione di opere d’arte godette di una discreta fama nel corso del XVIII secolo ed  ospitò visitatori di fama come il Marchese de Sade, la progettazione è stata mirata a una completa riqualificazione del servizio, ponendo una cura particolare nella didattica e nella qualità della comunicazione, con la finalità di rendere pienamente accessibile in senso moderno il considerevole patrimonio storico e artistico di proprietà comunale.

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Il Comune, infatti, che aveva utilizzato il piano nobile già dal 1962, lo acquistò nel 1967 sottraendolo a un stadio di abbandono, destinando così ad uso pubblico una delle più grandi dimore cittadine. Dal 1972 al 1997 il palazzo è stata sede dell’Accademia di Belle Arti. Alcuni dei quadri venduti sul mercato antiquario appena pochi mesi prima dell’acquisizione sono stati acquisiti dallo Stato, mentre la maggior parte dell’arredo non è più nel palazzo. Chiuso in attesa dei restauri, a seguito del sisma del 1997,  Palazzo Buonaccorsi è stato sottoposto a lavori di restauro dal 2002.

Alla sua riapertura, il piano semi-interrato ospiterà il Museo della Carrozza, la cui soluzione espositiva sarà complementare alla creazione di uno spazio multimediale e attrezzato alla simulazione del viaggio. 

Il palazzo sarà contemporaneamente esposto come museo in sé e come museo della città. Residenza con intenti di rappresentanza per i Buonaccorsi, dotata all’epoca di una vera galleria d’arte di cui restano i soli dipinti dell’Eneide, il palazzo torna ad assolvere un’analoga funzione, integrando altri nuclei, anche collezionistici, al gruppo superstite dei dipinti e degli arredi originari.

Il piano superiore sarà riservato al museo di arte contemporanea con dipinti e sculture,  mettendo in luce l’esperienza del movimento futurista a Macerata.

Per il piano nobile, il gruppo di lavoro incaricato dell’ordinamento ha raccomandato il recupero della tappezzeria originale e la ricerca di arredi antichi.

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