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Una nuova figura di eclettico

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L’opera di Odoardo Fioravanti – cronologicamente parziale, visto che appartiene alla generazione del design “giovane” – è protagonista di una mostra attualmente in corso alla Triennale di Milano (fino al 24 ottobre). Prendiamo spunto da quell’iniziativa per mettere a fuoco l’identità progettuale di un progettista che ha già messo a repertorio dei prodotti altamente significativi.

A questo proposito possiamo ribadire un concetto: oggi i designer si possono dividere in due categorie, cioè quelli che tendono a inventarsi dei cliché nell’ansia di essere riconosciuti e quelli che affrontano con consapevolezza i vari temi che, di volta in volta, hanno di fronte. Odo appartiene a questo secondo gruppo. Anzi, possiamo attribuirgli il titolo di “eclettico”, ma nel senso originario del termine. Infatti gli si può riconoscere la capacità di sviluppare delle riflessioni efficacissime in base alla singola tipologia di prodotto, al di là dei cliché formali e delle tendenze del momento. E difatti il quid d’innovazione per ogni prodotto è sempre ben calibrato ed evidente.

Il suo essere “industrious” (questo è l’appellativo-chiave del titolo della mostra) sta nel fatto di arrivare al centro del problema senza dispersioni di energia. Ce ne dà la prova “live” proprio lì in Triennale: in alcune date prefissate sarà nel Creative Set, dove ha allestito un micro-studio, a lavorare.

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