La lista di controllo per una corretta posa del Sistema a Cappotto | Architetto.info

La lista di controllo per una corretta posa del Sistema a Cappotto

wpid-689_cortexa.jpg
image_pdf

Il primo argomento da affrontare per una corretta posa del Sistema a Cappotto è la valutazione dell’idoneità della superficie delle strutture

Il Manuale di posa Cortexa nasce per dare risposta alla necessità, sempre più diffusa di chiarezza sugli aspetti tecnici relativi all’applicazione del sistema a cappotto e, al tempo stesso, intende sottolineare e ampliare le regole applicative che sono alla base di una corretta posa al fine di ottenere una realizzazione a regola d’arte, duratura e un investimento redditizio. E’ possibile scaricare l’intero Manuale sul portale di Cortexa.

Di seguito prenderemo in analisi il primo argomento affrontato, ovvero la valutazione dell’idoneità della superficie delle strutture su cui si intende applicare il sistema di isolamento termico a cappotto, che siano esse di nuova costruzione sia che si tratti di una muratura esistente, per poi, sulla base di quanto emerge da questa prima analisi, preparare il supporto in maniera adeguata.

Il Consorzio Cortexa, in accordo con le norme europee, evidenzia come supporti adatti per l’applicazione di sistemi Etics le seguenti tipologie:

  • Calcestruzzo alveolare secondo la norma En 771-4;

  • mattoni pieni e forati secondo le norme En 711-1 e En-771-3;

  • mattoni e blocchi di calcestruzzo (pesanti e leggeri) secondo norma En-771-3;

  • calcestruzzo normale secondo la norma En-206-1;

  • pareti di calcestruzzo in casseri a perdere di legno cemento con o senza isolamento aggiuntivo integrato secondo la norma En 15498.

In presenza di questi supporti il posatore può partire dal presupposto che essi siano stati realizzati secondo le regole tecniche riconosciute, senza esimersi però, prima di iniziare la posa delle lastre isolanti, di accertarsi dell’effettivo stato e dell’idoneità del supporto.

Vediamo nel dettaglio i punti della lista di controllo da prendere in analisi per valutare l’idoneità della superficie mediante un sopralluogo preventivo:

  • Impurità: Prima di procedere all’applicazione è necessario analizzare attentamente se siano presenti sulla superficie impurità che possano compromettere la buona riuscita del lavoro. Verificare dunque che il supporto sia privo di crescite fungine, muschi o muffa, di sali, tracce di olii e sformanti, depositi carboniosi, polvere, alghe sporcizia di ogni tipo. Si effettua quindi una prova di sfregamento eseguita a campione su diversi punti della facciata, con il palmo della mano e/o con un panno scuro per determinare l’assenza di polveri, efflorescenze dannose o rivestimenti esistenti friabili. Il rischio di applicare un sistema a sappotto su una facciata che presenta delle impurità, parti friabili o decoese, è quello di andare incontro a distacchi. La superficie deve essere pulita, portante e asciutta.

  • Materiali della muratura: verificare la tipologia di materiali con cui è stata realizzata la muratura: pietra, mista (pietra e laterizi), laterizi, calcestruzzo prefabbricato o gettato in opera, blocchi di calcio-silicato, pannelli di legno secondo la norma applicabile, pannelli in fibrocemento).

  • Muratura mista: pietra/laterizi, calcestruzzo/laterizio, calcio-silicato/laterizio/
    calcestruzzo. Verificare la tipologia di materiali con cui è stata realizzata la muratura per definire un eventuale trattamento superficiale con idoneo primer.

  • Fughe aperte: ovvero giunti tra i blocchi non correttamente sigillati; la posa del sistema Etics può essere iniziata quando tutte le fughe e le cavità del supporto sono state accuratamente colmate.

  • Gravi irregolarità: devono essere opportunamente ricolmate o rimosse fino ad ottenere una superficie complanare.

  • Pareti portanti: è importante sapere se la muratura di supporto del sistema Etics è una parete portante o di tamponamento. Le pareti portanti sono strutture verticali fondamentali per la stabilità dell’edificio soggette a carico e a possibili assestamenti. Eventuali giunti devono essere rispettati.

  • Pareti non portanti: pareti con funzione di chiusura verticale opaca non soggette a carico e tensione portante.

  • Pareti con pittura: pareti intonacate e rifinite con un rivestimento riportato a film sottile (pittura) o a spessore (tonachino).

  • Pareti senza pittura: pareti senza intonaco o intonacate.

  • Buchi: lacune più o meno importanti della continuità superficiale delle pareti devono essere riparate, riempite e livellate prima della posa degli isolanti.

  • Superficie friabile o sfarinate: superfici che presentano una polverosità superficiale dovuta alla mancanza di coesione dei componenti, alla composizione non ottimale, a una errata applicazione, al degrado del legante utilizzato. Tali superfici dovranno essere trattate con idonei provvedimenti.

  • Mancanza di aderenza tra strati di intonaco e pittura: presenza di distacchi, sfogliamenti, subflorescenze, rigonfiamenti causati dalla scarsa incompatibilità chimica, fisica o meccanica dei componenti degli strati. Prima di procedere alla realizzazione del sistema Etics occorre realizzare un supporto stabile e/o valutare la necessità di un fissaggio meccanico del Sistema.

  • Pareti non a piombo: pareti che presentano una mancanza di linearità verticale. Questo difetto dovrà essere attentamente valutato: se la parete è sporgente rispetto alle protezioni dalle intemperie, si dovranno applicare prodotti di finitura altamente idrorepellenti e più resistenti alle crescite fungine. Queste superfici dovranno essere ispezionate a cadenza regolare per verificare l’integrità dello strato di finitura atto a garantire la resistenza del sistema agli agenti atmosferici, agli inquinanti, e la resistenza ai cicli di gelo-disgelo.

  • Verifica della temperatura del supporto: in base all’esposizione, irraggiamento o giacitura della parete, verifica della temperatura prima e durante la posa.

Durante l’analisi del supporto è fondamentale individuare anche la presenza di eventuali lesioni valutandone l’origine e l’eventuale presenza di umidità ricercandone le cause. Le lesioni possono essere:

  • Lesioni di assestamento: lesioni che si manifestano durante l’assestamento delle strutture sul terreno oppure per il diverso carico a cui sono sottoposte

  • Lesioni dinamiche: lesioni causate dal differente comportamento termico di materiali eterogenei.

  • Lesioni strutturali di vecchi edifici: lesioni causate da assestamenti a seguito di ristrutturazioni dell’edificio, all’aggiunta di materiali incompatibili, a vibrazioni, ad assestamenti di nuovi componenti inseriti nella struttura.

Per quanto riguarda l’umidità, la casistica prevede:

  • Risalita di umidità dal terreno: non applicare sistemi a lastre nella porzione di parete interessata dal fenomeno.

  • Umidità delle pareti dovuta a lesioni: riparare le lesioni e attendere l’essiccazione del supporto.

  • Giunti e raccordi non a tenuta: provvedere alla sigillatura.

  • Copertura mancante: applicare protezioni sulla sommità di edifici o parti di edificio su cui si applicherà il sistema a Cappotto. Attendere l’essiccazione del supporto.

L’analisi delle condizioni dell’edificio continuerà poi con la valutazione della resistenza e la capacità di sopportazione dei carichi da parte del supporto, la resistenza allo strappo e l’analisi delle varie tipologie di raccordi e degli elementi sporgenti previsti dal progetto, dettagli che saranno approfonditi in una successiva trattazione.

Per ulteriori approfondimenti scaricate il manuale dal portale Cortexa.

Copyright © - Riproduzione riservata
La lista di controllo per una corretta posa del Sistema a Cappotto Architetto.info