Restauro in Italia: oltre la ricostruzione post-sisma, servono idee piu' ampie | Architetto.info

Restauro in Italia: oltre la ricostruzione post-sisma, servono idee piu’ ampie

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Il Salone del restauro di Ferrara (dal 26 al 29 marzo 2014) è stato negli anni un punto di incontro imperdibile per tanti operatori del settore, particolarmente per i restauratori, che ogni anno a fine marzo si sono dati appuntamento al salone ferrarese con incontri, confronti e a volte scontri.

Il salone e la città di Ferrara hanno vissuto da vicino il trauma del terremoto e i temi messi a fuoco l’anno scorso andavano nella direzione dell’intervento d’urgenza e della messa in sicurezza. Il programma di quest’anno promette di affrontare il tema della progettazione. Oggi è il tempo di pensare ai progetti, alle proposte e alla più che mai auspicabile prevenzione attraverso programmi di manutenzione.

A dire la verità, leggendo il programma, si ha l’impressione che in Italia non si faccia altro che restaurare, valorizzare, tutelare beni culturali e paesaggio; insomma, si è indotti ad immaginare di vivere in un paese ideale. Enti, associazioni, istituti, ordini professionali, tutti che si raccontano, che dibattono, che presentano.

È meraviglioso, non c’è dubbio, ma con la realtà si deve fare i conti. In Italia si rincorrono solo le urgenze, meglio dire si rincorrevano, perché da qualche tempo ormai anche quelle spesso si ignorano.

Qualche giorno fa, con un collega che ha terminato un importante lavoro di consolidamento, si guardavano le immagini registrate dal drone messo all’opera per verificare lo stato di degrado degli stucchi, quelli non ancora consolidati, sulle volte della chiesa dei Gesuiti a Venezia. Spettacolare la tecnologia, un po’ meno esaltante la verifica, infatti, gli stucchi risultano essere in pessime condizioni. I finanziamenti del Ministero hanno coperto solo una parte dell’intervento, il resto è lì, a rischio caduta.

Non arrendiamoci alla banalità, non sono i soldi a mancare, è la volontà di destinarli alla tutela e al restauro (pensiamo alla triste esperienza de l’Aquila), è la mancanza di un progetto complessivo, è la mancanza di idee, di più, è la mancanza di un’idea forte.

Centrato dunque il tema di quest’anno a Ferrara, il progetto, e l’augurio è che se ne parli con ampiezza di vedute, un progetto che non guardi solo al singolo intervento ma che sia una proposta concretamente innovativa sulla gestione e la tutela dei beni culturali, in un salone che, si spera, abbia l’ambizione di non essere solo salotto riservato ad una stretta cerchia di addetti del settore.

L’autore


Anna Scavezzon

Restauratore libero professionista nel settore beni culturali, ha gestito, diretto e progettato lavori di restauro in tutta Italia. Presidente di RiBac, associazione dedicata alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio storico artistico e a quanti lavorano in questo ambito, dal 2011 è ideatrice e curatrice di “Restauri aperti”, manifestazione del Salone europeo della Cultura. Promuove e organizza iniziative culturali a favore della tutela e del restauro.

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