Un antico serbatoio d’acqua restaurato e riconvertito da Archikubik a Barcellona | Architetto.info

Un antico serbatoio d’acqua restaurato e riconvertito da Archikubik a Barcellona

Dimenticato per oltre cent’anni, l’antico deposito del Rei Martì a Barcellona è stato restaurato e aperto alla città come sala polivalente, conservando l’impronta architettonica della sala ipostila interrata. Il progetto è dello studio Archikubik

© Simon Garcia/arqfoto.com
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L’antico serbatoio d’acqua detto del Rei Martì, situato a Barcellona nel prestigioso contesto della Torre Bellesguard (opera di Antoni Gaudì del 1900-1909), è un’architettura sotterranea datata fine XIX secolo, dimenticata e sepolta per oltre cent’anni sotto una foresta di pini. Scoperta casualmente una ventina di anni fa durante lavori di manutenzione del terreno in superficie, la struttura interrata si è rivelata un ambiente suggestivo di oltre 600 mq da preservare, valorizzare e aprire alla città. Il progetto di restauro e ampliamento (2014-2015), che ha convertito i locali dell’ex serbatoio di stoccaggio dell’acqua in uno spazio polivalente aperto al pubblico, porta la firma dello studio locale Archikubik, guidato da Marc Chalamanch, Miquel Lacasta e Carmen Santana. Il disegno di una nuova piazza pubblica di accesso all’antico deposito e la costruzione di un edificio aggiunto come corpo servizi, completano inoltre l’intervento di ristrutturazione.

L’ex deposito idrico scandito da archi, pilastri e volte è stato restaurato e valorizzato con un attento sistema di illuminazione e una scelta mirata di pavimenti e rivestimenti in legno © Simon Garcia/arqfoto.com

L’ex deposito idrico scandito da archi, pilastri e volte è stato restaurato e valorizzato con un attento sistema di illuminazione e una scelta mirata di pavimenti e rivestimenti in legno © Simon Garcia/arqfoto.com

Con l’intento di non alterare il carattere originale di questo luogo, gli architetti hanno saputo valorizzare l’impronta architettonica della sala ipostila interrata, senza cancellare i segni del tempo, l’identità materica e quella idrica. “La riappropriazione di questo luogo” afferma Archikubik “doveva avvenire senza l’apparizione di uno spazio nuovo”; la struttura originale scandita da una successione di archi, pilastri e volte che si ripete ogni 3,5 metri è infatti la vera protagonista del progetto. Un attento sistema di illuminazione a led è stato studiato per porre l’attenzione del visitatore sul materiale ceramico da costruzione con cui sono state realizzate le volte catalane, accompagnato da una scelta mirata di pavimenti e rivestimenti in legno che si integrano con la morfologia e le tonalità della struttura esistente.

Per le pareti è stato inoltre utilizzato un sistema chiamato Wood Flexbrick, composto da piastrelle in legno di pino termo-trattate (di dimensioni 25 x 10,6 x 2,2 cm) montate su un sottile telaio in acciaio che permette di comporre le facciate a piacimento. Disposte con una densità variabile, le piastrelle in legno aiutano l’assorbimento del suono ed evocano la stessa texture della ceramica creando un unicum spaziale contemporaneo.

L’antico si fonde con il nuovo attraverso la componente materica: un sistema di piastrelle lignee utilizzato per le pareti evoca la stessa texture delle volte senza prevaricare l’architettura storica © Simon Garcia/arqfoto.com

L’antico si fonde con il nuovo attraverso la componente materica: un sistema di piastrelle lignee utilizzato per le pareti evoca la stessa texture delle volte senza prevaricare l’architettura storica © Simon Garcia/arqfoto.com

La sistemazione urbanistica dell’accesso all’antico serbatoio ha portato alla creazione di una nuova piazza pubblica su tre livelli che diventa una sorta di hall all’aperto per l’edificio e uno spazio di visibilità e identità per l’intero quartiere. Questa piazza, realizzata grazie all’importante dislivello esistente tra la strada e l’edificio sotterraneo, funge da cerniera tra la città, l’ingresso al deposito, la Torre Bellesguard e il giardino che sorge sopra l’antica struttura. La Torre Bellesguard, costruita da Gaudì tra il 1900 e il 1909 sulle rovine dell’ultima fortezza quattrocentesca del Re Martì I d’Aragona, è il riferimento fondamentale di tutto l’intervento dal momento che il deposito era utilizzato in origine come fonte idrica per la torre. Alte pareti in cemento, la cui texture richiama un tavolato ligneo con doghe verticali, sono state infatti progettate per rafforzare il legame con la torre e il giardino di pini, quest’ultimo raggiungibile tramite un collegamento diretto che è stato per il momento predisposto in attesa di completare l’urbanizzazione.

Scheda del progetto
Progettisti: Archikubik (Marc Chalamanch, Miquel Lacasta, Carmen Santana) – Enllaç arquitectònic Arc-Roig
Ingegneria: Atres80
Strutture: Eskubi Turró Arquitectes
Acustica: David Casadevall
Localizzazione: Calle Bellesguard 14 , Barcelona
Realizzazione: 2014-2015
Superficie costruita: 966,05 mq
Programma funzionale: Ex serbatoio sotterraneo di stoccaggio dell’acqua convertito in uno spazio polivalente; ampliamento con un corpo servizi; sistemazione urbanistica dell’accesso alla struttura
Commitente: Ajuntament de Barcelona – Districte de Sarrià-Sant Gervasi
Budget: 1,091 milioni di euro
Struttura: Jab Encofrados
Facciata interna: Flexbrick
Pavimento: Antolin Serrano
Illuminazione esterna: Santa&Cole

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