Salone del Restauro, i vincitori del Premio Iqu 2015: Casa Dcs a Ragusa | Architetto.info

Salone del Restauro, i vincitori del Premio Iqu 2015: Casa Dcs a Ragusa

Casa Dcs, secondo classificato al Premio Iqu consegnato al Salone del Restauro di Ferrara, recupera su progetto di Giuseppe Gurrieri e Valentina Giampiccolo un'abitazione nel centro storico di Ragusa

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Casa Dcs è un intervento residenziale di ridotte dimensioni, 400 mq totali, che, su progetto di Giuseppe Gurrieri e Valentina Giampiccolo, recupera un edificio nel tessuto urbano del centro storico di Ragusa.

Si è aggiudicato la seconda posizione della categoria “Architettura e città – opere realizzate” del Premio Iqu che, consegnato nell’ambito della XXII edizione del Salone del Restauro di Ferrara chiusa il 9 maggio, ogni anno si pone l’obiettivo di selezionare progetti portatori di innovazione e qualità progettuale con attenzione particolare ai centri e ai contesti minori.

Il riconoscimento di Ferrara non è il primo arrivato ai due architetti siciliani per questo progetto: nati entrambi a Ragusa nel 1977 e con sede nella città siciliana (Gurreri in proprio dopo un periodo presso lo studio di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo e Giampiccolo nello studio GUM, fondato nel 2009 con Giuseppe Minaldi, dopo esperienze portoghesi), collaborano nello sviluppo di Casa Dcs vincitrice della terza edizione del Premio Ri.u.so promosso dal Cnappc.

L’azione progettuale interviene su una preesistenza di non facile approccio, collocata in un contesto delicato i cui recupero e valorizzazione sono al centro dell’interesse di studi e ricerche (lo stesso Gurrieri è stato impegnato tra 2009 e 2010 a Stoccolma come docente e proponente del workshop Ragusa-Stoccolma che ha prodotto 25 progetti sulla riqualificazione del centro storico di Ragusa).

Parte di un edificio a due piani fuori terra di committenza privata, era costituita da due porzioni di una costruzione risultato di un progressivo frazionamento della proprietà e di vari rimaneggiamenti avvenuti nel corso del tempo.

 

 

La preesistenza (© Filippo Poli)

 

Si inserisce in un tessuto urbano ottocentesco caratterizzato da una pendenza accentuata e attraversato da un tracciato viario di corsi e vie paralleli che seguono le curve del pendio e impostano strade su cui si affacciano, a livelli diversi, le costruzioni.

Orientata nord-sud, la casa ha a disposizione due piani fra loro sfalsati e un doppio affaccio a quote diverse, ha l’ingresso principale al livello più alto e ridotto, a settentrione, e un affaccio più ampio a sud, dove corre una strada di maggiore ampiezza e originariamente trovava posto, al livello inferiore, un laboratorio per la produzione casearia.

 

 

 

 

Il volume a disposizione per il progetto (in chiaro) e la sezione schematica degli accessi (© Giuseppe Gurrieri, Valentina Giampiccolo)

 

L’intervento realizzato si definisce attorno al concetto di sottrazione: di volume, di superficie e di cubatura. Sottrazione che inverte l’impostazione distributiva dell’edificio e imposta un edificio introverso, che si apre dentro una nuova corte interna ricavata dietro il fronte sud e inverte la sua organizzazione: lasciando un ingresso secondario sul più ridotto fronte nord, crea infatti a meridione il nuovo accesso principale, accanto al garage ricavato a livello del vecchio laboratorio e accessibile dalla strada principale, che introduce all’abitazione attraverso uno spazio – filtro aperto superiormente.

 

 

 

© Giuseppe Gurrieri, Valentina Giampiccolo

 

Internamente, realizza un’abitazione che, a differenza di quanto è visibile sulle facciate, ha un andamento complesso e si sviluppa su molteplici livelli che distribuiscono i locali di accesso e di servizio tra il piano terra e un ammezzato ricavato al di sopra del garage e l’abitazione vera e propria al di sopra. La corte interna permette di addossare alla parete a nord una parte dei collegamenti verticali dell’abitazione, che fra primo e secondo piano colloca, collegate da una seconda e indipendente scala, l’area giorno con soggiorno-pranzo, la cucina e due bagni (al primo) e, al di sotto della copertura, la zona notte con due camere da letto, i servizi e uno spazio-studio affacciato sul piano sottostante.

 

I piani terra, ammezzato, primo e secondo (© Giuseppe Gurrieri, Valentina Giampiccolo)

 

 

 

Sezioni assonometriche (© Giuseppe Gurrieri, Valentina Giampiccolo)

 

In corrispondenza del secondo piano la facciata sud nasconde anche una nuova terrazza che dà aria e luce a una delle camere da letto.

 

© Filippo Poli 

 

 

La creazione di un camino interno, oltre che riprodurre una tipologia abitativa ampiamente sfruttata dalla tradizione costruttiva, offre svariati vantaggi alla funzione abitativa. Vantaggi prima di tutto distributivi: consente infatti un migliore sfruttamento sia delle caratteristiche dell’intorno, dell’orografia e dei tracciati stradali presenti che del lotto, all’interno del quale permette una più libera distribuzione degli ambienti svincolandoli dai fronti su strada. Non sottovalutando anche la maggiore privacy, il secondo è di natura climatica e di comfort: nuove aperture interne permettono di utilizzare il fronte nord, più umido e freddo, per il collocamento delle funzioni di servizio, creando nuovi affacci più soleggiati (in cui il sole arriva grazie anche alla scelta di utilizzare lamiere grigliate per i piani di calpestio dei nuovi balconi che riutilizzano le vecchie balaustre di ferro) e consentendo di allontanare i locali di abitazione dall’umidità del nord.

 

 

© Giuseppe Gurrieri, Valentina Giampiccolo

 

A livello energetico, sfruttando l’”effetto camino” consente inoltre di smaltire in maniera passiva parte dell’aria calda che si accumula all’interno, e permette l’importante recupero dell’acqua piovana riutilizzando le vecchie vasche per la salamoia che diventano cisterne da cui attingono gli scarichi sanitari e l’irrigazione delle piante.

 

© Giuseppe Gurrieri, Valentina Giampiccolo

 

 

Il progetto è stato realizzato all’insegna del recupero e dell’affiancamento di antico e contemporaneo. I caratteri, anche costruttivi, dell’involucro storico sono stati preservati, gli infissi in legno sono stati ripristinati, come anche gli intonaci a base di malta di calce idraulica naturale. Le parti lapidee sono invece state spazzolate e trattate.

All’interno, ad eccezione delle aggiunte come le nuove scale e i rinforzi richiesti dalla nuova corte realizzati ex novo, sono stati recuperati e riutilizzati molti elementi del vecchio edificio, come le porte interne e le mattonelle in cemento stampato.

 

 

 

© Filippo Poli 

 

 

 

 

I crediti del progetto

 

Progettisti: Giuseppe Gurrieri, Valentina Giampiccolo

Committente: privato

Realizzazione: 2014

Superficie: 400 mq

Collaboratori: Valentina Occhipinti, Dario Gulino, Giulia Filetti

Impresa di costruzione: Angelo Ferraro

Strutture: Salvatore Campo, Giancarlo Dimartino, Alessandro Infantino

Arredi fissi: Linea Arredi

Arredi mobili: Lab2.0

Illuminazione: La Luce di Marletta
 

 

 

 

 

 

 

 

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