Restauro ed efficienza energetica, il pensiero di Giovanni Carbonara | Architetto.info

Restauro ed efficienza energetica, il pensiero di Giovanni Carbonara

È possibile conciliare due discipline all’apparenza tanto lontane tra loro? Abbiamo posto la questione ad una delle massime autorità italiane in materia

Il Prof. Giovanni Carbonara
Il Prof. Giovanni Carbonara
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Architetto Cristina Martinuzzi, consulente esperto CasaClima

Sembra forse un azzardo parlare di efficienza energetica in un ambito così delicato qual è quello del restauro, ma in questi tempi, in cui riscaldamento globale e risanamento energetico degli edifici esistenti appaiono tematiche di vitale importanza, l’interrogativo se è possibile far incontrare due mondi così divergenti risulta di grande interesse.

Un primo tavolo di discussione si è aperto, grazie alla sinergia esistente ormai da alcuni anni tra il gruppo Wolters Kluwer e l’Agenzia CasaClima, in occasione del convegno “Metodi e tecniche di Restauro” che sta girando l’Italia, in cui recentemente, oltre a grandi nomi del restauro quali Carbonara, Giuriani e Doglioni, si è aggiunto un relatore CasaClima che affronta tematiche di risanamento energetico in edifici tutelati.

Questo confronto multidisciplinare ha generato non pochi quesiti e il desiderio di approfondire l’argomento tant’è che il Professor Carbonara è stato invitato ad esprimere il suo pensiero in un’intervista apparsa sul numero due della rivista CasaClima DueGradi.

Uno degli interessantissimi spunti emersi in questo confronto è che “il restauro ha una dimensione aperta verso il futuro non verso il passato: conosce il passato e se ne avvale, ma per andare verso il futuro, non per replicarlo”. In sostanza non si tratta di un mondo ripiegato su sé stesso, ma aperto al dialogo con altre discipline e interessato alle scoperte scientifiche, infatti, “è davvero una materia che vive del ‘fall out’ tecnologico proveniente da altri campi di ricerca, e che sa filtrare e adattare intelligentemente”. L’architetto, poi, dovrebbe avere “un ruolo di coordinatore dell’intera azione progettuale.

Inoltre, in un intervento su edificio vincolato è sicuramente da prediligere “un approccio morbido o, come scrive giustamente l’architetto Marco Ermentini, ‘timido’ e non prevaricante. Tutto ciò cercando di approfondire l’aspetto diagnostico, per capire veramente di che cosa ha bisogno l’edificio”.

Senza dimenticare che un edificio tutelatoche sia reso climaticamente ed energeticamente compatibile ed efficiente, è un edificio che costa meno come gestione e che, quindi, può avere più garanzie di un suo uso. Tale uso rappresenta lo strumento primo di ogni speranza di buona conservazione”.

Naturalmente tale operazione non è sempre possibile e auspicabile, ma “Il problema, nel concreto, va poi affrontato ‘caso per caso’, volendo usare la vecchia formula che risale a Ambrogio Annoni, sapendo decidere e giudicare che cosa e quanto si può fare”.

Per leggere l’intervista al Professor Carbonara cliccate su questo link.

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