Il decreto cultura interviene sull'autorizzazione paesaggistica | Architetto.info

Il decreto cultura interviene sull’autorizzazione paesaggistica

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Le novità introdotte prima dell’estate

All’inizio dell’estate il Governo Letta ha introdotto all’interno del “decreto fare” alcune modifiche in materia di autorizzazione paesaggistica, prevedendo, in particolare:

1. l’estensione dell’efficacia dell’autorizzazione paesaggistica quinquennale per un periodo massimo ulteriore di un anno, nel caso in cui i lavori siano iniziati entro cinque anni dal rilascio della stessa autorizzazione; in tal modo, si sottolineava, sarebbe stato sufficiente l’inizio dei lavori per evitare l’effetto decadenziale dell’autorizzazione allo scadere del quinquennio;

2. la riduzione delle tempistiche previste per il rilascio del parere da parte della Soprintendenza (da 90 a 45 giorni), decorso inutilmente il quale l’amministrazione competente provvede sulla domanda di autorizzazione. In sostanza, il “decreto fare” ha eliminato il silenzio-assenso, sostituendolo con l’adozione del provvedimento finale da parte dell’amministrazione competente.

3. l’eliminazione del ricorso alla Conferenza dei servizi in precedenza chiamata a pronunciarsi entro il termine perentorio di 15 giorni, nel caso in cui il Soprintendente non abbia reso il proprio parere vincolante entro il termine di 45 giorni dalla ricezione degli atti, con la conseguente riduzione da 60 a 45 giorni del termine oltre il quale l’amministrazione competente provvede sulla domanda di autorizzazione prescindendo dal suddetto parere;

4. la proroga di due anni dei titoli edilizi abilitativi sia per l’inizio dei lavori che per il termine di ultimazione degli stessi, che:

a. si applica ai permessi di costruire e alle DIA e alle SCIA;

b. è consentita a patto che i termini di inizio e fine lavori non siano ancora decorsi al momento della comunicazione da parte dell’interessato e che i titoli abilitativi non siano in contrasto con nuovi strumenti urbanistici approvati o adottati, fatte in ogni caso salve le discipline regionali. A tal fine, l’interessato non deve presentare nessuna richiesta di proroga né specificare alcuna motivazione o attendere un provvedimento di concessione: per ottenere la proroga è sufficiente effettuare una comunicazione senza alcuna discrezionalità da parte del comune;

5. la proroga triennale delle convenzioni di lottizzazione o degli accordi similari comunque denominati a livello regionale, valevole anche per i termini di inizio e fine lavori e dei relativi titoli abilitativi rilasciati per l’esecuzione delle opere previste in convenzione o negli accordi similari, e applicabile alle convenzioni (o agli accordi) stipulati fino al 31 dicembre 2013.

La posizione delle Regioni

Proposta

In merito alle semplificazioni introdotte per le autorizzazioni paesaggistiche, le regioni hanno proposto un emendamento in base al quale “qualora i lavori siano iniziati nel quinquennio, l’autorizzazione si considera efficace per tutta la durata degli stessi”

Ratio

Secondo le regioni, la norma, che nasce con l’intento di procrastinare la validità delle autorizzazioni, in realtà, rimette in discussione la posizione ormai consolidata che l’autorizzazione paesaggistica ha validità di cinque anni per l’inizio dei lavori ma mantiene poi tale validità per tutta la durata dell’autorizzazione a cui si riferisce (sulla stessa lunghezza d’onda del ministero dei beni culturali ed ambientali)

Di conseguenza, è opportuno che la norma riproduca tale interpretazione: il periodo quinquennale si riferisce alla durata per l’inizio dei lavori ma l’autorizzazione rimane valida per la durata dei lavori autorizzati con il titolo abilitativo a cui la stessa si riferisce, senza un limite massimo di dodici mesi

Il decreto cultura

L’unica previsione contenuta nel “decreto-legge cultura”, entrato in vigore lo scorso 9 agosto 2013, in relazione al procedimento per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica ha riguardato la soppressione della norma che eliminava la possibilità per il comune di indire una conferenza di servizi nel caso in cui il soprintendente non avesse espresso il proprio parere sull’intervento nel termine di 45 giorni dalla ricezione degli atti. Soltanto in sede di conversione del decreto legge sono stati aggiunti degli emendamenti, ulteriormente modificativi della disciplina.

Il ddl di conversione

Su proposta del senatore Marcucci, nel disegno di legge di conversione è stato inserito un nuovo articolo che:

– nel modificare, ancora una volta, il testo dell’art. 146, comma 4, del c.d. “decreto Urbani”, ha stabilito che “i lavori iniziati nel corso del quinquennio di efficacia dell’autorizzazione possono essere conclusi entro, e non oltre, l’anno successivo la scadenza del quinquennio medesimo’’;

– ha prorogato di tre anni il termine delle autorizzazioni paesaggistiche in corso di efficacia alla data di entrata in vigore della legge di conversione dello stesso decreto cultura, estendendo, nei fatti, la durata delle autorizzazioni paesaggistiche in corso di validità alla data di entrata in vigore della legge di conversione, integrando le semplificazioni introdotte in materia di edilizia dalla legge del fare.

Approvato dal Senato lo scorso 25 settembre, il 2 ottobre il disegno di legge di conversione del “decreto cultura” è passato all’esame della Camera, che lo ha approvato definitivamente, senza ulteriori modifiche, ai fini che rilevano in questa sede.

L’altra modifica al “decreto Urbani”

Esercizio del commercio in aree di valore culturale

Oltre all’individuazione delle aree pubbliche aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale nelle quali vietare o sottoporre a condizioni particolari l’esercizio del commercio, i Comuni individuano altresì i locali, a chiunque appartenenti, nei quali si svolgono attività di artigianato tradizionale e altre attività commerciali tradizionali, riconosciute quali espressione dell’identità culturale al fine di assicurarne apposite forme di promozione e salvaguardia, nel rispetto della libertà di iniziativa economica.

Questo articolo è tratto da Il quotidiano Ipsoa. Per sottoscrivere l’abbonamento prova clicca qui

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