Gli ecobonus per riqualificare le periferie: l'idea degli urbanisti | Architetto.info

Gli ecobonus per riqualificare le periferie: l’idea degli urbanisti

L'Istituto nazionale urbanistica presenta una proposta di estensione degli ecobonus all'ambito dei quartieri degradati. Per favorire l'inclusione sociale e innalzare il valore dei complessi urbani

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L’Istituto nazionale di urbanistica plaude allo stanziamento di cinquecento milioni, annunciato da parte del presidente del Consiglio, per la riqualificazione delle periferie. In linea con quanto affermato dal premier, anche l’Inu ritiene che “il contrasto all’esclusione sociale da cui spesso nascono i germi della criminalità e del terrorismo passi per la predisposizione di azioni che combattano il degrado sconfortante che talora si riscontra in alcune aree delle nostre città”.

Al punto che per l’Inu la rigenerazione urbana dovrebbe diventare pratica sistematica, costante e diffusa su tutto il territorio, e non lasciarla che si attui in pratiche isolate. A tal proposito, l’Istituto ha avanzato una proposta, che è stata presentata all’interno di Urbanpromo 2015, l’evento sulla pianificazione territoriale tenutosi a Milano dal 17 al 20 novembre, ma che ben si sposa alla questione del degrado sociale di grandissima attualità in questi giorni.

L’idea è potenziare gli ecobonus estendendoli dalle unità immobiliari alla scala della città, per la rigenerazione di quartieri e complessi urbani. Si tratta di rimodulare gli standard del decreto ministeriale 1444 del 1968 (pensati per un mondo che faceva dell’espansione edilizia un suo obiettivo, e per accompagnare questa alla realizzazione di un minimo di servizi di pubblica utilità) e fare in modo che tengano conto di fattori come l’inclusione sociale, la resistenza agli eventi meteorologici estremi, la qualità del suolo, l’innovazione tecnologica, in sintesi tutti i nuovi bisogni della cittadinanza e della società contemporanea, che le nostre vecchie periferie non sono oggi in grado di soddisfare.

Per l’Inu “i nuovi minimi inderogabili di qualità urbana soddisfano nuovi bisogni e aumentano i valori dei suoli urbani e del patrimonio immobiliare che ne riceve benefici. I Comuni si occuperebbero di circoscrivere le aree di intervento, alle quali verrebbero assegnati i nuovi ecobonus, e sulle quali possono essere fatti convergere anche i fondi europei assegnati agli assi urbani, per azioni di efficienza energetica, smartness, inclusione. Sarebbe più facile, in questo modo, promuovere gli investimenti dei privati. E’ un ciclo virtuoso, possibile, che può dare il via alla nuova economia urbana. Cessata l’espansione edilizia, inizia il lavoro complessivo di recupero e rigenerazione, complessa ma completa”.

La proposta è parte del Progetto Paese che l’Inu presenterà a Cagliari al suo XXIX Congresso, il 29 e il 30 aprile.

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