Adattarsi al cambiamento climatico: il caso del waterfront di Lisbona | Architetto.info

Adattarsi al cambiamento climatico: il caso del waterfront di Lisbona

Per il waterfront dell'area orientale di Lisbona è stata sviluppata una particolare strategia di adattamento al cambiamento climatico. Che oggi è al centro di un lavoro di pianificazione urbanistica premiato da Assurb

lisbona
image_pdf

È stato recentemente assegnato il premio per tesi di laurea “Planning the History” indetto dall’ASSURB (Associazione nazionale degli urbanisti e dei pianificatori territoriali ed ambientali). A vincerlo è Guglielmo Ricciardi, con la tesi “Qual’è il waterfront possibile? L’area orientale di Lisbona al tempo dei cambiamenti climatici”, nella quale viene sviluppata una strategia d’adattamento ai cambiamenti climatici per il futuro dell’area orientale della capitale lusitana. Di seguito pubblichiamo un contributo di Ricciardi che riassume i punti principali del suo lavoro.

Scenari futuri per l’adattamento ai cambiamenti climatici in aree urbane

La gestione delle città sotto il profilo urbanistico e ambientale insieme alle politiche urbane e territoriali degli ultimi decenni non hanno contribuito a migliorare il rapporto fra clima e città, a dimostrarlo oggi sono le città e le numerose attività antropiche, considerate i principali fattori determinanti dei cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici possono indurre problematiche all’interno delle città, come le ondate di calore, le inondazioni che tenderanno a manifestarsi con maggiore frequenza. Gli impatti potrebbero essere estremi, le inondazioni possono danneggiare e distruggere le abitazioni, le attività economiche, le infrastrutture e i servizi vitali potrebbero andare perduti. Le ondate di calore possono compromettere sia la salute dei cittadini che il benessere pubblico, riducendo produttività e funzionalità delle infrastrutture.

Le città nella loro totalità e complessità rappresentano, non solo il problema ma anche la soluzione, in tal senso, la pianificazione può essere la disciplina in grado di accogliere la sfida e gestire le trasformazioni territoriali in atto, in modo da prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici e adattare le aree urbane agli effetti di questi ultimi (Bussadori, 2013).

Le aree urbane sono le porzioni del Pianeta dove si potrebbero pagare gli effetti del riscaldamento globale e per queste ragioni appare urgente una specifica attenzione alle strategie di adattamento (UE; 2009). L’adattamento ai cambiamenti climatici presuppone infatti una visione capace di tenere assieme le diverse scelte di governo dentro un processo di analisi e sviluppo di scenari, da introdurre nella pianificazione territoriale per cambiare e riformulare gli usi dello spazio nelle città (Betsill e Bulkeley, 2003; Biesbroek, Swart e Van der Knaap, 2009; Owens, 1992).

E’ da questi presupposti che è stata sviluppata una strategia d’adattamento ai cambiamenti climatici per il waterfront dell’area orientale della città di Lisbona, che si presenta come hot spot significativo per lo studio dei diversi impatti del cambiamento climatico e delle possibili azioni di programmazione a livello locale.

Gli studi sviluppati dal Climate Change Impacts Adaptation and Modelling di Lisbona con il downscaling delle previsioni eseguite dall’IPCC nel V report sul cambiamento climatico, indicano che nel corso del XXI secolo gli effetti del cambiamento climatico produrranno una variazione significativa del livello medio del mare che si ripercuoterà non solo nelle aree costiere marittime ma anche negli ambienti di transizione come gli estuari, tra cui quello del Tago, caratterizzato dall’influenza delle dinamiche oceaniche e fluviali. La trasposizione degli effetti sulle singole componenti che influenzano il livello d’acqua dell’estuario, ha determinato due grandi scenari, che definiscono un range della possibile oscillazione del livello dell’acqua nell’estuario compreso fra i +3,65 m. s.l.m. e il +4,65 m. s.l.m. per il 2100. Per consentire l’adozione di strategie e politiche urbane sono stati sviluppati degli scenari intermedi per il 2025, 2050 e il 2075.

Le elaborazioni prodotte stanno alla base del processo d’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano, in grado di cogliere non solo gli impatti di quest’ultimo ma anche i valori e le criticità dell’area oggetto di studio.

La fascia fluviale dell’area occidentale di Lisbona (ad oggi caratterizzata dalla presenza di tre terminal commerciali e numerose aree dismesse, prodotto di un processo di de-industrializzazione che ha interessato la città negli anni 90’) sarà una delle aree soggette agli impatti dei livelli futuri dell’estuario sul versante fluviale, mentre l’area retrostante sarà interessata dai fenomeni d’inondazione urbana dovuti ad eventi di precipitazione intensa. Il possibile innalzamento del livello dell’estuario affiancato alle potenzialità e alle criticità dell’area, hanno definito l’analisi del rischio. Tale analisi ha condotto alla definizione degli ambiti prioritari d’intervento, coincidenti con i terminal del porto e con alcune aree dismesse, insieme ad altre funzioni urbane attive.

1-1

In seguito alla definizione degli ambiti prioritari, il processo di pianificazione urbana proposto cerca di innovare le consuete pratiche adottate per la mitigazione del rischio, attraverso l’utilizzo degli scenari come strumento in grado di progettare la città nell’incertezza insita nelle previsioni future sui cambiamenti climatici. Ciascuno scenario di progetto ha rappresentato il “cosa succederebbe se?”, imponendo di riflettere sulle politiche di adattamento, sulla eventuale ri naturalizzare dell’area oppure sulla proposta di alcuni disegni urbani per la protezione dall’innalzamento del livello dell’estuario, con le aree dismesse che fungono da aree di espansione naturale in caso di eventi estremi di precipitazione.

All’interno della fase di sviluppo degli scenari è stata effettuata parallelamente la valutazione economica tramite il modello costi – benefici, che ha permesso di rimodulare alcune proposte presenti negli scenari in modo da ottimizzarne i costi. Il modello valutativo ha confermato ciò che viene affermato nella maggior parte delle valutazioni economiche del cambiamento climatico, ovvero che intervenire con politiche urbane di adattamento e ridisegno del tessuto urbano risulta maggiormente vantaggioso rispetto alla mancata adozione di politiche di adattamento.

2
Il processo di pianificazione per l’adattamento ai cambiamenti climatici è uno strumento innovativo per l’adozione di politiche e progetti urbani per far fronte agli impatti futuri del cambiamento climatico, in quanto l’intero processo di redazione del piano consente di costruire una base conoscitiva solida ed un supporto alle decisioni da adottare in futuro in materia di adattamento, così da prevenire con largo anticipo sia gli eventi estremi (prodotto delle alterazioni climatiche), sia i cambiamenti su una scala temporale maggiormente ampia, elevando il livello di sicurezza della popolazione residente, limitando i danni che possono subire le attività economiche e le infrastrutture. Le prospettive future di applicazione dovranno integrare un sistema di indicatori che permetta il monitoraggio dei cambiamenti climatici in modo da rimodulare per tempo le politiche da adottare in ambito urbano.

La strategia d’adattamento ai cambiamenti climatici proposta all’interno del lavoro di tesi magistrale è stata oggetto di due riconoscimenti nel corso del 2016, il primo dalla Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Società di Studi Geografici ed Università Ca’Foscari di Venezia, denominato “Geografie del Rischio e della Vulnerabilità” in memoria del Prof. Gabriele Zanetto, mentre il secondo riconoscimento è stato indetto dall’ASSURB (Associazione nazionale degli urbanisti e dei Pianificatori Territoriali) sul tema di “Pianificare la storia”. Quest’ultimo riconoscimento si è basato sulla capacità analitica di ricostruire la struttura morfologica urbana del contesto di studio, per utilizzarla come “infrastruttura” per le politiche urbane d’adattamento ai cambiamenti climatici.

Leggi anche: Approvato il protocollo Itaca a Scala Urbana

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Adattarsi al cambiamento climatico: il caso del waterfront di Lisbona Architetto.info