Brasilia: l’utopia della città brasiliana negli scatti di Joana Franca | Architetto.info

Brasilia: l’utopia della città brasiliana negli scatti di Joana Franca

Vista dall’alto Brasilia mostra la vera essenza architettonica, infrastrutturale e paesaggistica di una metropoli funzionalista progettata dai grandi architetti brasiliani Lucio Costa e Oscar Niemeyer: il progetto video-fotografico di Joana França

© Joana França
© Joana França
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Costruita nel XX secolo secondo il mito della città perfetta profondamente pianificata in tutta la sua grandezza, Brasilia è una delle capitali mondiali più recenti, edificata tra il 1956 e il 1960 sulla base dei principi del Movimento Moderno. Il suo piano urbanistico è il risultato di un progetto utopico divenuto realtà, molto criticato per i suoi limiti ma che a distanza di oltre 50 anni dalla sua realizzazione è in grado di trasmettere ancora il fascino di una metropoli moderna, come dimostrano i lavori video-fotografici di Joana França, fotografa brasiliana che ha dedicato una parte significativa della propria carriera a ritrarre Brasilia dall’alto, attraverso viste aeree molto suggestive e insolite che mostrano la vera essenza architettonica, infrastrutturale e paesaggistica di una città funzionalista progettata dai grandi architetti brasiliani Lucio Costa e Oscar Niemeyer. Mentre Lucio Costa fu responsabile del piano urbanistico (Piano Pilota), Niemeyer fu il progettista della maggior parte degli edifici pubblici (e non solo), così come l’architetto paesaggista Roberto Burle Marx fu incaricato di curare l’ampia quota di spazi verdi, giardini, boschi e specchi d’acqua che contraddistinguono il panorama di Brasilia.

Video. Brasilia, città per l’automobile © Joana França

Le fotografie di Joana França rimandano proprio al significato fondativo della città, caratterizzata da un gioco di quattro scale urbane come lo stesso Lucio Costa afferma. Vi è prima di tutto la scala monumentale dei grandi edifici governativi in cui l’uomo acquisisce una dimensione politica, poi la scala residenziale della quotidianità, infine la scala aggregativa dedicata al ruolo sociale dell’uomo e in ultimo la scala bucolica che permette di godere del paesaggio verde lacustre. Tratto dalle teorie urbanistiche di Le Corbusier, il piano per Brasilia è frutto di un pensiero assolutamente funzionalista in cui i quartieri sono ripartiti a priori in base alle funzioni; qui le scuole, là gli ospedali o i centri commerciali, più lontano le residenze e così via, tutto totalmente pianificato sulla carta senza lasciare spazio ad una crescita graduale ed evolutiva.

Video. Brasilia, le unità residenziali a blocchi denominate Superquadra © Joana França

Del resto Brasilia è considerata una città per l’automobile (è stata costruita negli anni in cui il petrolio era abbondante e poco costoso), fatta di infrastrutture imponenti indispensabili per lo spostamento dei cittadini. “Volare sopra Brasilia”, afferma Joana França, “trasmette la sensazione di una città per le automobili, ma al contempo, quando non vi sono le auto, sembra un po’ una città fantasma”. La città manca in effetti di una scala umana che permetta di accorciare la distanza tra gli abitanti e la struttura possente della città; le persone sono figure quasi invisibili in un paesaggio artificiale immenso, indubbiamente molto suggestivo. Costruita in mezzo al nulla su una terra molto arida, l’attuale capitale del Brasile ruota attorno ad un lago realizzato per rendere l’ambiente abitabile, e presenta un assetto planimetrico a forma di aeroplano attraversato da un asse principale, quello monumentale in direzione est-ovest, da cui si dispiegano due ali residenziali verso nord-sud.

Video. Brasilia, il campus dell’università progettato da Lucio Costa e Oscar Niemeyer © Joana França

Grande rispetto è riservato alla politica che occupa il cuore della città lungo una striscia urbana costellata dalle architetture senza tempo di Oscar Niemeyer, realizzate in cemento armato e modellate a creare curve e movimenti unici. Si possono osservare edifici come il Congresso Nazionale (sede del potere legislativo del Brasile) con le sue due cupole, una convessa e una concava, e la coppia di torri verticali; il Palácio do Planalto (sede ufficiale del Presidente della Repubblica) contraddistinto da una sequenza di pilastri esterni iconici, il Palácio Itamaraty (Ministero degli Affari Esteri brasiliano) circondato dall’acqua e da una serie di archi che ricordano la Sede della Mondadori a Segrate (Milano) firmata sempre Oscar Niemeyer; la Cattedrale di Brasilia con la sua struttura iperboloide formata da nervature in cemento protese verso il cielo; e infine la cupola candida del Museo Nazionale del Brasile.

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