Le città fantasma in Cina costruite prima di essere abitate | Architetto.info

Le città fantasma in Cina costruite prima di essere abitate

Il progetto del fotografo Kai Caemmerer, Unborn Cities, è una riflessione che lascia sbalorditi sulle dimensioni dell'espansione urbanistica in corso in Cina da decenni. E sui suoi evidenti fallimenti

Nel 2015 Caemmerer ha fotografato il distretto Kangbashi della prefettura di Ordos, il Yujiapu Financial District vicino Tianjin, il perimetro urbano del Meixi Lake nei pressi della città di Changsha. Ha scattato due volte al giorno (poco prima dell’alba, e subito dopo il tramonto) per ottanta giorni consecutivi. Unborn Cities No 01 – © 2015 Kai Caemmerer
Nel 2015 Caemmerer ha fotografato il distretto Kangbashi della prefettura di Ordos, il Yujiapu Financial District vicino Tianjin, il perimetro urbano del Meixi Lake nei pressi della città di Changsha. Ha scattato due volte al giorno (poco prima dell’alba, e subito dopo il tramonto) per ottanta giorni consecutivi. Unborn Cities No 01 – © 2015 Kai Caemmerer
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Se l’eterno dilemma su chi sia venuto prima tra l’uovo e la gallina rimane irrisolto, un nuovo tipo di interrogativo si insinua a togliergli il primato, e riguarda gli insediamenti urbanistici (le città) e chi li vive (i cittadini). In un luogo non qualunque: la Cina, ovvero la realtà nazionale dove maggiormente il concetto di pianificazione urbanistica sta raggiungendo portate inconcepibili per noi europei.

Da quasi un secolo la corsa sfrenata del più grande paese asiatico a un certo tipo di occidentalizzazione ha portato a perseguire una certa de-ruralizzazione in favore di uno stile di vita più cittadino, secondo un piano governativo che prevede di spostare dalla campagna ai centri urbani circa 250 milioni di abitanti entro il 2026.

Posti questi obiettivi, naturalmente i tempi necessari affinché questa specie di esodo formi spontamente le città (con tutte le loro infrastrutture e con gli adattamenti necessari che abitanti non-cittadini comportano) potrebbero non coincidere con quanto pianificato.

Un progetto molto affascinante del fotografo di Chicago Kai Caemmerer, intitolato Unborn Cities, mostra quello che il governo cinese ha escogitato per permettere lo spopolamento delle campagne, e cioè costruire le città prima dei cittadini: sono centinaia le città che negli ultimi trent’anni sono state costruite per questo scopo.

Tuttavia anche con le migliori intenzioni e con una pianificazione attenta basata sull’attrattiva della proposta mediante ausili fiscali ed economici, la sensazione di città fantasma aleggia sull’occupare un centro partendo da zero, soprattutto considerando che i risultati sono stati finora al di sotto delle aspettative di circa un quinto, e che nessuna città occidentale nasce e rimane immutata senza continui adeguamenti.

Caemmerer le ha definite “città senza città“, perché è davvero inquietante il senso di sospensione che lasciano queste costruzioni in attesa che prendano vita.
Tra le numerosissime città, Kangbashi (un distretto della prefettura di Ordos, nella Mongolia interna, a nord della Cina) è ritratta dal fotografo americano lasciando quasi tangibile la strana sensazione, ad esempio, di una strada silenziosa circondata da grattacieli vuoti e spazi pubblici privi di vita. “Queste città sono surreali e spaventose”, continua Caemmerer, “ma danno anche il senso di vicinanza del futuro di questo paese”.
Con la speranza che non sia già passato prima di diventarlo.

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