Ex Manifattura Tabacchi di Torino: il progetto di riconversione a Urbanpromo | Architetto.info

Ex Manifattura Tabacchi di Torino: il progetto di riconversione a Urbanpromo

Presentata alla quinta anteprima torinese di Urbanpromo, la trasformazione del complesso di Manifattura tabacchi ed ex Fimit sta consolidando un percorso per l’intervento sul patrimonio pubblico

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La quinta edizione dell’anteprima torinese di Urbanpromo, accolta nel capoluogo sabaudo il 15 e 16 ottobre dai bianchi spazi post-industriali del Museo Ettore Fico, si è conclusa tra dibattiti, presentazione di buone pratiche e la presenza di 350 visitatori al giorno e 70 relatori.

Tema ormai da anni centrale della manifestazione, la situazione del social housing in Italia (che sarà affrontato anche all’interno delle più articolate giornate milanesi, al Palazzo della Triennale dal 17 al 20 novembre) è stata analizzata sotto molteplici punti di vista, attraverso la proposizione di dati e statistiche e coinvolgendo attori sia privati che istituzionali, in un’ottica di collaborazione e ulteriore promozione di un partenariato pubblico privato che ormai è diventato la strada privilegiata per la realizzazione degli interventi di pubblica utilità.

Strada che, come le stesse parole del viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini confermano, necessita di essere affiancata, oltre che da un rinnovato sistema di fondi, da incentivi fiscali e semplificazioni e dalla messa a disposizione di proprietà pubbliche per le abitazioni che la scadenza, a fine anno, dell’operatività del Fondo Investimenti per l’abitare di Cassa Depositi e Prestiti rende ancora più impellenti.

Tra i progetti in ballo e gli esempi di buone pratiche discussi e visitati direttamente (tra cui la nuovissima residenza temporanea in via San Pio V a Torino di Compagnia di San Paolo), la trasformazione e valorizzazione del complesso torinese costituito dall’ex Manifattura Tabacchi, di proprietà demaniale, e dal vicino ex stabilimento Fimit, di proprietà del Comune di Torino, sono da molto tempo ai primi posti della lista nazionale degli interventi da realizzarsi. E riveste un ruolo di primo piano nella strategia della stessa Agenzia del Demanio la quale, presente all’incontro in qualità di gestore istituzionale del patrimonio pubblico e rappresentata dal direttore del settore Strategie immobiliari e innovazione Stefano Mantella, vorrebbe rendere il processo avviato a Torino un modello replicabile per le future procedure di valorizzazione.

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Parte di un più ampio piano cittadino che comprende l’azione su due portafogli distinti (Manifattura ed ex Fimit da una parte e immobili di Ferrovie dello Stato, Equitalia e Consap dall’altra), l’intervento in programma prevede la riconversione a funzioni miste universitarie e residenziali del grande contenitore di quella che era la Manifattura tabacchi e cartiera che sorge nell’estrema periferia nord della città, alla confluenza del fiume Po con il torrente Stura. La Manifattura è una struttura di origini cinquecentesche trasformata nel 1768 da residenza a Regia Fabbrica del Tabacco che venne abbandonata definitivamente nel 1996 dopo quarant’anni di progressivo declino.

Il progetto che si sta portando avanti, valutato nella sua pre-fattibilità da Nomisma, s’inserisce all’interno di uno dei principali asset di sviluppo della città, il Programma Torino città universitaria, stabilendo l’impianto all’interno del complesso di spazi per la didattica e residenze universitarie per 600 alloggi che occuperanno il 40% di ex Manifattura ed ex Fimit. La funzione a servizio del pubblico è rafforzata da spazi destinati all’edilizia convenzionata pari al 32% dei complessivi (pari a 330 nuovi alloggi), che saranno affiancati da un 15% di edilizia libera e un 3% di terziario (attività commerciali, uffici e di servizio). Il resto sarà destinato a impianti sportivi che si localizzeranno in prevalenza dentro l’ex Fimit in ragione della sua vicinanza alle rive del fiume Po.

La strada individuata per l’attuazione di questa trasformazione è il modello che la stessa Agenzia del Demanio vorrebbe fare diventare un punto fisso per le procedure del futuro: una gara tra società di gestione del risparmio, la selezione di un vincitore che gestirà un fondo, alimentato da fonti miste, per l’attuazione di un piano che, a Torino, impegnerà complessivamente 110 milioni di euro per un processo che a gennaio dovrebbe scegliere la sgr, procedere entro 120 giorni con la costituzione del fondo e fare partire i lavori nella seconda metà del 2016.

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