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Restauri alla Susa Romana

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La Susa romana potrà diventare nel giro di pochi anni uno dei principali poli di attrazione del turismo culturale in Piemonte, grazie al progetto degli architetti Gaetano Renda – esperto di restauro con studio a Palermo , Piergiorgio Pascolati – astigiano con competenze nel settore della sicurezza e della bioedilizia – e la giovane Laura Russo, palermitana. Sono i vincitori del concorso per la valorizzazione del patrimonio archeologico di Susa bandito dalla Provincia di Torino in collaborazione con l’Ordine degli Architetti.

La città di Susa presenta ancora evidenti tracce del suo passato: da capitale del regno dei Cozii a centro nevralgico degli scambi commerciali tra Italia e Francia sino a buona parte del secolo scorso. Un itinerario che inizia da piazza Savoia, il cui lato est è delimitato dai resti delle mura di cinta e da porta Savoia, simbolo della città e rappresentata nel suo stemma. Intorno al III secolo d.C. la città venne protetta da una possente cinta muraria che la racchiudeva in un’area triangolare. La porta Savoia era una delle porte di accesso alla città e costituisce un’importante struttura difensiva, con due torri cilindriche che delimitano una spessa cortina muraria.
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In occasione della scelta di Torino quale sede per i Giochi Olimpici del 2006
, la Provincia approvò il progetto strategico “Paesaggio 2006”, che ottenne il riconoscimento nell’ambito delle “opere connesse” alle Olimpiadi. La riqualificazione di piazza Savoia a Susa era una delle azioni più importanti dell’intero progetto e si poneva l’obiettivo di restituire un ruolo di polo catalizzatore della vita pubblica ad un luogo a cui erano rimaste le sole funzioni di smaltimento del traffico e di parcheggio. Nel progetto originario le funzioni della piazza erano individuate sostanzialmente da tre spazi. Lo spazio settentrionale comprende l’ingresso con auto o autobus da via Trieste (con la raccolta del flusso veicolare attraverso un grande slargo, nel cui centro erano previsti dei parcheggi, con marciapiedi sui lati). Quello centrale (costituito da un parcheggio, al cui fondo, prima del sagrato della Cattedrale, era prevista una rotonda per il traffico veicolare. Il parcheggio è fisicamente separato dai due viali pedonali, che costeggiano gli edifici perimetrali, attraverso aiuole bordate da codoli di granito). Percorrendo i viali pedonali laterali si arriva allo spazio meridionale, interamente lastricato, tramite il quale è possibile accedere alla zona archeologica, al centro storico e al sagrato della Cattedrale.

Durante le fasi preliminari di scavo sulla piazza sono emersi i resti delle strutture di fondazione di un edificio in muratura. La Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte, verificato l’interesse scientifico delle strutture rinvenute, ha prescritto alla Provincia di provvedere, prima dell’inizio dei lavori, alla rimozione della pavimentazione esistente e alla pulizia e documentazione archeologica dei resti stessi. Dalle indagini eseguite è emersa la conferma che l’area, già da tempo identificata come il Foro, costituiva la più importante piazza della Susa romana. Le strutture affiorate al di sotto dell’asfalto sono le fondazioni di un tempio su podio, circondate su tre lati dalla base del porticato che si affacciava sull’area sacra. La scoperta di tali resti ha comportato importanti riflessioni sulle destinazioni future della Piazza.

Il concorso in argomento — indetto a seguito dell’Accordo di programma tra la Regione Piemonte, la Provincia di Torino ed il Comune di Susa, per la promozione e la valorizzazione del patrimonio archeologico rinvenuto durante i lavori di riqualificazione paesaggistica di piazza Savoia — è volto quindi ad ottenere diversi livelli di approfondimento progettuale: dalla tutela degli scavi archeologici, al ripensamento della piazza fino alla più ampia scala del disegno di un percorso che valorizzi il patrimonio storico ed architettonico della Città di Susa. Si procederà così al completamento dei lavori sul complesso archeologico ed alla promozione e valorizzazione (anche attraverso mostre e pubblicazioni) dei reperti archeologici rinvenuti nei vari centri del territorio provinciale.

Ai vincitori la Provincia assegnerà la progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento su piazza Savoia
.

Con i prossimi lavori di restauro archeologico, la Susa romana vuole associarsi a realtà già affermate e note come le Residenze sabaude, l’Abbazia di Novalesa, la Sacra di San Michele ed il Forte di Fenestrelle, costituendo un importante tassello del piano di riqualificazione del territorio piemontese.

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