Restauri sponsorizzati: dalla Loggia Cornaro al Ponte di Rialto | Architetto.info

Restauri sponsorizzati: dalla Loggia Cornaro al Ponte di Rialto

Il restauro della Loggia Cornaro, sponsorizzato da Acciaierie Venete, e' solo l'ultimo esempio di edificio pubblico recuperato grazie a un privato. La nostra panoramica

wpid-26054_cornaro.jpg
image_pdf

 

È recente la notizia dell’avvio del restauro della Loggia Cornaro, una delle principali testimonianze del Rinascimento padovano, finanziato con i fondi privati messi a disposizione dalle Acciaierie Venete, azienda con sede a Camin (Pd) che produce 1.500 tonnellate di acciaio l’anno.

Realizzata a inizio XVI secolo in pietra di Nanto, la loggia faceva parte di un complesso più articolato di edifici e giardini commissionati da Alvise Cornaro e si proponeva come un fondale per spettacoli teatrali all’aperto, con il suo portico a doppia altezza e la base rialzata, decorato con scene e motivi classicheggianti e le statue di venere, Diana e Apollo. I danni che hanno reso necessario l’intervento, che impegnerà circa 40.000 euro messi a disposizione dalle Acciaierie Venete e sarà gestito dall’amministrazione comunale, hanno interessato sia le parti murarie (le murature e le volte fessurate ma anche il pavimento da rinforzare e gli infissi da sostituire) che l’apparato decorativo (gli affreschi del primo piano della loggia).

Nonostante il finanziamento privato ai restauri sia una delle strade che enti pubblici sempre più a corto di fondi caldeggino per gli interventi in riparazione soprattutto del patrimonio architettonico, non è ancora tuttavia molto praticato nel nostro paese, anche se nel recente passato non mancano illustri esempi, quasi tutti riconducibili a imprenditori del mondo della moda, che sembra abbiano compreso il valore del grande ritorno di immagine internazionale dato dall’appoggio a operazioni di questo tipo.

Nel passato meno recente e meno sotto i riflettori, tra i primi a investire il proprio patrimonio privato nel recupero di un patrimonio pubblico è stato l’imprenditore umbro del cachemire Brunello Cucinelli che, tra il 1985 e il 2008, si è dedicato al lungo lavoro di restauro e recupero funzionale di un intero borgo medievale in provincia di Perugia, Solomeo. Il suo esempio è stato seguito dall’imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgren che nel 1999 ha deciso di finanziare la riqualificazione del borgo abruzzese di Santo Stefano di Sessanio (Aq): acquistando direttamente parte delle abitazioni abbandonate, restaurandole e trasformandole in un albergo diffuso, è stato in grado di mettere in moto dinamiche che, attraverso il coinvolgimento della popolazione, hanno invertito la tendenza allo spopolamento e iniziato il processo di rivitalizzazione del territorio.

 

Il Teatro Cucinelli a Solomeo (Perugia)

 

 

A Torino, da quasi trent’anni è invece attiva la Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali. Ente nato nel 1987, raggruppa aziende piemontesi che con fondi privati hanno finanziato numerosi interventi, tra cui l’appena inaugurato nuovo spazio espositivo che integra la Sala Leonardo all’interno della Biblioteca Reale e il restauro della torre campanaria del duomo di Torino.

 

Nuovo spazio espositivo interno alla Biblioteca Reale di Torino

 

 

Negli anni più recenti si concentrano gli esempi più risonanti. Su tutti, per l’importanza dell’oggetto, la visibilità mediatica del finanziatore e l’importo stanziato, svetta il Colosseo, il cui restauro è stato reso possibile dall’esborso di 25 milioni di euro da parte delle aziende di Diego Della Valle. Partito dopo un iter burocratico durato tre anni alla fine del 2013, prevede la ripulitura delle superfici lapidee dei fronti a nord e sud, il restauro dei sotterranei, la realizzazione di nuove cancellate, l’aggiornamento impiantistico, la messa in sicurezza di tutto l’anfiteatro e la realizzazione di un nuovo centro servizi nell’area antistante. Il tutto in un tempo stimato di tre anni, con la prima fase dei lavori conclusa l’estate scorsa.

Sempre a Roma, Paolo Bulgari, presidente dell’omonimo marchio del lusso, la primavera scorsa in occasione delle celebrazioni per i 130 anni dell’azienda e dell’apertura di una nuova boutique in via dei Condotti ha annunciato la donazione di 1,5 milioni di euro per il restauro di un altro celebre simbolo della capitale, la scalinata di Trinità dei Monti. I lavori, ancora da avviare, dovrebbero durare due anni e si inseriscono all’interno del più ampio piano urbano di riqualificazione e rilancio del Tridente e pedonalizzazione di piazza di Spagna. Ancora a Roma, nel 2013 Fendi ha lanciato il progetto Fendi for Fountains, che si pone l’obiettivo di finanziare il restauro della fontana di Trevi, iniziato l’estate scorsa e ancora in corso e finanziato con 2,18 milioni di euro, e del complesso delle quattro fontane.

 

La scalinata di Trinità dei Monti (Roma)

 

 

Spostandosi invece nuovamente più a nord, a Venezia, a dicembre 2012 è stato infine firmato il contratto per un’altra sponsorizzazione “di peso”: l’imprenditore vicentino Renzo Rosso, presidente della holding Otb che controlla tra gli altri il marchio Diesel e promotore della Only The Brave Foundation, si è infatti formalmente impegnato a finanziare con 5 milioni di euro il restauro del Ponte di Rialto. I lavori dovrebbero concludersi a metà del prossimo anno, con la gara di appalto conclusa a gennaio.

 

 

Il Ponte di Rialto (Venezia)

 

 

 

 

 

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Restauri sponsorizzati: dalla Loggia Cornaro al Ponte di Rialto Architetto.info