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Rigenerazione del territorio in Biennale: il Parco dei Paduli

Il percorso avviato in Salento da dieci comuni coordinati dal LUA, partito nel 2003 “dal basso”, sta impostando il recupero di un’area di 5.500 ettari attraverso la progettazione partecipata e il coinvolgimento del territorio

Esperimento di Land Art – Nidificare i Paduli (2014)
Esperimento di Land Art – Nidificare i Paduli (2014)
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Il progetto legato alla costituzione del Parco dei Paduli, esposto fra i venti esempi nostrani di realizzazione del “bene comune” nel Padiglione Italia alla Biennale di Architettura Venezia curato da Tamassociati, non è architettura in senso stretto. È invece un esempio di come un processo virtuoso, collettivo e “dal basso” sta recuperando un ampio tratto di campagna posizionata al centro della penisola salentina.

Il territorio dei Paduli, che prende il suo nome dall’antica presenza di aree paludose, si estende per 5.500 ettari tra il mare Adriatico e lo Ionio, e ha una storia che fino alla fine del XIX secolo lo vede ricoperto da una fitta foresta di querce, il Bosco Belvedere di cui rimane ancora qualche traccia. È poi diventato parte del caratteristico paesaggio salentino fatto di ulivi secolari, muretti a secco, masserie attraversate da canali e una viabilità costituita da una fitta rete di sentieri.

Nonostante il nome, il Parco dei Paduli non è ancora un parco ufficiale e istituto. Il progetto di rigenerazione territoriale nasce nel 2003, quando dieci comuni della provincia di Lecce (San Cassiano, Botrugno, Nociglia, Surano, Sanarica, Supersano, Giuggianello, Scorrano, Maglie e Muro Leccese) avviano un intervento coordinato su un’area in sofferenza e da tempo abbandonata con la finalità di sperimentare, attraverso l’impostazione di programmi urbanistici comuni, nuove modalità di recupero e cura del territorio e creare il Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli.

Motore, coordinatore e legante di tutto il processo è il LUA (Laboratorio Urbano Aperto), che da allora si sta occupando di guidare la trasformazione attraverso parole chiave come ecoturismo, mobilità lenta, progettazione partecipata, sviluppo delle colture locali e protezione del territorio, rigenerazione, uso del prodotto agricolo come veicolo di conoscenza del territorio e continuità culturale attraverso il rinnovo e il sostegno dell’attività degli agricoltori. E attraverso la progettazione e realizzazione di un percorso che diventa un luogo, fisico e metaforico, in cui si raccolgono, conservano e tutelano i beni materiali e immateriali del territorio, dalla biodiversità alle architetture, dai racconti orali alle ricerche nei settori più ampi.

Il mezzo prescelto per la sua realizzazione sono i laboratori partecipati “Abitare i Paduli” che, sostenuti dalla Regione Puglia attraverso il programma “Bollenti Spiriti” e dai comuni dell’”Unione delle Terre di Mezzo”, stanno coinvolgendo giovani e cinque fra associazioni e gruppi presenti sul territorio impegnandoli sullo sviluppo di altrettante tematiche: mobilità lenta, ospitalità diffusa, percorsi e beni culturali, gusto e agricoltura e ambiente. L’obiettivo è creare una rete di servizi che sia in grado di rendere fruibile l’area in modo ecocompatibile e porre le basi per l’aumento di un turismo ecologico che inserisca anche il Parco dei Paduli fra mete che finora annoverano in grande prevalenza le frequentate coste salentine. Le attività attorno a cui ruotano i servizi in sviluppo sono tre: “Lampa!”, che lavora sul recupero dall’incuria e l’abbandono attraverso la riconversione sostenibile di oliveti abbandonati, l’esperimento di land art “Nidificare i Paduli” che tramite un concorso promuove la costruzione di unità abitative da realizzarsi con materiali di scarto dell’agricoltura e la narrazione “Raccontare i Paduli”.

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Esperimento di Land Art – Nidificare i Paduli (2014)

Il valore di quanto portato avanti fino a qui, che ha ottenuto l’importante vetrina della Biennale di Architettura di Venezia, è stato riconosciuto a vari livelli. Partito da una pianificazione locale e passato per il coinvolgimento diretto delle comunità, nel 2011 è stato inserito nel Programma integrato di rigenerazione urbana “Terre dei Paduli tra ulivi pietre e icone”, avviato dai comuni promotori, è poi diventato Progetto Pilota per la sperimentazione di pratiche afferenti alla multifunzionalità in territorio agricolo nel Piano territoriale paesaggistico della Regione Puglia e ha rappresentato l’Italia all’edizione 2014-15 del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.

Altri esempi di rigenerazione del territorio:
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