Microrigenerazione urbana: a Milano Gratosoglio diventa 'Gratobowl' | Architetto.info

Microrigenerazione urbana: a Milano Gratosoglio diventa ‘Gratobowl’

Minuto intervento realizzato in stretta collaborazione tra la Città di Milano e le associazioni di cittadini e utilizzatori, “Gratobowl” è un “bene comune” che rinnova il primo skatepark in cemento realizzato in Italia

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Minuscolo intervento nel contesto periferico del quartiere Gratosoglio di Milano, lo skatepark pubblico Gratobowl è la realizzazione di un progetto di microrigenerazione urbana realizzato con risorse limitate, ma completamente pubbliche, che ha ricostruito il preesistente skate park, il “Baroni”, attraverso un percorso condiviso avviato dall’amministrazione pubblica insieme agli utilizzatori finali e alle rappresentanze del quartiere.

Collocato all’estrema periferia sud del capoluogo lombardo, Gratosoglio è un quartiere che si sviluppa negli anni sessanta seguendo un copione che accomuna la sua storia a quella di molte altre aree periferiche di grandi città del nord, soprattutto Torino, in quegli anni in pieno sviluppo industriale e in forte incremento di abitanti per i flussi migratori provenienti dal sud. L’evoluzione urbanistica e architettonica del distretto è indissolubilmente legata ai programmi dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Milano, che a sud di Milano anni stava contemporaneamente realizzando progetti anche nelle vicine aree di Chiesa Rossa, Rozzano e Missaglia, e all’intervento dello studio milanese Bbpr, al quale viene affidata la progettazione di unità abitative per 20.000 nuovi abitanti su un’area libera di 50 ettari lungo la direttrice che collega il capoluogo con Rozzano, via dei Missaglia.

esterno gratobowl

Il risultato sono 8 torri alte 56 metri e 52 edifici in linea alti 30 m realizzati, tra 1963 e 1971, ricorrendo al sistema di prefabbricazione pesante Camus e Coignet: l’insieme forma un nuovo quartiere autosufficiente, seppur limitato, con chiesa, scuole, attrezzature sportive, parcheggi interrati, verde e negozi e aree commerciali collocate nelle piastre alle basi delle torri lungo la via principale.

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Dopo un periodo di vita collettiva e sociale piuttosto vivace corrispondente agli anni settanta, quando era animato da strutture sportive, scuole sperimentali e progetti a coinvolgimento degli abitanti, la crisi economica, e i successivi degrado e progressivo spopolamento hanno trasformato Gratosoglio in un quartiere lontano dal centro città fisicamente e socialmente.

Gratobowl materializza un’accezione del “bene comune” minuta ma importante, che si realizza in una delle periferie urbane sempre più al centro dell’attenzione del Governo, del Ministero e della Direzione generale Arte e architettura contemporanee, che ha aggiunto le “periferie urbane” alla sua denominazione. E, attraverso la potente vetrina del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia curato da TAMassociati, mette in mostra una delle tante strade percorribili per la sua realizzazione, in un processo che parte dal pubblico e si allarga a coinvolgere la collettività. Il punto di partenza è infatti l’Assessorato allo Sport, benessere, tempo libero, verde, qualità della vita, personale, tutela degli animali, e servizi generali – settore verde e agricoltura della Città di Milano, che si fa promotore di un intervento la cui realizzazione è passata attraverso il Consiglio di zona 5 e ha coinvolto come primaria parte attiva nel processo le associazioni di quartiere (GratoSoul e I Ragazzi di Grato) e il gruppo di skaters Milano skateboarding, che ha accompagnato tutte le fasi della progettazione e supervisionato le fasi realizzative.

area gioco gratobowl

Partito a settembre 2014 e inaugurato il 10 ottobre 2015 in parallelo al recupero del palazzetto del centro Ripamonti di via Iseo distrutto da un incendio, il progetto demolisce e ricostruisce il vecchio skatepark pubblico di via Michele Saponaro, la prima pista in cemento a essere realizzata in Italia all’inizio degli anni novanta, rinnovando un punto di aggregazione per il quartiere che si può rendere attrattiva per l’esterno. Demolisce le vecchie strutture e ricostruisce una vasca di 21×16 metri divisa in tre parti in cui diverse pendenze danno la possibilità di utilizzo a tutti i livelli di skaters, dai principianti agli esperti. La progettazione è stata svolta completamente dagli utilizzatori, con il supporto dei tecnici, e nell’intorno è stata impostata una ristrutturazione “allargata” che ha coinvolto anche i servizi pubblici esistenti, lo spazio giochi per bambini e l’area verde.

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