Rinnovamenti edilizi: la nuova scuola di architettura di Clermont-Ferrand | Architetto.info

Rinnovamenti edilizi: la nuova scuola di architettura di Clermont-Ferrand

Inaugurata a ottobre e realizzata su progetto dei parigini Du Besset-Lyon, recupera l’ex sanatorio Sabourin più che raddoppiando la superficie e aggiungendo nuovi volumi

Axel Dahl
Axel Dahl
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Completata in tempo per l’avvio dell’anno accademico 2015-16, la nuova sede della scuola di Architettura di Clermont-Ferrand, capoluogo del dipartimento del Puy-de-Dôme e della centrale regione francese dell’Alvernia, è un progetto dello studio parigino Du Besset-Lyon. Come tutti i grandi interventi pubblici d’oltralpe, l’incarico è arrivato nel 2010 dopo la vittoria di un concorso di progettazione bandito dal Ministère de la Culture et de la Communication. L’intento era la rivitalizzazione di un edificio di pregio, l’ex sanatorio Sabourin, utilizzato come centro medico fino al 1996 poi abbandonato e minacciato di demolizione, per farne la nuova sede dell’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture di Clermont-Ferrand (Ensacf), prima costretta all’interno di locali fatiscenti e non più sufficienti a ospitare studenti e attività.

Risalente all’inizio degli anni trenta del Novecento, il sanatorio è stato progettato da Albéric Aubert e Valentin Vigneron, per essere collocato su un’altura con il fronte principale rivolto verso sud, terrazzato e bucato da ampie aperture, seguendo un consolidato modus operandi internazionale mutuato dalla medicina e dall’ingegneria sanitaria. Distribuiva le stanze di degenza e i relativi spazi di servizio all’interno di una “stecca” alta e stretta, parzialmente inserita nella collina, rivolta a sud e dominante un paesaggio verde oggi ai margini di un’area residenziale di case unifamiliari. E lasciava alla parte di edificio a nord, più bassa e aderente al terreno, l’accesso principale, le aree di trattamento e altri spazi di servizio.

Il progetto di retrofit approntato e diretto dallo studio parigino, costato 31 milioni di euro totalmente pubblici, in pochi anni ha trasformato in modo deciso, ma compatibile e rispettoso della preesistenza, un edificio dalla funzione vecchia particolarmente adatta alla nuova, più che raddoppiando una superficie calpestabile portata agli attuali 11.500 mq.

Sfruttando alcune delle caratteristiche peculiari dell’ex sanatorio, trasforma il volume a sud invertendone la distribuzione interna e recuperando la facciata principale, con le sue finestre e i suoi balconi un tempo utili a garantire l’aria e il sole richiesti dalle cure delle malattie polmonari. All’interno, sostituisce le vecchie stanze di degenza, collocate in pieno sud, con corridoi di distribuzione dalla doppia funzione, organizzativa e ambientale: come un cuscinetto, consentono infatti una migliore gestione del calore proveniente da una facciata particolarmente esposta permettendo al contempo lo sfruttamento del fronte nord, più adatto all’ingresso della luce naturale e più fresco d’estate, per aule, uffici e zone studio.

clermont-livello 4 @DuBessetLyon

sezione longitudinale @DuBessetLyon

sezione trasversale @DuBessetLyon

Questo ribaltamento, insieme alla revisione totale delle partizioni interne in favore di nuove divisioni e un adattamento all’attuale normativa antisismica francese, ha reso necessaria la demolizione totale delle strutture interne originarie (tradizionali solai in laterocemento, muri di mattoni e struttura portante in cemento armato) e la loro sostituzione pressoché totale da parte di un telaio metallico a vista a cui sono state addossate le pareti.

clermont interno@axel dahl

Axel Dahl

Nei volumi a nord lo studio Du Besset-Lyon apporta i maggiori cambiamenti, rendendo contemporaneo il fronte di ingresso e aggiungendo due nuovi livelli. Confermando la posizione dell’accesso principale, nel quale una nuova scala elicoidale sostituisce le due scale che conducevano ai reparti maschile e femminile, inseriscono dentro il volume a tre piani centrale l’ingresso, un’aula e una sala studio collegati ai rispettivi livelli del volume principale, e collocano nei volumi più bassi ai lati, poi chiusi da pareti completamente vetrate, la biblioteca, due aule di grande capienza e una sala comune.

Elemento caratteristico del fronte nord del nuovo edificio, la grande superficie specchiata al di sopra dell’ingresso dà maggiore luce e vivacità riflettendo allo stesso tempo il paesaggio circostante.

Come primo passo di un’operazione più ampia, nel 2017 la scuola di architettura sarà affiancata anche da un collegio universitario.

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