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Un nuovo volto per il Municipio di Baeza, nel cuore dell’Andalusia

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A Baeza, cittadina spagnola riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità per avere saputo conservare le caratteristiche di centro rinascimentale, gli architetti di Viar Estudio hanno progettato il restyling e l’ampliamento del Municipio.

L’antico edifico risale al XVI secolo, nella sua lunga storia è stato anche adibito a prigione ed è decorato in stile plateresco, tendenza artistica fiorita in Spagna nel XV secolo e caratterizzata dai molti ornamenti, ispirata ai lavori di argenteria (in spagnolo plata) da cui prende il nome.

La galleria rinascimentale, attribuita alla scuola dell’architetto spagnolo Andrés de Vandelvira, e la scala imperiale sono stati i due elementi storico-artistici da preservare, mentre il resto del palazzo versava in cattive condizioni. Le pareti interne del municipio originale sono state conservate, in modo che i punti di unione tra vecchio e nuovo siano messi in evidenza.

L’ampliamento della struttura ha creato crea un nuovo cortile d’ingresso al lato dell’edificio originale. Sopra le porte vetrate il piano primo è stato ampliato con travi a sbalzo verso l’esterno che accolgono i visitatori.

La riflessione sulla condizione temporale dell’architettura è stata centrale nell’elaborazione del progetto. Secondo gli architetti di Viar Estudio, “l’architettura è un modo di essere nel tempo, un’evoluzione che dura, un cambiamento che ne rappresenta la sostanza stessa”. In questo senso, il nuovo design non è altro che un ulteriore strato di questo processo di continua trasformazione.

Il restyling è stato dunque ideato pensando alla qualità del cambiamento come sostanza del progetto e come parte del carattere dell’edificio nel tempo. La strategia è stata quella di ripulire le ‘aggiunte’ e di considerare l’edificio storico come un frammento incompiuto e “avvolgerlo” con nuova costruzione.

Il progetto si è quindi concretizzato in una struttura formata da tre parti: l’esistente, ossia l’edificio-frammento storico che contiene la parte rappresentativa e politica; il nuovo, ossia il contenitore di uffici e aree di servizio, e quello che gli architetti chiamato “il vuoto”, il nuovo spazio pubblico che si viene a creare con panchine a aree di sosta.

O.O.

 

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