Progettazione urbana: Flânerie si aggiudica la riqualificazione del Centro Piacentiniano di Bergamo | Architetto.info

Progettazione urbana: Flânerie si aggiudica la riqualificazione del Centro Piacentiniano di Bergamo

Al Concorso europeo di progettazione urbana vince il progetto bergamasco Flânerie, del gruppo guidato da Luigino Pirola, che per il Centro piacentiniano suggerisce interventi minimali ed enfatizza il ruolo del verde

© Pirola (capogruppo)
© Pirola (capogruppo)
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La proclamazione della vittoria di Flânerie, sviluppata dal gruppo bergamasco guidato da Luigino Pirola (che è anche presidente nazionale dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio) e composto da Maria Claudia Peretti, Simone Zenoni, Carlo Peretti, Gianluca Gelmini e Elena Franchioni, ha chiuso i lavori del Concorso Europeo di progettazione urbana i cui risultati nei prossimi tempi inizieranno il lavoro di riqualificazione del centro di Bergamo Bassa.

La commissione giudicatrice, guidata da Fulvio Irace e composta dai rappresentati degli ordini degli architetti (il catalano Enric Massip-Bosch) e degli ingegneri della provincia di Bergamo (Paola Morganti), del Distretto Urbano del Commercio (Fulvio Adobati) e del Comune di Bergamo (Dario Mazza), ha concluso il 25 gennaio l’ultima tre giorni di lavori a porte chiuse e l’1 febbraio ha aperto le buste che hanno permesso di dare un nome alle proposte valutate. La proposta vincitrice è stata la migliore per lo sviluppo di una “strategia di valorizzazione del Centro Piacentiniano per interventi minimali, incentrati soprattutto sulla riprogettazione delle pavimentazioni e sul ruolo protagonista del verde come nuovo connettivo” e per la sua capacità di sottolineare “che il successo del piano è legato anche all’incisività della sua gestione da parte dell’attore pubblico e dei blocchi sociali: a tale fine predispone uno strumento d’indirizzo delle trasformazioni misurato, flessibile e concretamente attento alla materialità della scena costruita”.

Secondo classificato è stato il progetto del gruppo costituito da Matteo Battistini (capogruppo), Francesco Ceccarelli, Davide Agostini, Stefania Proli e Federico Conti, apprezzata perché si carica della “volontà di trattare in modo unitario l’ambito di progetto, e contiene elementi di sfida interessanti per la rivitalizzazione urbana”.

Mentre la partecipazione del quinto finalista previsto dal bando, composto da Andreas Faoro e Francesca Rizzetto, è stata invalidata per la mancanza dei requisiti necessari all’ammissione alla valutazione, il terzo e il quarto posto sono stati invece occupati dai nomi più rilevanti a scala nazionale arrivati alla fase finale di una competizione che alla fine della prima aveva ammesso 22 proposte di masterplan (tra cui quelle di Ines Lobo, Corvino e Multari e dello studio DE8): LABICS (capogruppo) con João Antonio Ribeiro Ferreira Nunes (PROAP), Alfredo Ingeletti (3TI spa), Nicolò Savarese, Maria Iva Sacchetti e Vincenzo Latina (capogruppo) con Salvatore Mancuso, Francesco Lutri, Maria Rosa Trovato, Tiziana Calvo e Roberto Germanò.

Obiettivo del concorso promosso dal Comune di Bergamo e lanciato a inizio maggio 2016 era la riaffermazione del ruolo del sistema piacentiniano come cuore del centro cittadino attraverso la valorizzazione degli spazi e delle piazze pubbliche e il riutilizzi di immobili dismessi o di prossima dismissione.

Le parole con cui Fulvio Irace commenta i lavori e i risultati del bando proiettano i termini della questione in avanti nel tempo, focalizzando l’attenzione su quella che sarà la principale problematica da risolvere per avviare un processo di successo, ossia una governance “il più allargata possibile, che necessita cioè di coinvolgere istituzioni, privati e opinione pubblica in una significativa sinergia. La città si cambia con l’architettura quando questa a sua volta innesca nuovi comportamenti”.

L’incarico ai vincitori della progettazione del primo lotto di lavori, già finanziato, dovrebbe essere prossimo e seguito dall’intervento su piazza Dante e sul sistema del Quadriportico. Il concorso prevedeva premi in denaro: 30.000 euro per il vincitore e 15.000 euro per ciascuno dei finalisti.

In un paese che, guardando ai bilanci dei concorsi banditi, seppur in crescita rimane costantemente al di sotto degli standard numerici europei, la conclusione del Concorso per il Centro Piacentiniano di Bergamo è sicuramente una buona notizia.

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