Studi professionali esclusi dalle nuove risorse per la cassa in deroga | Architetto.info

Studi professionali esclusi dalle nuove risorse per la cassa in deroga

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“E’ l’ennesima discriminazione verso una categoria economica che, come tutte le altre, ha subito pesantemente la crisi economica e le tensioni del mercato del lavoro”: così Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, ha commentato la recente esclusione degli studi professionali dalle categorie che potranno accedere agli ammortizzatori sociali in deroga per il 2014.

Stella fa riferimento al decreto ministeriale firmato lo scorso 1 agosto, all’interno del quale il ministero del Lavoro mette sul piatto 1 miliardo e 720 milioni per gli ammortizzatori sociali in deroga, 320 milioni in più rispetto all’ammontare previsto nella legge di stabilità 2014, e dove tuttavia non c’è traccia degli studi professionali.

“Nonostante l’incremento delle risorse rispetto allo scorso anno, l’esclusione degli studi professionali dipende ufficialmente dalla mancanza di fondi” aggiunge Stella. “Anche se, dati alla mano, le risorse utilizzate dai professionisti nel 2013 sono state solo l’1”.

Secondo un’analisi effettuata da Confprofessioni su 18 categorie professionali, nel 2013 sono state autorizzate 2,5 milioni di ore per un numero complessivo di 8 mila lavoratori che hanno usufruito della Cig in deroga. La nuova disposizione incrementa il finanziamento di Cassa integrazione e mobilità in deroga di 678 milioni di euro per l’anno 2014, portando le risorse complessivamente disponibili (al netto di 8 milioni che andranno a finanziare la chiusura 2013 delle prestazioni cofinanziate dalla bilateralità in caso di sospensione dell’attività lavorativa) ad 1 miliardo e 720 milioni, 320 milioni in più rispetto ai 1.400 milioni stanziati nella legge di stabilità.

La copertura dei 678 milioni è garantita”, spiega Confprofessioni, “essenzialmente da risorse non utilizzate riferite a leggi esistenti (bonus Letta, contratti di produttività) e da risorse derivanti dal cosiddetto Fondo dello 0,30%, per la maggior parte nella disponibilità del ministero del Lavoro e del ministero dell’Economia e per 92,4 milioni nella disponibilità dei fondi interprofessionali per la formazione continua”.

“Su questo fronte”, continua la confederazione, “il decreto sugli ammortizzatori apre uno scenario inedito che rischia di avere pesanti ripercussioni nel comparto degli studi professionali e nelle politiche attive del lavoro”. Emerge infatti l’ipotesi che le risorse necessarie per rifinanziare gli ammortizzatori sociali per il 2014 vengano sottratte anche da quelle destinate alla formazione dei dipendenti degli studi professionali, esclusi però dalla Cig in deroga.

“Nel luglio 2013 Fondoprofessioni”, prosegue la confederazione, “ha subito un prelievo pari a oltre il 30% delle risorse complessive dei fondi interprofessionali, che sono stati dirottati sulla cassa integrazione in deroga”.

“È ancor più scandaloso che il governo escluda gli studi professionali dalla Cig in deroga e poi dreni risorse dal Fondo per la formazione dei dipendenti degli studi” ha affermato Stella. “Con l’esclusione dei professionisti salteranno gli accordi che Confprofessioni sta sottoscrivendo per coprire quella parte di stipendio non coperta dalla Cig”.

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