Concorso su Piazza Castello a Milano: il progetto vincitore e le reazioni | Architetto.info

Concorso su Piazza Castello a Milano: il progetto vincitore e le reazioni

La proposta che ha vinto il bando internazionale indetto dal Comune: semplificazione degli elementi di arredo, economia dei materiali, valorizzazione del paesaggio e dell’impianto storico del centro città

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Il Concorso Internazionale di Progettazione bandito dall’Amministrazione comunale di Milano per la sistemazione dell’area di piazza Castello, via Beltrami e Largo Cairoli, un’area strategica che collega la fortezza edificata nel XV secolo con il cuore della città attraverso un asse pedonalizzato che arriva fino a piazza del Duomo e a piazza San Babila, mentre alle spalle del Castello si sviluppa il Parco Sempione con l’edificio della Triennale di Muzio fino all’Arco della Pace e alla grande arteria di corso Sempione.

La proposta vincitrice del concorso è quella presentata da un team di singoli professionisti appartenenti a distinti studi professionali (Emanuele Genuizzi, Vincenzo Strambio, Giovanni Banal, Enrico Ragazzo con Andrea Carloni e Roberto Taddei consulenti), riuniti in associazione temporanea. La proposta si è imposta su 60 partecipanti e dieci finalisti e riceverà un premio di 25 mila euro. Al secondo classificato, progetto con capogruppo Patrizia Brivio, è riconosciuto un premio di 8 mila euro, al terzo (capogruppo Angelo Torricelli) di 6 mila euro, e a ciascuno dei successivi sette partecipanti (con capigruppo Diego Mimmo Astuto, Franesco Bonfanti, Paolo Russo, Ma Auxiliadora Gálvez Pérez, Raffaella Laezza, Federico Bargone, Pierluigi Salvadeo) un rimborso di 3 mila euro.

Il bando
Il bando non prevedeva la realizzazione di alcun nuovo manufatto, ma la ridefinizione della pavimentazione, del verde, dell’illuminazione e dell’arredo urbano, con l’intento di armonizzare l’esistente ed evitare le distonie che si sono determinate in base alle successive stratificazioni di intervento. Come orientamento, si indicava una prevalente funzione di traffico pedonale privilegiato, con la presenza di percorsi ciclabili.
Le procedure di Concorso si sono svolte attraverso la piattaforma telematica Concorrimi.it, sviluppata dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Milano con il Comune di Milano e l’Ordine degli Ingegneri di Milano.
La piattaforma prevede una procedura esclusivamente digitale e trasparente, che garantisce anche l’emergere delle migliori risorse, anche quelle giovani che non possiedono requisiti economici per accedere alle procedure classiche. La prima fase, infatti, quella che opera la prima scrematura e che individua dieci finalisti, prevede un accesso molto semplice e non oneroso che consente di accogliere le idee migliori. Per accedere alla seconda, quella che proclama il vincitore, servono invece alcuni requisiti raggiungibili dai giovani progettisti associandosi con altre realtà più strutturate.
I costi complessivi di realizzazione del progetto, come già definito nel Bando, si aggirano attorno ai 12 milioni di euro. Gli interventi saranno realizzati gradualmente, partendo da piazza Castello.
La progettazione paesaggistica rappresenta il cuore della proposta vincente, con il ridisegno delle aree verdi, la piantumazione di numerosi alberi e la realizzazione di un grande parterre alberato che si relaziona con il sistema dei viali lungo i lati del Castello e sfocia in un boulevard di impianto ottocentesco, senza alcun nuovo volume, come era previsto espressamente nel Bando di Concorso.

Nelle motivazioni espresse dalla Commissione presieduta da Maurizio Carones e formata da rappresentanti degli uffici tecnici del Comune, degli Ordini degli Architetti e Ingegneri e cittadini residenti nella zona, si legge: “Il progetto risolve la ricucitura tra le due aree monumentali di via Dante e Piazza Castello in modo equilibrato ed efficace per funzionalità ed efficienza delle scelte tecniche, ponendo particolare attenzione all’identità del luogo. Il progetto propone l’utilizzo di molti elementi già presenti e ottiene un risultato coerente e ordinato. La riorganizzazione dello spazio favorisce la fruibilità e la flessibilità d’uso dell’area. Il progetto dimostra una buona fattibilità tecnica ed economica e facilità di manutenzione delle opere, pur necessitando di alcuni approfondimenti rispetto alle scelte sulle infrastrutture di mobilità, del verde e dei materiali nelle eventuali fasi successive di progettazione”.

Ecco gli aspetti più significativi della proposta vincitrice:

Piazza Castello
Le aree verdi ai lati del Castello saranno estese ed ampliate fino alle intersezioni con le vie Sella e Ricasoli. Il doppio filare di aceri viene completato e integrato con nuovi fusti, trasformando l’area in una sorta di galleria verde che dalla piazza si prolunga nel parco Sempione. La nuova pavimentazione della piazza sarà in calcestre, di tinta chiara e in continuità con la riqualificazione prevista in via Beltrami.

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Viabilità: riduzione delle sedi stradali e mantenimento della carreggiata tranviaria destinata alla circolazione dei mezzi di superficie, delle moto e delle auto dei residenti. Sarà mantenuto anche il percorso ciclabile su una nuova sede in adiacenza a quella veicolare.
Illuminazione: mantenimento dei lampioni a due bracci, con lo spostamento di alcuni punti luce attualmente collocati in aree eccessivamente illuminate in via Beltrami e in largo Cairoli.
Nuovi elementi di illuminazione saranno collocati lungo la galleria di aceri perimetrale, per garantire la sicurezza dei cittadini e la fruibilità delle piste ciclabili, consistenti in colonnine luminose a luce diffusa bilaterale e in fari incassati nel calcestre, in grado di valorizzare la volta vegetale.

Via Beltrami
Un ampio parterre in calcestre, delimitato da filari di alberi, diventa un ordinato boulevard di accesso al Castello. I marciapiedi laterali in asfalto sono estesi oltre le linee delle alberature, in modo da ampliare le aree disponibili ai dehors, ai chioschi, alle panchine e alle stazioni BikeMi ed evitare così l’occupazione disordinata del parterre centrale.
Illuminazione: a fronte di un effetto poetico di penombra, creato sfruttando la cromia chiara del calcestre, saranno illuminate le facciate su via Beltrami e Largo Cairoli con la ricollocazione di alcuni dei lampioni eliminati da Piazza Castello.

Largo Cairoli
Riordino dello slargo davanti alll’area pedonale, naturale prolungamento di via Dante. La statua a Garibaldi sarà posta su un nuovo basamento circolare realizzato nel granito bianco già presente in via Dante, mentre la rimozione dell’aiuola aumenterà la superficie di transito pedonale.
Viabilità: mantenimento dell’asse veicolare e tranviario.

Alberi e arredi
Posa di piante autoctone già adulte e di altezza sufficiente affinché si generi un effetto complessivo in tempi brevi. Inserimento di alberi di prima grandezza come aceri montani, frassini maggiori e cerri, di seconda grandezza per la creazione della struttura del bosco come il caprino biancol, il frassino meridionale e l’olmo bianco, e di terza grandezza, da utilizzare nelle parti esterne del bosco, come l’acero campestre, il frassino orniello e il sorbo ciavardello.

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Niente panchine, né chioschi. Ma immensi spazi per il passeggio. Materiali per le pavimentazioni: oltre al calcestre, lo stesso dei viali del Parco Sempione, è previsto l’utilizzo di Pietra di Cuasso e Granito di Montorfano già presenti negli ambiti con cui si raccordano. Non sono previsti gradini e rampe, garantendo la piena accessibilità dell’area.
Illuminazione: utilizzo di fonti luminose a led di colore caldo, mentre tutti i chioschi e piccoli padiglioni poggeranno su superfici pavimentate in pietra o in asfalto.

Commenti
Una delle critiche riguarda il “minimalismo” del progetto vincente, che però è considerato da altri il suo punto di forza. L’urbanista Emilio Battisti: “La sua semplicità di questi tempi mi rassicura, vedremo gli adattamenti cui sarà sottoposto per rispettare le esigenze della viabilità”. L’architetto Maurizio De Caro: “È stato rispettato il contesto ed era la cosa più importante. L’urbanistica dello spettacolo andrà avanti altrove”. Fabio Arrigoni, presidente del Municipio Centro storico: “il progetto ci fa immaginare un’utilizzazione flessibile oltre ad una facile manutenzione”.
Un altro aspetto controverso è la pedonalizzazione, scelta già decisa dal Comune. Silvia Botti, direttrice di Abitare: “Non sono così convinta che la pedonalizzazione fosse necessaria. Anzi. Ma il progetto ha il pregio di mantenere il disegno monumentale dell’Antolini, oltre che di far uscire il verde dal Parco”.
L’architetto Stefano Boeri: “Personalmente non ho mai compreso perché pedonalizzare Piazza Castello, la cui larghezza renderebbe compatibili vivibilità e viabilità, mentre avrei pedonalizzato piuttosto Foro Bonaparte. Ma questa era una scelta dell’amministrazione, chiaro che i progetti si sono dovuti adeguare”.
Al di là delle opinioni, il metodo è risultato molto soddisfacente. Secondo Valeria Bottelli, presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, “Migliaia di partecipanti, neanche un ricorso, e una giuria con due architetti, un ingegnere, un rappresentante dei cittadini e uno del Comune i quali hanno saputo il nome del vincitore dopo averlo proclamato, scegliendo tra progetti designati solo con una sigla. Finalmente”.
Gabriele Pasqui, direttore del Dipartimento architettura e studi urbani del Politecnico: “Non è mai detto che il metodo garantisca che vinca “il più bello”, sempre opinabile, ma un concorso aperto e trasparente è sempre positivo. Forse solo su un punto si potrebbe riflettere e cioè la presenza in giuria dei Comitati: le aree importanti non sono dei residenti ma di tutta la città”.

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