Rinnovamenti edilizi: la Biblioteca Hertziana di Roma | Architetto.info

Rinnovamenti edilizi: la Biblioteca Hertziana di Roma

Completata su progetto di Juan Navarro Baldeweg e Enrico Da Gai, si pone in continuità con il delicato contesto creando un edificio trasparente e permeabile che si sviluppa dall’interno

principale_hertziana camino_copy Andreas Muhs
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Completata su progetto dell’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg e dell’italiano Enrico Da Gai, la nuova sede della biblioteca hertziana di Roma è aperta e operativa da febbraio 2013.

L’intervento, un raffinato innesto contemporaneo nel pieno centro storico della capitale a due passi da piazza di Spagna e Trinità dei Monti, rivede il complesso compreso tra via Sistina e via Gregoriana e tra i Palazzi Zuccari e Stroganoff entrambi sedi dell’Istituto, e nasce come risposta alle esigenze di rinnovamento, ampliamento e adeguamento di una biblioteca centenaria le cui strutture, realizzate su progetto di Silvio Galizia negli anni sessanta, presentavano problemi strutturali e di sicurezza, oltre che essere insufficienti per la fruizione di un patrimonio librario costituito da 250.000 volumi.

Allo scopo, nel 1994 l’Istituto Max Planck per la storia dell’arte, di cui la Biblioteca Hertziana è parte fin dalla sua costituzione, lanciò un concorso internazionale a inviti che l’anno seguente vide imporsi “Luz es materia”, proposta da Juan Navarro Baldeweg, su altri sette candidati (l’altro spagnolo Rafael Moneo, gli italiani Giorgio Grassi, Paolo Portoghesi, Giuseppe Papillo e Vittorio De Feo, il tedesco oggi scomparso Alexander von Branca e lo studio svizzero Gerber & Partner). Dopo l’approvazione da parte del Comune di Roma del Piano di recupero e il completamento della progettazione esecutiva, un complesso cantiere partì nel 2003 con un appalto che affidò i lavori alla società specializzata Consorzio Cooperative Costruzioni, all’epoca impegnata alla Reggia di Venaria, alla Fenice di Venezia e agli Uffizi di Firenze.

Sul tema del restauro è stato pubblicato Il “Trattato di Restauro Architettonico – Consolidamento degli edifici storici” di Ezio Giuriani, Utet Scienze Tecniche. Clicca qui per scaricare l’indice del libro

Il progetto di cui Navarro Baldeweg viene incaricato realizza, seppur con un incremento dei costi rispetto alla stima iniziale di 19,5 milioni di euro poi lievitati a 24, 2.150 nuovi mq destinati a una biblioteca e ai locali ad essa connessi, come gli uffici, gli spazi per il pubblico e i deposti dei libri, collegati anche con i palazzi adiacenti. Si sviluppa all’interno di otto livelli, di cui due sotterranei, posizionando l’ingresso principale e gli scaffali di consultazione lungo via Gregoriana, dove si apre il peculiare portone del mascherone di Federico Zuccari, e collocando invece gli spazi per il pubblico e le sale lettura sulla panoramica via Sistina. Tutte le scale di collegamento, interne, e le aree di servizio sono addossate ai muri perimetrali, mentre all’ultimo piano trova posto una sala lettura indipendente e silenziosa, servita dalla terrazza superiore aperta sul suggestivo panorama offerto dalla capitale.

hertziana ingresso_copy Andrea Jemolo

Il nuovo edificio, proprio per le caratteristiche di un luogo su cui è estremamente difficile qualunque tipologia di intervento, non poteva che essere sviluppato partendo dall’interno, racchiudendolo dentro le facciate che raccordano Palazzo Zuccari e il vicino Palazzo Stroganoff.

Cuore, materiale e metaforico, del progetto è infatti il sorprendente camino di luce che, al centro del lotto, si sviluppa su una pianta trapezoidale attraversando in altezza tutta la sezione del nuovo fabbricato. È delimitato da un muro inclinato e tre pareti vetrate, degrada verso l’alto costituendo l’affaccio per le terrazze interne che permettono di organizzare al meglio i ridotti spazi di una biblioteca trasparente e permeabile.

L’inserimento di questo frammento contemporaneo all’interno del centro storico romano, in delicata aderenza a costruzioni esistenti, ha presentato problemi formali e strutturali di non poco conto, a partire dalle fondazioni. Durante un cantiere interrotto dalla scoperta dei resti di una villa di epoca romana, la necessità, divenuta doppia, di realizzare un’adeguata base di appoggio per la struttura soprastante e di dare visibilità all’area archeologica hanno richiesto infatti la realizzazione di un sistema sorretto da una doppia fila di micropali gettati in aderenza alle fondazioni degli edifici esistenti e costituito da due piastre di cemento armato poggianti su apparecchi idraulici regolabili distanziate da setti in cemento armato precompresso.

Vetro, metallo, laterizio e legno sono i materiali caratteristici delle parti fuori terra. Vetro strutturale e profilati di metallo sono infatti gli elementi costituenti delle chiusure di un camino interno i cui composizione e profilo, insieme all’andamento sfalsato delle terrazze, sono stati impostati dopo un’attenta analisi delle traiettorie della luce solare durante l’anno.

All’interno dominano il legno d’acero, posato estensivamente nelle pavimentazioni e negli scaffali della biblioteca, e il bianco delle finiture e dei parapetti e di molta parte delle pareti, realizzati in mattoni scialbati che, nell’unica parete opaca inclinata delimitante il camino luminoso, ha anche la fondamentale funzione di riflettere la luce naturale dentro tutto l’interno.

 

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