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Un calcio-balilla in “quota rosa”

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Oggetto socializzante per eccellenza, il calcio balilla non ha mai smesso di far parte dell’arredo di molte generazioni di bar e sale giochi. Se il boom del videogame domestico e la modernizzazione dell’intrattenimento per i ragazzi hanno probabilmente creato calo di interesse nello scorso decennio, il “calcio da tavolo” – detto anche biliardino o calcetto – è tornato in auge nelle ultimissime stagioni sulla scia della diffusa “febbre vintage”: artigiani autonomi e nuove case produttrici, infatti, hanno rimesso in produzione modelli talvolta ipermoderni, altre volte copie fedeli degli originali.

I più appassionati lo sanno, ma fa sempre bene ricordarlo: il calcio balilla non è un gioco italiano. La sua ideazione risale ai tempi della Guerra Civile Spagnola (1936-1939): pare che il poeta Alejandro Finisterre fosse rimasto colpito dalle molte ferite in guerra riportate dai bambini, che non potevano più giocare a calcio, e per questa ragione grazie all’aiuto di un amico carpentiere avesse ideato un adattamento del tennis da tavolo con sponde alte di legno ai bordi e pezzi grezzi di legno al posto degli attuali giocatori.

In Italia già a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si diffonde il culto del biliardino, utilizzato per la riabilitazione dei reduci di guerra (da qui il nome “calcio-balilla”).

È dovuta tuttavia al francese Marcel Zosso la genesi industriale del prodotto: nel 1947 Zosso mette in produzione una serie di biliardini simili a quelli che attualmente utilizziamo. Il successo immediato lo convince ad esportare in Italia il gioco, dove avrà un successo enorme. È la famiglia Garlando di Milano, tuttavia, che diventerà il più importante produttore nazionale, e uno dei leader mondiali (anche negli Usa, dove il successo sarà tardivo ma ugualmente importante).

E mentre i Garlando producono versioni personalizzate e riproduzioni fedeli dei più classici modelli, c’è chi si è inventato bizzarra rivisitazione, omaggio alla disciplina del calcio femminile, in continua espansione. Prodotta dalla compagnia spagnola Rs Barcelona, “Ella” è una colorata reinterpretazione del calcio balilla in “quota rosa”: il numero di giocatori è lo stesso (“complete equality” è il motto della compagnia), e la struttura portante è identica se non per il vivo color magenta; a cambiare è la forma dei players, dal potenziale offensivo identico a quello maschile ma con qualche curva in più.

Ella, che viene presentato alla prossima Design Week di Milano, offre inoltre la possibilità di smontare le giocatrici e mescolarle con la loro controparte maschile, per ottenere partite miste.

V.R.

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