Salone del Restauro, i vincitori del Premio Iqu 2015: la Scuola tecnica di Archos | Architetto.info

Salone del Restauro, i vincitori del Premio Iqu 2015: la Scuola tecnica di Archos

Il primo classificato al premio Iqu consegnato al Salone del Restauro di Ferrara è un progetto a forte carattere sociale: una scuola di formazione edile

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La Scuola tecnica Papa Giovanni XXIII è il progetto primo classificato al premio Iqu – Innovazione e Qualità Urbana 2015 e fa parte di un programma più ampio di opere in corso di realizzazione a Haiti da parte dei bergamaschi Edoardo Milesi & Archos e Giulia Milesi in collaborazione con Marco Verdina per conto della Caritas Diocesana Bergamasca e i Padri Monfortani, presenti sull’isola da più di quarant’anni.

La realizzazione di una scuola professionale a Croix de Bouquets, comune qualche chilometro a nord-est di Port au Prince, nasce per dare una risposta attiva alla devastazione provocata dal sisma che nel gennaio 2010 ha colpito l’isola, uccidendo più di 200.000 persone e lasciandone oltre 2 milioni senza casa. E che oggi, a cinque anni di distanza e superata la fase dell’emergenza, rimane in uno stato di crisi economica e politica, dipendente dalla presenza e dall’azione di Onu e Ong, in cui evidenti sono ancora i segni della distruzione e molte parti della popolazione meno abbiente sono ancora senza una casa e senza la possibilità di averne una.

L’obiettivo è di ampio respiro: arrivare all’autonomia nella realizzazione dei propri spazi di vita attraverso una formazione professionale mirata all’istruzione di maestranze che riescano a gestire un semplice processo di costruzione basato su tecniche e materiali locali, anche di recupero. Formazione che non si limita all’ambito edile e si allarga anche alle donne. All’interno di uno spazio che, autocostruito, vada oltre le funzioni educative e diventi così anche luogo di partecipazione e scambio.
E’ su queste basi che è stato avviato un progetto che è partito dalla progettazione e costruzione di una scuola antisismica e ha appena completato, nel terreno circostante l’edificio, il prototipo di un’abitazione che sarà il modello per la crescita di un intero villaggio di 40 case nei pressi dell’area.
Impostata su uno schema planimetrico semplice, la Scuola tecnica Papa Giovanni XXIII realizza quasi 600 mq distribuiti tra un piano terreno (590 mq) e un soppalco (104 mq), dove colloca due laboratori, uno di falegnameria e ferramenta e uno tessile, lo spogliatoio, una cucina con dispensa e un refettorio che può essere utilizzato anche come sala polivalente. A questo affianca un’autorimessa e spazi di servizio per bagni e segreteria.

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A livello costruttivo, ricorre a tecniche altrettanto semplici e materiali facilmente reperibili, assemblandoli in un cantiere prevalentemente a secco che richiede alla manodopera il minimo di specializzazione ma è studiato per potere resistere ai venti (l’isola è spesso battuta da forti uragani) e ai terremoti.
Al di sopra di un basamento-vespaio in cemento armato, realizza una struttura sorretta da un telaio di legno i cui elementi sono resi solidali tra loro attraverso piastre metalliche imbullonate di dimensioni e forme ricorrenti. Le piastre hanno funzione di giunzione fra gli elementi, collegano i pilastri al basamento e la struttura di legno agli elementi di controventamento in metallo. La parte dell’autorimessa è invece sorretta da sei pilastri in cemento armato.
Gli orizzontamenti sono realizzati in legno, mentre le chiusure verticali sono costituite da pannelli in legno a vista o pareti di blocchi di cemento alleggerito finiti da intonaco cementizio. La copertura, un’unica falda inclinata per permettere lo smaltimento dell’acqua (e, nell’apertura al di sotto della linea di gronda più alta, la circolazione dell’aria), è realizzata in lamiera grecata.

Il prototipo di casa in legno da 56 mq è tra le prime realizzazioni della Scuola e ne riprende, in modo semplificato e adattato alle richieste della funzione, il principio costruttivo.
Di semplice planimetria, ricava al suo interno due livelli collegati dalla scala, un piano terra con cucina, un bagno e una piccola camera da letto per una persona, e un primo piano al di sotto del tetto inclinato con camera matrimoniale, una cameretta tripla e un piccolo deposito.

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planimetria casa 2

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Al pari della scuola, anche la casa si vincola al terreno tramite un basamento di cemento armato ed è sorretta da una struttura in legno solidarizzata al suo interno e al basamento da piastre metalliche imbullonate. Le chiusure verticali sono costituite da pannellature di legno a vista o pareti di blocchi finiti da intonaco cementizio. La copertura, anch’essa un’unica falda inclinata, è costituita da un piano di assi di legno (che verso l’interno costituiscono la finitura del soffitto) su cui è posata la lamiera grecata.
Il progetto formativo e costruttivo haitiano sta proseguendo ed è oggi proposto anche all’interno del workshop permanente di autocostruzione assistita Architettura per Haiti, gestito all’interno della Scuola permanente dell’abitare.

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