Riapre in veste di nuovo Museo il Palazzo Grimani di Venezia | Architetto.info

Riapre in veste di nuovo Museo il Palazzo Grimani di Venezia

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Smontati i cantieri per i lavori di restauro, dal 20 dicembre p.v. sarà nuovamente aperto ai visitatori Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa, la sontuosa dimora del Doge Antonio Grimani e dei suoi successori, che nel panorama architettonico veneziano rappresenta un unicum per il succedersi e il sovrapporsi di interventi di modifica, e per il voluto accostamento di diversi linguaggi architettonici.

Il Museo di Palazzo Grimani così fondato, è stato concepito per affiancare, integrare e ampliare il Museo archeologico di Venezia, che trae la sua origine proprio dalla donazione di Giovanni Grimani per gran parte della sua collezione, allora custodita nel palazzo di Santa Maria Formosa. La visita delle due sedi museali attraverso un percorso integrato consentirà di comprendere la genesi del Museo archeologico di Venezia, di conoscere i luoghi che, prima della costruzione dello Statuario Pubblico, ospitarono le preziose sculture e di cogliere appieno il carattere di collezione che la raccolta Grimani aveva. Sarà inoltre l’occasione per visitare un palazzo di rara bellezza, teatro per tutto il Seicento di un’intensa vita culturale che conobbe ancora, durante il secolo XVIII, una stagione di fastose opere di abbellimento, prima che negli ultimi anni del 1700 si avviasse quella decadenza che vide il palazzo progressivamente spogliato di ogni decoro.
Acquistato dallo Stato nel 1981 e destinato a sede archeologica, la Soprintendenza avviò le prime opere del delicato, complesso ed economicamente impegnativo intervento di restauro nel 1984. Rimosso lo stato di pericolo, si passò a una serie di studi, indagini e rilievi, presi poi a base del progetto per la conservazione dell’edificio, ispirato alla massima conservazione possibile della materia storica costitutiva del palazzo, nel rispetto di tutte le sue stratificazioni significative. Agli interventi sulla struttura portante, seguirono quelli sui preziosi elementi di finitura.

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La vera e propria svolta nella conduzione dei lavori risale al 2000. Grazie a un finanziamento straordinario, i temi della progettazione non furono più quelli dell’emergenza della conservazione, degli anni ottanta e dei primi anni novanta, ma quelli del completamento di un restauro con tutte le opere, prevalentemente di carattere tecnologico e impiantistico, che dovevano rendere agibile il palazzo come museo. Tra tutte le tematiche di maggior risalto, spiccavano quelle della difesa del piano terreno dall’invasione delle maree eccezionali, quelle di natura impiantistica, in particolare per le dotazioni del primo piano nobile, e quelle della percorribilità del museo per le persone a ridotta capacità motoria.

Nel dicembre 2001 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha istituito il Museo di Palazzo Grimani e lo ha destinato alla Soprintendenza per il Polo Museale Veneziano. Il progetto museale ha preso forma e consistenza parallelamente agli interventi conservativi. La questione della dotazione impiantistica è stata affrontata cercando sempre di preservare ogni aspetto materiale e formale della fabbrica; studiando percorsi per le canalizzazioni che interferissero in minima misura con l’architettura e con il prezioso ciclo decorativo.

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