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Una quotidianità dinamica

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Nel 2010 Paolo Ulian è stato protagonista di numerose mostre. Dopo tanto instancabile lavoro e dopo tanto successo, a freddo, ci fa piacere fare il punto sul profilo di un designer che non si è mai assoggettato, a priori, alle regole della tiratura e delle forme autoreferenziali.

A monte di tutto, nel lavoro del toscano Paolo, troviamo delle attentissime analisi dei comportamenti che si dispiegano nell’ambiente domestico. La sua ricerca è un continuo scandagliare i gesti che compiamo nelle pieghe della vita “normale”. Le sue risposte progettuali non banalizzano nulla. Anzi, ogni “oggetto” (corrispondente a un’azione) diventa una piccola storia e genera un’esperienza densa.

È solo a quel punto che i concept di Ulian possono confrontarsi con un’utenza allargata e, per questo, inserirsi nella logica della larga serie industriale. Dal ditale-biscotto da intingere nella Nutella, fino al lavabo monolitico apri-e-chiudi, i suoi lavori, pur privi di una cifra stilistica che li lega, trasudano una visione della realtà assai dinamica, trasformabile, di fronte alla quale la persona gioca un ruolo attivo. In questo senso, non è solo il designer a effettuare una prima interpretazione, ma anche l’utente, che rende ciascun esemplare-prodotto diverso da tutti gli altri.

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