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Ddl Consumo suolo, gli emendamenti accolti dal Governo

Tra le modifiche introdotte, incentivi regionali anche tramite strumenti urbanistici ai Comuni che promuovono la rigenerazione urbana, censimento degli edifici inutilizzati, destinazione dei proventi dei titoli abilitativi e delle sanzioni

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Il Governo e i relatori hanno dato parere positivo a oltre 40 proposte di modifica, emendamenti e relativi sub emendamenti, al disegno di legge A.C. 2039 sul contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato, attualmente all’esame delle commissioni Ambiente e Agricoltura della Camera. Ecco i contenuti delle modifiche introdotte nel testo del Ddl che, ricordiamo, introduce gradualmente il principio strategico per cui il consumo di suolo sarà consentito esclusivamente nei casi in cui non esistono alternative consistenti nel riuso delle aree già urbanizzate e nella rigenerazione delle stesse.

La copertura artificiale del suolo

E’ stata modificata la definizione di “copertura artificiale del suolo” per la quale si intende “la copertura permanente della superficie terrestre con materiali artificiali o la sua alterazione biofisica per la realizzazione di edifici, capannoni, infrastrutture di trasporto, piazzali, parcheggi, piste, banchine, moli, cortili, serre, altre aree pavimentate, impermeabilizzate o in terra battuta, campi fotovoltaici, aree estrattive non rinaturalizzate, discariche, cantieri, interventi di scavo o di rimozione del suolo”.

Censimento comunale degli edifici sfitti, non utilizzati o abbandonati

Per orientare l’iniziativa dei Comuni alle strategie di rigenerazione urbana, le Regioni adotteranno disposizioni per la redazione di un ”censimento comunale degli edifici sfitti, non utilizzati o abbandonati”, in cui saranno quantificate caratteristiche e dimensioni degli immobili, per creare una banca dati del patrimonio edilizio pubblico e privato inutilizzato, disponibile per il recupero o il riuso. Mediante il censimento, i Comuni potranno verificare se le previsioni urbanistiche che comportano consumo di suolo inedificato possano essere soddisfatte con gli immobili individuati dal censimento.

Destinazione dei proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni

I proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni per il mancato rispetto del divieto di mutamento di destinazione sono destinati esclusivamente e senza vincoli temporali ”a interventi di riuso e di rigenerazione, ad interventi di demolizione di costruzioni abusive, all’acquisizione e alla realizzazione di aree verdi destinate a uso pubblico, a interventi di tutela e riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio, anche ai fini della messa in sicurezza delle aree esposte alla prevenzione e alla mitigazione del rischio idrogeologico e sismico e della tutela e riqualificazione del patrimonio rurale pubblico, nonché a interventi volti a favorire l’insediamento di attività di agricoltura in ambito urbano”.

Strategie di rigenerazione urbana

Al fine di favorire il riuso e la rigenerazione urbana le Regioni, nell’ambito delle proprie competenze in materia di governo del territorio, dettano disposizioni per incentivare i Comuni, singoli o associati, a promuovere strategie di rigenerazione urbana anche mediante l’individuazione, negli strumenti di pianificazione, degli ambiti urbanistici da sottoporre prioritariamente a interventi di ristrutturazione urbanistica e di rinnovo edilizio, prevedendo il perseguimento di elevate prestazioni in termini di efficienza energetica e integrazione di fonti energetiche rinnovabili, accessibilità ciclabile e ai servizi di trasporto collettivo, miglioramento della gestione delle acque a fini di invarianza idraulica e riduzione dei deflussi.

A tal fine è promossa l’applicazione di strumenti di perequazione, compensazione e incentivazione urbanistica purché non determinino consumo di suolo e siano attuati esclusivamente in ambiti definiti e pianificati di territorio urbanizzato.

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