Tivoli: progetto per un grande parco archeologico | Architetto.info

Tivoli: progetto per un grande parco archeologico

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Quattro siti da visitare con un biglietto unico (Villa Adriana, Villa Gregoriana, Villa d’Este e il santuario di Ercole Vincitore) e una mostra all’orizzonte di Villa Adriana. E’ stata inaugurata lo scorso 29 aprile la mostra che riunisce ottanta reperti archeologici nelle sale dell’Antiquarium del Canopo di Villa Adriana a Tivoli fino al primo novembre 2009. La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio sceglie, con questa esposizione dal titolo ‘Frammenti del passato, tesori dall’Ager Tiburtinus’, di dare maggiore risalto ad uno dei punti chiave del Lazio. “Vogliamo creare a Tivoli un grande parco archeologico in connessione con Roma”. Lo ha annunciato il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, presentando la mostra, nell’Antiquarium del Canopo fino al primo novembre. Si tratta del nuovo Polo Tiberino archeologico gestito con i fondi dello stesso ministero e del Fondo Ambiente Italiano. “Questo ministero – continua Giro – investe molto nell’archeologia e nell’architettura che sente come settori strategici”.

Tivoli rappresenta un luogo d’eccellenza paesaggistica, storico-artistica e archeologica – ha sottolineato in conferenza stampa Marina Sapelli Ragni, soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio – in età repubblicana ebbe un grande prestigio.
Nell’Ager Tiburtinus vennero costruite circa 300 ville, sia rustiche che lussuose. Prima fra tutte la Villa di Adriano, che ha attratto visitatori da tutta Europa”. Proprio nella villa verranno esposti i reperti rinvenuti negli ultimi anni, tra cui figurano frammenti di statue di Ercole, transenne e capitelli che un tempo facevano parte dell’edificio. “Questa è un’occasione importante per chi studia la decorazione delle ville romane – ha proseguito Sapelli Ragni – in mostra ci sono testimonianze scultoree di Ercole, repliche romane create su originali greci, un frammento di un ritratto di Adriano e una parte del ritratto di Caracalla giovane, oltre a testimonianze epigrafiche e fistule: ovvero i tubi in piombo in cui scorreva l’acqua e che sono significativi perché vi è inciso il nome del proprietario della villa o dei fabbricanti”.

L’intento della soprintendenza è quello di generare itinerari culturali importanti nella città di Tivoli. “Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali punta a far riemergere il nostro patrimonio artistico che rischia di essere dimenticato – ha dichiarato l’onorevole Francesco Maria Giro, sottosegretario di Stato – testimonianze di Virgilio ricordano che Tivoli era la città del ferro (grande produzione metallurgica), della terra (produzione agricola) e dell’acqua (quattro degli undici acquedotti romani convergevano lì). Era dunque una città importante e ambita”.

“Il 20 maggio sigleremo un accordo col Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano, ndr) per una gestione integrata del territorio di Tivoli – ha annunciato Maria Giro – siamo amareggiati che il Comune di Tivoli non partecipi a questo accordo. La richiesta del Comune di Tivoli di ottenere una somma annuale dal Ministero dei Beni Culturali è stata per noi inaccettabile”. L’onorevole Maria Giro ha poi anticipato qualcosa del progetto. “Il nostro obiettivo è presentare un pacchetto turistico appetibile che unisca i quattro luoghi importanti di Tivoli: Villa Gregoriana, Villa D’Este, Villa Adriana e il Santuario di Ercole Vincitore. Vogliamo restituire ai turisti la percezione storico-artistica di questo paesaggio, prendendo in considerazione anche il drastico calo di visitatori a Tivoli: dai 318mila del 2000 si è passati ai 263mila nel 2008. Per questo noi puntiamo a migliorare i servizi grazie ad una gestione integrata in cui speriamo di riuscire a coinvolgere anche il Comune”.

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