Ristrutturato il Palazzo della Luce a Torino: uffici e appartamenti di lusso in una location monumentale | Architetto.info

Ristrutturato il Palazzo della Luce a Torino: uffici e appartamenti di lusso in una location monumentale

Nuova vita al Palazzo della Luce a Torino, trasformato in una location esclusiva con uffici e ville di extralusso nel cuore della città. Il progetto di recupero, curato dall’architetto Peter Jaeger, riconfigura gli interni mantenendo intatto il fascino antico

Palazzo della Luce, Torino © Peter Jaeger Architetti
Palazzo della Luce, Torino © Peter Jaeger Architetti
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Il Palazzo della Luce a Torino, imponente edificio in stile eclettico realizzato all’inizio del Novecento, è stato oggetto di un importante intervento di recupero volto alla riconversione degli ampi spazi interni senza compromettere il fascino antico della struttura originaria. Affidato all’architetto torinese Peter Jaeger (affiliato allo studio Jaeger Kahlen Partner Architekten), il progetto di ristrutturazione ha infatti mantenuto intatta la cornice storica del palazzo riconfigurando gli interni ad un uso contemporaneo: appartamenti di extralusso, ville urbane con giardini pensili, uffici di rappresentanza e aree di servizio tra cui palestra privata, sala per banchetti e parcheggio sotterraneo su più livelli. Con l’intento di sfruttarne le potenzialità piuttosto che stravolgerne le caratteristiche, il risultato è una dimora d’epoca che conserva la propria maestosità e diventa al contempo una location esclusiva dove abitare o lavorare nel pieno centro di Torino, in via Bertola 40. Si tratta di una formula che sta prendendo molto piede a Torino, grazie a società imprenditoriali che scelgono di investire nel settore della riqualificazione di lusso nel centro storico (leggi a tal proposito il progetto Domus Lascaris del Gruppo Building).

Vista degli eleganti penthouse, concepiti come ville urbane con giardini pensili sviluppati attorno a grandi terrazze multi-livello © Fabio Oggero

Vista degli eleganti penthouse, concepiti come ville urbane con giardini pensili sviluppati attorno a grandi terrazze multi-livello © Fabio Oggero

L’evoluzione storica del Palazzo della Luce

Destinato in origine ad ospitare la nuova sede della Cassa di Risparmio, il Palazzo della Luce fu progettato nel 1915 dall’architetto Carlo Angelo Ceresa ma circa dieci anni dopo fu venduto incompiuto alla Società Idroelettrica Piemontese (Sip), impegnata nella distribuzione dell’energia elettrica, nelle telecomunicazioni e nella radiofonia, la quale portò a compimento la realizzazione dell’edificio. Non è un caso che le prime trasmissioni radiofoniche pubbliche italiane siano state irradiate proprio da questo palazzo a partire dal 1928; l’anno successivo nacque addirittura al suo interno Radio Torino, la prima radio ufficiale della città. Ispirato ai caratteri monumentali ottocenteschi, con una facciata juvarriana che ricorda quella di Palazzo Madama in Piazza Castello, l’edificio diventa un omaggio alla Belle Époque e allo stile eclettico in voga all’inizio del ‘900. A partire dagli anni ‘60, con la nazionalizzazione dell’industria energetica, la proprietà passò all’Enel fino ai tempi recenti, quando nel 2010 il fondo immobiliare Valore Reale ha acquisito la proprietà e avviato il processo di ristrutturazione.

Il progetto di recupero e riconversione

Un intervento complessivo di circa 21.000 mq ha portato alla definizione di uffici di design al piano primo e di eleganti penthouse con roofgarden privati ai piani superiori. Concepiti come ville urbane nelle quali lo spazio fluisce liberamente da esterno a interno, gli appartamenti diventano loft vetrati sviluppati attorno a grandi terrazze multi-livello che si presentano come veri e propri salotti a cielo aperto. La combinazione materica di superfici metalliche dalla nuance scura, pavimentazioni in legno, parapetti in vetro quasi impercettibili e grandi infissi vetrati genera abitazioni di extralusso immerse nel verde, nel panorama e nel fascino antico della preesistenza. Il progetto si distingue infatti per la ricerca di soluzioni innovative, attenzione ai dettagli e alle finiture con l’idea di prediligere un utilizzo dello spazio qualitativo piuttosto che quantitativo, arricchito dagli alloggi di taglio atipico (12 penthouse) personalizzabili in base alle esigenze, dalle logge (800 mq) e dai giardini pensili (1.600 mq).

Immersi nel verde, nel panorama e nel fascino antico della preesistenza, gli appartamenti diventano loft vetrati nelle quali lo spazio fluisce liberamente da esterno a interno © Fabio Oggero

Immersi nel verde, nel panorama e nel fascino antico della preesistenza, gli appartamenti diventano loft vetrati nelle quali lo spazio fluisce liberamente da esterno a interno © Fabio Oggero

Il rispetto per l’architettura preesistente, la valorizzazione e il recupero attraverso l’aggiunta di un nuovo programma funzionale hanno unito tradizione e architettura contemporanea in un progetto che infonde una vitalità diversa alla proprietà, al quartiere e all’isolato urbano, affacciato sui giardini Lamarmora con i quali forma un disegno urbanistico di grande valore. Catturando lo spirito del suo passato storico e riconfigurando gli interni, i percorsi distributivi comuni conducono con naturale gradualità da ambienti aulici (come l’atrio d’ingresso, lo scalone o la grande sala per le celebrazioni al piano nobile) ad altri più essenziali, in un piacevole confronto fra spazi di ultima generazione e angoli monumentali dalle proporzioni insolite.

Mantenendo intatta la cornice storica del palazzo e riconfigurando gli spazi ad uso contemporaneo, il progetto unisce tradizione e architettura contemporanea © Fabio Oggero

Mantenendo intatta la cornice storica del palazzo e riconfigurando gli spazi ad uso contemporaneo, il progetto unisce tradizione e architettura contemporanea © Fabio Oggero

Credits
Project leader: Peter Jaeger Architetti (affiliato allo studio Jaeger Kahlen Partner Architekten)
Luogo: via Bertola 40, Torino
Anno: 2017
Superficie: 21.000 mq
Tipologia: ristrutturazione a destinazione residenziale e terziaria
Committente: Valore Reale Sgr Spa – Fondo Whitestone
Consulenti: Architetto Giorgio Emprin

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