Venezia: la Centrale Mazzoni torna alla luce | Architetto.info

Venezia: la Centrale Mazzoni torna alla luce

wpid-5567_venezia.jpg
image_pdf

La centrale termica della stazione Santa Lucia di Venezia, progettata e costruita dal 1933 al 1937 dall’architetto futurista Angiolo Mazzoni secondo i dettami del razionalismo, dopo polemiche, interruzioni e dibattiti sulla sua demolizione, è stata in fine recuperata. 
Il Mazzoni, architetto ingegnere del Ministero della Comunicazione, ha concretizzato la maggior parte delle stazioni ferroviarie italiane, realizzate prima e negli anni successivi il Secondo Conflitto Mondiale, diventando protagonista dell’Architettura del Novecento.

La Centrale Mazzoni – patrimonio culturale storico e architettonico – è stata trasformata in un edificio residenziale (composto da 30 pregevoli alloggi “chiavi in mano”, ovvero completamente arredati e allestiti con opere di arte contemporanea di giovani artisti italiani) e 6 uffici. 
Per l’occasione è stata allestita una mostra che illustra il percorso storico del progetto mazzoniano dal momento della nascita della Centrale fino al restauro attuale. Nella fase preparatoria del progetto i disegni originari di Angiolo Mazzoni sono stati in grado di evocare una sorta di mappa della sua Architettura. E allora, oltre al restauro filologico delle facciate, all’interno nel grande vuoto rimasto è stato costruito un edificio nell’edificio, con una struttura in acciaio e legno per essere leggero, perché questa è una delle prime regole costruttive di Venezia. Cinque piani per complessivi 4.000 mq coperti e 1.000 mq tra terrazze e giardini, con appartamenti dai 55 mq. ai 260 mq. il palazzo è in grado di soddisfare le più ampie esigenze abitative. In questo edificio razionalista c’è un androne in doppia altezza nell’ingresso, un muro con un bellissimo giardino privato con piante secolari, un cortile dove giocare e sostare, delle terrazze a più di venti metri di altezza da dove si vedono tutta la laguna, i tetti ed i campanili veneziani.

La scelta dei materiali e dei sistemi di climatizzazione si basa sui principi della bioarchitettura e le soluzioni adottate offrono grande comfort caratterizzato anche da un basso impatto in termini energetici. L’utilizzo di un impianto geotermico per la climatizzazione estiva ed invernale, di pannelli radianti a pavimento e di un depuratore d’acqua interno porta ad una riduzione dell’emissione dei gas serra ed ad un minor impatto acustico e visivo dei nuovi impianti. La struttura dell’edificio è realizzata in acciaio e legno con soffitto in travature a vista, le pavimentazioni in lastre di ceramica porcellanata in vari formati e listoni di legno rovere, mosaici di vetro per i rivestimenti delle sale da bagno, tutto nel tentativo di restituire qualità ad un complesso che è oggi patrimonio culturale storico e architettonico collettivo.

Copyright © - Riproduzione riservata
Venezia: la Centrale Mazzoni torna alla luce Architetto.info