Una matrice per 1000 case passive ad Haiti | Architetto.info

Una matrice per 1000 case passive ad Haiti

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Soprannominata “la perla delle West Indies”, Haiti è stata per lungo tempo il paese più visitato delle Grandi Antille. Devastata nel 2010 da un terremoto di magnitudo 7,0 sulla scala Richter, il paese deve ora essere ricostruito sulla base dei nuovi concetti di architettura e urbanistica.

Il progetto Coral Reef disegnato da Vincent Callebaut Architects prevede di costruire un villaggio di autosufficienza energetica per il rialloggiamento dei rifugiati di tale catastrofe umanitaria, basato su un’unica matrice dimensionale che, nella pratica, si trasformerebbe in moduli standardizzati e prefabbricati. Questo modulo di base è composto semplicemente da due case passive (con una struttura metallica e le facciate di legno tropicale) compinate in duplex sulla base di una circolazione trasversale che collega tutte le unità.

Ispirato alle forme fluide e organiche della barriera corallina, il progetto complessivo si presenta come una grande struttura vivente fatta di due onde dedicate a ospitare più di mille famiglie haitiane. Queste due onde abitabili stanno su un molo artificiale costruito su palafitte sismiche nel Mare dei Caraibi. In curve concave e convesse, i moduli abitativi sono allineati e impilati come un grande origami: tra le due onde si crea un canyon con terrazze, giardini e orti. In realtà, lo sfalsamento dei moduli base permette di sovrapporre le case passive a sbalzo e di moltiplicare gli assi in un numero infinito di punti di vista. Il tetto di ogni modulo diventa un orto biologico sospeso consentendo a ogni famiglia di coltivare il proprio cibo e di riciclare i rifiuti.

Questo canyon è un vero ecosistema tropicale per la fauna e la flora locale. Ma oltre alla biodiversità urbana, è anche l’asse centrale della vita comunitaria del futuristico villaggio. Tra le onde di queste abitazioni ecologiche, le linee sinuose del basamento antisismico (che assorbe le vibrazioni in caso di terremoto) integrano le funzioni pubbliche della vita sociale.

Il Master Plan può evolversi ed estendersi secondo il principio del «plug-in». Il quadro urbano di questo villaggio ecologico rimane così indeterminato, flessibile e si sviluppa continuamente a seconda del tempo e dello spazio. Nuovi moduli di estensione, anche prefabbricati e trasportati via cargo possono essere aggiunti come parte di un meccano gigante progettato per corrispondere alle esigenze degli abitanti partendo da una semplice matrice di base.

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