Roma: restaurata la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona | Architetto.info

Roma: restaurata la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona

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Smontato il cantiere dell’Istituto centrale del restauro in essere dal 2006, turisti e visitatori possono ammirare i risultati del restauro  degli apparati scultorei dell’opera realizzata al centro di Piazza Navona da Gian Lorenzo Bernini nel 1651. Gli interventi sono stati progettati e diretti dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (già Istituto Centrale del Restauro), all’interno del quale è stato istituito un gruppo di lavoro, coordinato dall’architetto Annamaria Pandolfi, composto da personale afferente a diversi ambiti disciplinari (restauratori, architetti, biologi, chimici, geologi, fisici) in un rapporto di interazione. Questa équipe di specialisti ha cooperato per comporre quel connettivo di conoscenze necessarie al corretto svolgimento del lavoro, che ha accompagnato tanto gli interventi quanto le numerose ricerche connesse di tipo storico-documentale e tecnico-scientifico.
Le attività di restauro,  al costo complessivo di € 622.000,00 ca. interamente erogati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono state realizzate in accordo con il Comune di Roma (Unità Organizzativa Monumenti Medievali e Moderni), proprietario del monumento.
Nella conduzione dei lavori è stato scelto un approccio integrato ai molteplici problemi di deterioramento riscontrati sulla Fontana fin dalle prime ispezioni per definire gli interventi conservativi da adottare, cercando così di perseguire l’obiettivo di calibrare con la maggiore esattezza possibile i trattamenti di restauro e assicurare al futuro l’opera nella sua autenticità. {GALLERY} L’attuazione in cantiere del progetto degli interventi per far fronte al degrado dei materiali (marmo bianco per i Quattro Fiumi e i due stemmi papali; travertino per la scogliera, gli animali e la vegetazione) ha riguardato: i trattamenti biocidi per la devitalizzazione delle piante e dei microrganismi fotosintetici; la pulitura delle superfici dai depositi inquinanti e dalle ‘croste nere’; il microconsolidamento localizzato delle superfici in marmo disgregate; il consolidamento localizzato delle malte; la rimozione controllata delle incrostazioni calcaree; la stuccatura dei giunti, delle rotture e delle linee di discontinuità; gli interventi sui vincoli metallici esposti; il rifacimento dei copri staffa danneggiati; il trattamento delle lacune; la protezione delle superfici; la riparazione dei getti di fuoriuscita dell’acqua danneggiati.
A conclusione delle attività di cantiere, è stato installato sul monumento un impianto elettrostatico per l’allontanamento dei piccioni – numerosissimi in piazza Navona – che costituiscono un rilevante agente di degrado soprattutto in relazione al guano, chimicamente aggressivo nei confronti dei materiali lapidei. Tale tipo d’impianto è già in funzione su molti importanti monumenti italiani e romani tra i quali Fontana di Trevi.
La scelta progettuale operata è stata quella di restituire il carattere di unitarietà dell’immagine recuperandone sia le forme scultoree nelle parti inferiori a contatto con l’acqua, che erano deformate dalle spesse incrostazioni depositatesi sul modellato originario, sia l’omogeneità del registro cromatico dai toni chiari, propri del travertino e del marmo che, tuttavia, espone armonicamente le tracce e le patine, schiette testimonianze del passaggio del tempo.

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