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Tech + freak = luxury

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Ci chiediamo il motivo per cui la dimensione del lusso sia quasi sempre associata a un gusto conservatore e comunque retrospettivo. Determinati stilemi provenienti dal passato hanno sì espresso dei forti poteri d’acquisto, ma essi erano parte di un preciso codice epocale e, per questo, al passo con quei tempi di cui sono stati la rappresentazione.

La classe dei nuovi ricchi dislocati nelle zone più strategiche del mondo si sta appropriando delle icone dei ricchi del passato, caratterizzate da sfarzo e ridondanza. Ma non in tutto. Dove c’è la tecnologia, gli stili sono proiettati verso l’innovazione. Mentre un abito da sera o una villa si rifanno a linguaggi consolidati dalla tradizione, l’esclusività dei mezzi di trasporto privato passa attraverso nuove applicazioni tecnologiche e attraverso linguaggi di matrice futurista.

Gli yacht della nuova generazione rispondono sempre alla necessità di affermare uno status, ma in termini completamente rinnovati. Nel luxury, lo yacht design è l’unica vera materia dell’invenzione. Il fatto di includere quanto di più innovativo possa già esistere in vari settori (pannelli solari, fibra di carbonio, vernici epossidiche, tecnotessuti, ecc.) porta alla definizione di nuovi modi di abitare il mare. Le imbarcazioni sono sempre più estroverse, gli interni perdono l’antico assetto punitivo e claustrofobico e i comfort sono paragonabili in tutto e per tutto alle abitazioni ultra-chic sulla terraferma.

L’esibizionismo economico e sociale si sposta sull’evoluzione tecnologica e tipologica. Il progetto di design risponde a domande di consumo sempre più complesse e multidisciplinari, ma dirette alla creazione di techno-mostri visti, finora, solo nei film di fantascienza.

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